Serata all’insegna dell’omofobia anche al ristorante
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Prendi un ristorante a caso, gestito però da Athos Pastechi, consigliere del Pdl (insomma non una persona a caso); prendi una serata qualsiasi, dominata da calma apparente, che si conclude però con l’allontanamento di una coppia di eterosessuali particolarmente brontoloni perché circondati da omosessuali. Il ristorante non è gay, Pastechi stesso non è gay, chi lavora per lui non è gay, anzi. Ma partiamo con ordine.
E’ sabato sera, il ristorante è pieno. Entra in scena una coppia, marito e moglie, che volevano cenare, ma non avevano alcuna prenotazione. Il ristorante contava almeno un’ottantina di persone: in mezzo ad esse vi era una tavolata di 30 ragazze che festeggiavano un compleanno, e altre tavolate di ragazzi. Tirando le somme, giusto per capirci meglio, nel ristorante vi saranno stati solo una decina di etero. Si è liberato un tavolo e marito e moglie si sono seduti, ma non gradendo il posto assegnatoli si sono spostati.
“Mio nipote era a cena da me e mi ha detto ‘Guarda che quelli si lamentano, hanno detto che qui è pieno di F…’”, racconta Pastechi.
In quel momento Pastechi è andato a fronteggiare la coppia e la signora non ha esitato a dire “Ma qui dentro è pieno di gay”.
(In realtà venne usata tutt’altra parola, decisamente più cruda, ma tralasciamo!)
Pastechi non si è scomposto e alzando la voce ha risposto: “Certo, qui siamo tutti gay. Io sono gay, mio figlio è gay, il cuoco è gay, la cameriera è gay. Quello là che lava i piatti no, lui è etero. Se non le sta bene, signora, non ci posso fare nulla. Mi dispiace, la porta è quella”.
E la coppia etero se ne è andata, tra le urla e gli applausi degli altri commensali.
