Polemica per matrimonio gay
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Gli sposi sono Francesco, 39 anni e Manuel, che ha compiuto proprio venerdì 22 anni. Da tempo convivono a Villapiana (Savona).
Martedì scorso si sono recati a palazzo Sisto e hanno compilato il modulo ai fini delle pubblicazioni di matrimonio. Un matrimonio con rito civile che si dovrebbe svolgere, secondo quanto da loro indicato nella richiesta, alla fortezza del Priamar sabato 31 ottobre. Un matrimonio che però difficilmente potrà esser celebrato, perchè le leggi italiane pare non consentano la celebrazione di un matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Anche se sulla questione è attesa una decisione da parte della Corte costituzionale.
Una provocazione, forse. O forse più semplicemente un tentativo per veder riconosciuti anche alle coppie omosessuali quei diritti che vengono assicurati a quelle eterosessuali. Una vicenda, comunque, che a Savona sta creando non poco imbarazzo. A tutti i livelli. Anche perchè sino a ieri la coppia di giovani omosessuali che intende unirsi in matrimonio non aveva ricevuto alcuna risposta ufficiale alla propria richiesta da parte dei competenti uffici comunali.
Ma torniamo alla vicenda, che prende il via martedì mattina. Quando Francesco Zanardi, 39 anni, nato a Torino ma da moltissimi anni residente a Savona in via Cambiaso, fondatore del movimento “Gay Italiani”, e il suo compagno Manuel Incorvaia, 22 anni, savonese, si recano negli uffici dello stato civile di palazzo Sisto e chiedono all’impiegata di poter depositare i documenti necessari per le pubblicazioni di matrimonio. «Tutto è filato liscio sino al momento in cui l’impiegata ha chiesto il nome della sposa – spiega Francesco Zanardi – e le ho risposto Manuel. Lei ha scritto sul foglio Manuela e io subito l’ho corretta. Così come le ho chiesto di cambiare sul modulo dei servizi demografici del Comune la parola sposa in sposo. Mi ha guardato in modo incredulo, ma alla fine ha apportato le correzioni che avevo richiesto e ha finito di compilare la nostra richiesta. L’intenzione mia e di Manuel è quella di unirci in matrimonio sabato 31 ottobre, e potendo scegliere tra il palazzo comunale e il Priamar la sede dove effettuarlo abbiamo scelto la Fortezza».
Un matrimonio, come detto, che non potrà comunque esser celebrato. «Allo stato attuale – spiega infatti Maura Piccardo, dirigente dei servizi demografici e attività commerciali del Comune di Savona – le pubblicazioni di matrimonio non possono esser fatte. Non si tratta naturalmente di una scelta nostra, ma semplicemente dell’applicazione delle norme sino ad oggi in vigore in Italia. Che per quanto riguarda i matrimoni prevedono che le due persone che intendono contrarlo debbano essere di sesso differente».
Discorso chiuso, quindi?. Assolutamente no. «Si tratta di una questione che intendiamo portare avanti sino in fondo, anche ricorrendo alle vie legali – assicurano Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, che proprio ieri hanno partecipato a Roma alla manifestazione per il riconoscimento dei diritti umani alle coppie omosessuali – Non si tratta di una questione di principio ma di un problema concreto. Viviamo in un paese pronto a scendere in piazza per i diritti dei cani. Sono io per primo un convinto difensore dei diritti sacrosanti degli animali, ma noi omosessuali valiamo meno di un cane?».
E a sostegno della loro battaglia,, Francesco e Manuel incassano l’appoggio dell’avvocato triestino Francesco Billotta. «Nell’articolo 3 della Carta Costituzionale non vi è scritto che il matrimonio debba esser celebrato tra due persone di sesso diverso. Che sino ad oggi non sia mai accaduto è un problema diverso, di carattere culturale e sociale ma non certo giuridico».