“Luca era gay” vince il premio Mogol. Luxuria non ci sta
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Come ricorderete Povia, con il brano “Luca era gay”, si è presentato allo scorso festival di Sanremo. Forse alcuni di voi non sanno che lo stesso autore e cantante ha vinto la seconda edizione del Premio Mogol!
Ha avuto la meglio sulle altre cinque canzoni finaliste quali “Egocentrica” di Simona Molinari, “Tutto l’universo obbedisce all’amore” di Franco Battiato, “Il Paradiso dei calzini” di Vinicio Capossela, “A te” di Jovanotti, e “Sincerità” di Arisa.
“Di fronte a questa scelta mi viene da dire soltanto che Mogol dovrebbe rileggere un po’ dei suoi stessi testi. Perché o li rinnega o davvero non so cosa gli stia accadendo”, è il commento di Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione Comunista ed una delle maggiori esponenti del movimento gay italiano.
“Mi sembra la dimostrazione che purtroppo non sempre la maturità anagrafica rispecchia la maturità artistica. E che Mogol si è scordato del Mogol di qualche anno fa. Qualche anno fa, insieme ad Ambra Angiolini, ho fatto un musical che si chiamava ‘Emozioni’ e che si basava proprio sulle splendide canzoni nate da uno dei più bei matrimoni artistici della musica italiana, quello tra Mogol e Battisti. Tra i testi che scegliemmo c’erano anche canzoni come ‘Il giardino dei ciliegi’, dove si sottolinea che ‘le anime non hanno sesso…’ e ‘Questione di cellule’ dove si legge: ‘non è questione di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è di non vivere a metà’. Ecco a Mogol voglio rispondere con le sue parole. Infine, al di là dell’argomento della canzone di Povia, il testo è brutto, banale, con rime scontate. I testi contenuti nei baci perugina sono più elevati”, conclude Luxuria.
