Quando anche un prof universitario è omofobo


Sono passati gli anni e nessuno ha reagito, tutti hanno finto di non accorgersi di nulla. Siamo nella facoltà di lingue e letterature straniere di Cagliari dove gli studenti devono obbligatoriamente portare agli esami un libro dal titolo “Ambiente, conflitto e sviluppo: le Isole Britanniche nel contesto della globalizzazione”. L’autore è il professor Biagini e in quel testo è possibile trovare la tesi sulla società laicizzata, tenendo presente che quest’ ultima avrebbe portato la decadenza spirituale dell’uomo, avrebbe allontanato l’essere umano da Dio. Il libro è frutto di 23 anni di studio, si schiera contro la modernità, un repertorio di razzismo e omofobia, un’inesauribile lista di nemici della spiritualità cattolica, tutti ritenuti colpevoli di aver portato l’uomo lontano da Dio e fuori dall’influenza del cattolicesimo.
Stanchi di tutto ciò, un gruppo di studenti ha scritto una lettera per dire che non ne possono più di studiare su quel libro. Dopo aver elencato le tesi del professor Biagini sull’eretico Giordano Bruno “tanto caro agli anticattolici“ e sull’omosessualismo e femminismo, “che porteranno all’estinzione della popolazione dell’Europa Occidentale“, la lettera è stata spedita. Gli studenti hanno chiesto che vengano adottati provvedimenti affinché non debbano più studiare da un testo fazioso che paralizza il pensiero critico e il contraddittorio, che svilisce la dignità dello studente e dell’insegnamento universitario che dovrebbe ricevere.

Sul caso interviene anche l’Arcigay che a sua volta manda una lettera firmata dal suo presidente Aurelio Mancuso al rettore dell’università cagliaritana prof. Pasquale Mistretta, oltre che al già citato preside di facoltà Massimo Arcangeli: “Con la presente intendo chiedere a questo Ateneo che esprima una posizione e assume i provvedimenti del caso, in merito al comportamento palesemente omofobo del prof. Biagini, il quale nel corso delle proprie lezioni esprime disprezzo nei confronti degli omosessuali, che in un’intervista vengono altresì definiti con l’epiteto “finocchi” e considerati deviati rispetto ad una presunta normalità dettata dalla morale cattolica di cui il suddetto vanta di essere il custode. L’università ha il dovere di vigilare sul rispetto del principio di pari opportunità e non discriminazione, conetti ampiamento tutelati dall’ordinamento giuridico nazionale e comunitario, e soprattutto deve farsi garante del principio di laicità. Il comportamento del professor Biagini, che si ostina a condannare l’omosessualità ed impartireinsegnamenti chiaramente intrisi di un forte potenziale omofobico non può essere tollerato“.
Ma l’Arcigay non ha ricevuto alcuna risposta!

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