Yuri
Leggi tutti gli articoli di Marilena Vettorello
Da “Wikipedia”
Yuri, anche conosciuto con la costruzione wasei-eigo Girls Love, è un termine giapponese che indica comunemente relazioni omosessuali tra donne o ragazze in anime, manga e altri media giapponesi.
Il genere yuri enfatizza sia la parte sessuale che quella romantica-emotiva delle relazioni tra donne, ma nella cultura occidentale, quest’ultimo aspetto viene scisso e chiamato shōjo-ai.
Il termine yuri letteralmente ha il significato di giglio ed è piuttosto comune come nome personale femminile.
Nel 1971, Itou Bungaku (editore della rivista Barazoku, una delle prime pubblicazioni rivolte a ragazzi omosessuali), utilizzò i termini “Barazoku” e “Yurizoku” per riferirsi rispettivamente ai ragazzi e alle ragazze omosessuali.
In seguito, la particella “-zoku” (letteralmente tribù) andò perduta e rimase l’abitudine ad utilizzare il termine “yuri” per riferirsi a tutti quei prodotti che rappresentano amore, desiderio, attrazione fra le donne, così come è spiegato presso il sito Yuricon, che è ritenuto un punto di raccordo fondamentale nella rete per tutto quanto concerne il genere.
Lo yuri non è un genere definito dal sesso o dall’età degli spettatori, ma dalla *percezione* degli spettatori stessi.
Possiamo, se si vuole, differenziare fra “shounen yuri” (scritto da uomini per uomini); “shoujo yuri” (scritto da donne per donne) e ciò che noi di Yuricon chiamiamo “yuri puro” (scritto da lesbiche per lesbiche). Ma tutti questi sottogeneri sono comunque sempre yuri. In definitiva, è yuri ogni storia con donne innamorate di (o che provano attrazione sessuale verso) altre donne. » (Yurikon )
Il termine yuri è divenuto sinonimo di tutto ciò che riguarda la rappresentazione dell’amore, del desiderio e dell’attrazione fra donne, nel mondo mediatico.
Infatti, va sottolineato come con il trascorrere del tempo esso abbia assunto anche valore di aggettivo, quale sinonimo di omosessuale, in chiave ovviamente femminile.
Va anche detto che le ragazze omosessuali o bisessuali giapponesi per descrivere sé stesse invece usano i prestiti linguistici dall’inglese lez, o lesbian, oppure utilizzano parole appartenenti al gergo omosessuale, come nabe.
L’uso del termine yuri in occidente è cresciuto negli ultimi anni, sebbene tuttora sussista la classica distinzione fra yuri, che denota quel genere di anime e manga in cui è chiaramente presente la componente sessuale del rapporto, e shōjo-ai, inteso invece come un genere più leggero e romantico, dove le relazioni sono rappresentate in maniera platonica e la componente sessuale è quasi del tutto assente.
In internet, il termine “shoujo-ai” è spesso favorito al più corretto “yuri”, per motivi esclusivamente pratici: lo spettro di risultati forniti dai vari motori di ricerca risulta infatti notevolmente più ristretto e preciso nel caso si utilizzi il primo termine, piuttosto che il secondo.
Molti fan del genere amano lo yuri per la sua capacità di distorcere e stravolgere i ruoli tipici degli altri genere di anime: una delle caratteristische particolarmente apprezzate è, infatti, quella di mostrare personaggi femminili che ricoprono un ruolo più deciso, meno sottomesso, rispetto a quanto avviene altrove. Ciò che spesso, invece, viene criticato al genere è il fatto che, soprattutto in passato, la maggior parte delle sue storie finivano con il tramutarsi in vere e proprie tragedie.
Questa tendenza non sembra più rappresentare la regola del genere, soprattutto grazie a Kannazuki no miko, primo anime yuri a chiudersi con un lieto fine fra le due protagoniste e, pertanto, considerato una vera e propria pietra miliare del genere.
Ad ogni modo, quando si parla di yuri, bisogna tener conto di come le relazioni sociali giapponesi siano molto diverse da quelle occidentali. L’attrazione per persone dello stesso sesso, soprattutto nell’età adolescenziale è ritenuta naturale in Giappone, più che in Occidente. L’infatuazione, lo scambio di doni, il confondere l’ammirazione per una persona più grande che assume il ruolo di idolo per qualcosa di diverso, e per concludere addirittura baci (soprattutto fra le ragazze) e carezze sono considerate norma nella vita scolastica dei giapponesi. Recenti studi sociologici hanno concluso che questo, comunque, non conduce a diffuse sperimentazioni sessuali giovanili (specialmente in paragone con gli USA e il Regno Unito).
Va comunque detto, tuttavia, che per i giapponesi tali atteggiamenti rientrano nella serie di esperienze giovanili – sessuali e sentimentali – che hanno solitamente termine con il raggiungimento dell’età adulta. Tale traguardo, di solito, coincide con il matrimonio, che rappresenta l’atto pubblico di presa di coscienza della propria identità e della propria condizione di adulti.
Per tale motivo, tanto gli omosessuali, quanto gli adulti non sposati sono visti come delle persone problematiche e addirittura possono trovarsi oggetto di discriminazione, soprattutto nel mondo del lavoro e, a dispetto dell’abbondanza di personaggi e situazioni omosessuali in anime e manga, l’omosessualità in Giappone va tuttora incontro ai problemi di accettazione tipici di ogni altra società moderna.
