Micropride e giornalisti

Leggete l’articolo intitolato “I “micropride” e un movimento che nasce su Facebook” che si trova sul blog di “la repubblica.it” postato oggi, sabato 12 settembre 2009 alle 11:17.

Vi lascio qualche stralcio:

Le varie manifestazioni ed eventi che in questo periodo vegono organizzati con sempre maggior frequenza sono nati con un passaparola sul social network e su questo vengono raccontati e resecontati con foto e parole.
I micropride si ripeteranno, andranno a segnare il territorio davanti a tutte le istituzioni dello stato, fino a quando non si parlerà chiaro, non di “protezione” dei gay, ma dei loro “diritti” (i protetti continuano ad avere paura e dipendono dal protettore, i titolari di diritti li esercitano).
Tira un’aria molto brutta per chi è gay o lesbica in questo paese. Un funzionario di polizia milanese ha detto agli organizzatori della fiaccolata di qualche giorno fa: “E’ una pazzia che dobbiate organizzare una manifestazione così, è una pazzia che noi dobbiamo mandarvi agenti per proteggervi”. Questo è.

” Signori sindaci paladini della sicurezza, non pagano le tasse anche i gay e non hanno diritto anche loro di camminare sicuri nella loro città? In caso contrario bisognerà chiedere ai “culattoni” di non pagare più le tasse.

Brutta aria, ma bella gente, che non piegherà la testa e non si lascerà intimidire.

Cari colleghi miei,
voi che continuate a ignorare anche il bagaglio di parole minimo per capire queste cose che avvengono, voi che dite “omosessuali manifestano” (quando c’è la partita di calcio dite “tanti eterosessuali applaudono Totti?” E chi ve lo dice che siano solo omosessuali quelli in corteo? “Persone” non andrebbe meglio?) , voi che ancora confondete un outing con un coming out, voi che leggete il mattinale di un carabiniere e non chiedete se quell “atto osceno” era solo un bacio… colleghi carissimi, anche voi dei desk che decidete cosa va in pagina ogni mattina, voi che sorridete se nominate un collega che “è”, e magari in sua presenza vi limitate a un’occhiata complice fra voi, vi siete detti che ogni diritto violato è una notizia e che 2000 persone che marciano in silenzio con un candela in mano è una grande notizia che dovrebbe andare in pagina ad ogni costo?

Non perché “si deve” difendere il “frocio” ma perché questa è una notizia. Una notizia di questi mesi e anni, una notizia di questa Italia, un dramma del nostro tempo malato, di un paese dove sul sito di un ministero l’omosessualità era ancora, fino a poco tempo fa e per quello che ne so lo è ancora, indicata come un disturbo serio.Del resto siamo il paese dove essere gay è motivo di attacco professionale, degradazione umana e rimozione, e la cosa sembra normale a tutti, compresi i gay più fessi – essere gay non rende automaticamente intelligenti o sensibili, no….

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