Matrimoni gay: sì in Svezia e Iowa.
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Due Paesi in una settimana convalidano il matrimonio tra persone dello stesso sesso: Svezia e Iowa.
Sembra proprio tirare un vento differente in Europa e nel Mondo.
Sotto la spinta del Parlamento Europeo che invita i Paesi membri ad equiparare le unioni di fatto con i matrimoni, comprendendo anche le unioni omosessuali, sembra che tutti i paesi stiano correndo all’emancipazione sociale.
In Svezia, l’1 aprile, il Parlamento ha approvato la nuova normativa con ben 261 voti a favore, 22 contro e solo 16 astenuti. In Iowa è stata la Corte suprema a cambiare la legge, ma il risultato è lo stesso.
Impossibile non domandarsi quando questi numeri arriveranno anche dal nostro parlamento, lento, retrogrado e assuefatto alla politica cristiana.
Il problema però, a mio avviso, non riguarda solo le coppie gay. Sì, vorrei essere libera di scegliere con chi sposarmi (se mai vorrò sposarmi!!!), senza distinzione di sesso, religione, condizione economica, opinione politica etc. , ma soprattutto vorrei che il mio Stato mi lasciasse libera di formare un nucleo familiare, senza dover spiegare le forze che tengono unito il nucleo, ma godendo degli stessi vantaggi delle famiglie regolari o “sposate”. Perché se convivo con una persona per 20 anni, indipendentemente dal suo sesso e dal nostro orientamento sessuale, anche se non abbiamo tra di noi rapporti sessuali, siamo un nucleo familiare e abbiamo diritto a vederci riconosciuto questo titolo, senza opinioni di sorta. Quelo che poi avviene nella maggior parte dei Paesi europei già da parecchi anni.
Ma non scenderei nel dettaglio di come è andata a finire catastroficamente la proposta di legge sui DICO in Italia. La solita vergogna, i soliti vecchi bacchettoni, il solito Papa affacciato alla finestra.