Le violenze contro le lesbiche

Questo testo è tratto da Irene Zeilinger, Tra visibilità e invisibilità: la sulle negli spazi pubblici – Congresso di Studi di genere “ e città”, Seminario “Sicurezza e insicurezza” – Tours, Francia, 8 marzo 2002. Realizzato per un progetto europeo di ricerca e di azione contro le violenze fatte alle , finanziato dalla Commissione europea e dal Ministero tedesco per la famiglia, i giovani, gli anziani e le . www.garance.be/docs/020308entrevisibilite.pdf
Per noi “lesbica” è una identità psico-sociale. Identità che si forma durante un lungo processo individuale di presa di coscienza verso l’esterno (coming out), che include sicuramente aspetti sessuali, ma anche comportamenti, riflessioni e un insieme di azioni e reazioni che non si limitano alla sessualità.

Definiamo come “” tutti quegli strumenti di potere e di controllo, tutti quei comportamenti e quelle strutture che hanno un impatto negativo sul benessere e la salute spirituale, mentale e fisica delle persone.
Le violenze contro le includono le molestie verbali e sessuali, gli stupri, così come la non accettazione, il rifiuto pubblico, l’esclusione dal mercato del lavoro, dal sistema di assistenza medica o sociale, etc.

Le violenze contro le non possono essere considerate solo come aggressioni individuali. Le violenze contro le devono essere considerate non come una violazione della norma, ma come un prolungamento della norma sociale stessa, che manifesta e rinforza l’ineguaglianza di potere.
Le non corrispondono alle norme della maggioranza, vengono quindi punite per il loro non-conformismo e per la loro identità specifica.
E questo si manifesta sia a livello individuale, sia a livello sociale.

La relazione stretta tra sesso (biologico) e genere (ruoli sociali assegnati al sesso biologico) è una costituante importante delle relazioni eterosessiste di potere.
A livello sociale, economico e culturale vige la norma di eterosessualità obligatoria, che garantisce, attraverso la , che le siano e restino disponibili per gli uomini e per riprodurre il mondo degli uomini.
Le non sono solamente punite perché non corrispondono alla norma eterosessuale, ma la è allo stesso tempo perpetrata per ricondurle con la forza all’interno della relazione eterosessuale obligatoria, per rimetterle nello ruolo assegnato al loro sesso.

I dati delle violenze contro le

Riportiamo i dati di due ricerche effettuate in Germania nel 1999 e nel 2000.
I dati si riferiscono alle violenze fatte alle a causa della loro omosessualità, non includendo le violenze vissute sulla base del sesso, dell’origine etnica, dell’età, della religione, delle capacità fisiche, etc. Non includiamo neanche le violenze fatte a etero prese per .

Il 98% delle ha vissuto violenze lesbofobiche.
Il 24% delle ha vissuto la fisica: ferite, spintonamenti, lancio di oggetti, etc. Di cui il 6% ha subito aggressioni armate.
Il 98% delle ha vissuto la psicologica: insulti, umiliazioni, scherzi, minacce, esclusione, negazione o messa in discussione delle capacità professionali.
Le violenze sessuali ha colpito il 44% delle : attenzioni non volute, palpeggiamenti, molestie, stupri.

Per quanto riguarda gli aggressori, la gran maggioranza sono uomini, di cui:
il 58% sono sconosciuti,
il 13% vicini,
il 10% conoscenti,
il 5% ex-mariti.
• La metà degli aggressori ha meno di 30 anni.
• Nel 34% dei casi, l’aggressore è solo,
• e nel 43% si tratta di un piccolo gruppo di aggressori, da 2 a 4 uomini.

Secondo questi dati, le che vivono apertamente il loro lesbismo sono maggiormente esposte alle violenze. C’è una differenza significativa tra le violenze verso le etero e quelle verso le .
La maggior parte delle violenze fisiche contro le etero avvengono nella sfera privata e sono agite da uomini che esse conoscono.
Mentre le violenze fisiche verso le avvengono più spesso nella sfera pubblica e sono perpetrate da sconosciuti.
Le etero sono sole quando vengono aggredite, le sono spesso in due, ovvero visibili in quanto .

Gli spazi pubblici sono quindi i luoghi più pericolosi per le , che vengono aggredite:
il 21% alla fermata dell’autobus,
il 25% in ristoranti o bar per etero,

il 26% durante un viaggio,
il 18% nei pressi di locali o associazioni per o gay.
Numerose associazioni e gay ricevono regolarmente telefonate minatorie, danneggiamenti materiali, scritte sui muri, etc.

Le conseguenze delle violenze contro le

Le sanno che gli attacchi lesbofobici sono quotidiani, per questo utilizzano strategie che hanno appreso dalla loro socializzazione in quanto , per difendersi dal sessismo quotidiano: il controllo dei propri comportamenti e della propria apparenza.
il 75% delle evita di mostrare tenerezze in pubblico,
il 66% dice di ascoltare innanzitutto le opinioni sull’omosessualità delle persone prima di rivelare loro la propria identità psicosociale,
il 49% evita di parlare delle proprie relazioni amorose,
il 48% aspetta di farsi conoscere meglio per poi dire,
il 48% non menziona il sesso della propria partner,
il 17% mente sul sesso della propria partner,
il 22% adatta la propria apparenza per non sembrare lesbica,
il 6% partecipa agli eventi sociali in compagnia di un uomo “alibi”.

Quindi, individualmente e collettivamente, le si trovano sempre in una ambivalenza.
Da un lato, l’invisibilità rappresenta una sicurezza momentanea, ma allo stesso tempo rinforza gli stereotipi e la disuguaglianza di potere. Dall’altro lato, la visibilità può rappresentare un pericolo imminente, ma allo stesso tempo un potenziale di emancipazione e di cambiamento sociale e politico.

Ma le violenze contro le non riguardano solo le , perché essendo delle punizioni contro le che abbandonano gli stereotipi eterosessuali, queste violenze possono toccare tutte le , siano esse o etero.
Un insulto utilizzato frequentemente per disciplinare le femministe troppo radicali è “lesbica”. Non è solo un insulto, ma anche una minaccia: dal momento che una femminista viene “identificata” come lesbica, può essere bersaglio delle stesse violenze che vengono fatte alle .
È quindi nell’interesse di tutte le e le femministe di lottare contro la verso le .

Le due ricerche da cui Irene Zeilinger ha preso i dati sono:
- Centro di ricerca interuniversitario delle (1999): “ contro le : studi sulle discriminazioni e le vioneze”, Ministero per le , i giovani, la famiglia e la salute del Land Nordrhein-Westfalen: Düsseldorf.
- Ohms Constance (2000): “ contro le .” Quer-Verlag: Berlin.

a cura del Martedì Autogestito da Femministe e
tutti i martedì dalle 17.oo alle 23.oo su Radio Onda Rossa (87.9oo fm) – Roma
http://www.ondarossa.info/ (ciccare su “in diretta”) – mfla@inventati.org

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