“Liberi tutti-Libere tutte”: ecco il motto del RomaPride 2009
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A Roma si è svolta ieri, sabato 13 giugno, la manifestazione Gaypride “LiberiTutti-LibereTutte”, che ha potuto contare su una madrina d’eccezione come l’attrice Ornella Muti da sempre vicina a gay, lesbiche e trans. La Muti ha segnato la conclusione del Pride a Piazza Navona per poi spostarsi, come ospite d’onore, all’official party, il Muccassassina Pride in Wonderland.
Immancabili i carri allegorici delle associazioni glbt e di quelle vicine al movimento che hanno sfilato per Roma, guidati dal pulman a due piani del comitato RomaPride pieno di Drag Queens vestite con abiti anni ‘70 per ricordare i 40anni dai fatti di Stonewall del 1969, ovvero la prima ribellione di lesbiche, gay e trans contro i soprusi della polizia, avvennuti una settimana dopo la morte di Judy Garland.
Contro una politica che definisce il Pride volgare ed immorale, ha sfilato anche il carro del Circolo Mario Mieli/Muccassasina intitolato “PAPI GAY”; il carro luccicante è l’immagine della ricerca dei diritti, una sorta di terra promessa a cui gay, lesbiche e transessuali non hanno accesso, vista la politica razzista.
Inoltre, alcuni manifestanti, hanno gettato negli appositi cestoni dell’immondizia le foto dei politici e gli articoli dei giornali con dichiarazioni razziste ed omobofiche rivolte contro la comunità glbt.
A fine corteo è intervenuta Vladimir Luxuria a spendere qualche buona parola: “Vengo al Gay Pride da 15 anni ma purtroppo sembra che l’Italia non cambi mai. Il processo di riconoscimento dei diritti degli omosessuali però può solo essere rallentato ma non fermato”.
Inoltre l’ex parlamentare ha voluto ricordre che un rapporto dell’Eurispes ha rivelato che il 60% degli italiani è favorevole al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali.
“Forse la discriminazione è nel Parlamento, vuol dire che gli italiani sono pronti ma è la politica che dorme”, ha concluso.
