Ciò che è stato del Gay Pride e dei suoi 200mila partecipanti
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Allegria, fantasia, suoni e tanti colori per il Gay Pride Nazionale che ha invaso le strade di Genova, dove decine di migliaia di persone (200.000 per gli organizzatori, oltre 50.0000 per la questura) hanno festosamente rivendicato diritti uguali per tutti, quindi anche per le migliaia di uomini e di donne che vogliono dividere la propria vita con una persona dello stesso sesso!
“Genova è una città molto più aperta di come la dipingono. Occasioni come questa dovrebbero ripetersi un po’ più spesso”, commenta un partecipante, “È stato un pride dove non c’era una linea di demarcazione tra chi sfilava e chi guardava, tra osservatori e osservati”.
E una delle madrine del Genova Pride, Vladimir Luxuria ha specificato: “Il pubblico ha partecipato con occhi sorridenti, strette di mano, saluti, applausi, persino dalle finestre. Abbiamo sentito una città amica, una città ospitale, una città che sarebbe molto piaciuta a De André”.
Molto bersagliati il Papa, con lo slogan “Nazinger ancora aggredisce i gay” e il Vaticano “Guantanamo mentale da chiudere”; non mancano nemmeno le critiche a Silvio Berlusconi come si legge in “Se Silvio e Noemi si possono frequentare, perché Paolo e Antonio non si possono sposare?”
Il corteo è durato quasi 5 ore (compresa una interruzione per un malore che ha colpito una transessuale su un carro) è stato aperto dal trenino delle Famiglie Arcobaleno. Non sono mancati i costumi più provocanti, tanto spettacolari quanto improbabili pieni di colori a richiamare l’arcobaleno.
Luxuria ha inoltre fatto i complimenti al sindaco Marta Vincenzi per l’apertura della amministrazione comunale nei confronti dell’evento: “Finalmente un sindaco è presente!”