Discorso diverso viene fatto per quelle persone che, pur continuando la loro vita sessuale e addirittura sentimentale, pur essendo dichiaratamente omosessuali, decidono ugualmente di sposarsi. In tal caso, ogni forma di discriminazione sembra decadere, sebbene ciò possa sembrare ovviamente un non-sense. Un particolare esempio di questa situazione lo si può trovare in Maria-sama ga miteru, in particolare nei due cugini Sachiko e Kashiwagi.
Da notare, inoltre, come l’identità sessuale in anime e manga sia di solito poco legata ai gusti sessuali personali dei singoli personaggi e si basi soprattutto sul mondo in cui tali personaggi interagiscono fra loro. Gli anime e manga del genere Shōjo, in particolare, sono rinomati per la presenza frequente di personaggi bisessuali, o il cui orientamento sessuale risulta ambiguo, quando addirittura non definito.
Oltre, comunque, alla vita scolastica (dove le relazioni yuri sono spesso legate al concetto onēsama/kōhai e che ritroviamo in anime e manga come Marimite o anche Gokujō Seitokai) e alle relazioni sociali, altre storie yuri solitamente coinvolgono personaggi che non hanno avuto in precedenza esperienze romantiche o sessuali di tipo omosessuale, o addirittura personaggi eterosessuali che si ritrovano attratti da una particolare ragazza e che a partire da ciò iniziano a rivalutare tutta la loro vita e le loro relazioni sociali sotto una nuova ottica, come accade a Yoshida Chizuru in HEN o ancora ad Utena Tenjō in La rivoluzione di Utena (Shojō kakumei Utena).
A proposito di Utena, va detto che tale personaggio rappresenta anche lo stereotipo bishonen, esattamente come personaggi più famosi quali Lady Oscar, Asaka Rei in “Caro Fratello” e soprattutto Haruka Ten’ō in Sailor Moon.
Oltre a ciò, va ricordato come soprattutto negli ultimi anni si sia sviluppata una vera e propria moda che vede personaggi yuri, spesso stereotipati, utilizzati in anime di genere diverso (soprattutto shonen) per attirare un pubblico più largo. Solitamente, tali personaggi sono utilizzati per attirare audience maschile e in tal caso sono oggetto di fanservice.
Per concludere, va anche ricordata la presenza di numerose relazioni yuri che rimangono in ombra o relegate su di un piano secondario e che spesso accendono le fantasia degli otaku senza rivelare poi nei fatti nulla di ufficiale. In tal proposito vengono utilizzati i termini canon e subtext, largamente diffusi nel fandom yuri e yaoi. L’esempio forse più eclatante di relazione canon, in ambito yuri, è quella che coinvolge Haruka Ten’ō e Michiru Kaiō. In un’intervista rilasciata dopo la produzione dell’anime Sailor Moon, Megumi Ogata – la seiyu giapponese che ha doppiato Haruka – ha affermato che quando chiese al direttore Kunihiko Ikuhara in che modo doppiare il suo personaggio, soprattutto in funzione di Michiru, lo stesso Ikuhara le rispose chiaramente di comportarsi come se le due fossero state sposate
Anche il tema dell’amore non corrisposto è spesso presente negli anime e nei manga del genere yuri. Uno degli esempi ritenuti più eclatanti coinvolge Tomoyo Daidoji e Sakura Kinomoto dal manga e dall’anime Card Captor Sakura. Altro esempio piuttosto conosciuto è rappresentato da Yami to Bōshi to Hon no Tabibito, o più semplicemente “YamiBou”: Hazuki, la protagonista, è a tal punto innamorata di Hatsumi da affrontare un vero e proprio viaggio ultradimensionale alla ricerca dell’altra, sebbene i suoi sentimenti non siano corrisposti.
Attualmente, in Italia c’è molta disinformazione al riguardo dello yuri.
A differenza del corrispondente maschile yaoi, è quasi del tutto sconosciuto e le poche serie che presentano coppie omosessuali femminili giunte nel nostro paese sono andate incontro ad un’ampia e spesso feroce censura.
L’esempio più chiaro ed evidente di ciò è rappresentato, com’è ovvio intuire, proprio dalla versione italiana dell’anime Sailor Moon.
Qualche titolo:
Manga ed Anime
2X2=Shinobuden
Angel Dust
Battle Athletes
Battle Athletes Victory
Blue Drop
Candy Boy
Caro fratello (Oniisama e…)
Chirality
Free Soul
HEN
Hitohira
ICE (anime)
Indigo Blue
Kannazuki no Miko
Kasimasi ~Girl Meets Girl~
Love My Life
Love Vibes
Maria-sama ga Miteru
Miyuki nel paese delle meraviglie
Otome wa Boku ni Koishiteru
Pietà
Shiroi heya no futari
Simoun
Strawberry Panic!
Strawberry Shake
The Sword of Paros
Utopia of Homosexuality
Venus Versus Virus (solo il manga)
Yami to Bōshi to Hon no Tabibito
Magazine
Yuri Hime
Yuri Shimai
Yuri Tengoku Anthology
Webcomics
El Goonish Shive
Flipside
Girly
The Lounge
Agosto 20th, 2009 at 7:30 am
[...] Yuri [...]