Dopo Borat arriva Bruno, il gay impersonato da Sacha Baron Cohen

Si aggira con i capelli ossigenati, un caschetto non degno della mitica Carrà, è così che in America, Brüno, un giornalista gay che si occupa di moda, espertissimo di gusti e tendenze si presenta a tutti. Per ora è stato censurato e i minori di 17 anni non accompagnati da un adulto non potranno vederlo al . Brüno arriva sugli schermi Usa dal 10 luglio, è l’ultima “creazione” dell’attore britannico Sacha Baron Cohen, quello di Borat per intenderci.
Il 37enne apre le porte ad una satira senza freni, scostumata, capace con volgarità di ignorare qualsiasi divieto hollywoodiano. La Universal ha pagato 43 milioni di dollari per i diritti del personaggio anche se non distribuirà la pellicola in molti paesi perché Sacha e il regista Larry Charles l’hanno prevenduta a diverse società (Medusa in Italia).

Le comunità gay e lesbo si sono già divise: c’è chi lo sostiene e chi si considera offeso a priori. Per alcune associazioni Brüno non farà che alimentare l’ e gli atteggiamenti di scherno nei confronti dei gay!
“Di sicuro sarà un pericoloso boomerang per il movimento di liberazione omosessuale”.
Nel tentativo di difendersi, Sasha aveva spiegato: “Ho sempre ammirato Peter Sellers e Andy Warhol e mi interessa raccontare come vive in America il rappresentante di una minoranza che si è accettato senza complessi e cerca anche di fare business. Brüno sarà un contro ogni intolleranza e ignorante preconcetto”.
Sul comico britannico è intervenuto anche Woody Allen ed il regista di New York ha detto: “Borat ha aperto porte alla commedia Usa alta e bassa, umiliandola per certi aspetti, ma anche liberandola da freni o ipocrite restrizioni”.

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