Copertura assicurativa: accadde a Milano…
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La Cassa Mutua nazionale delle BCC venne denunciata da un impiegato di banca milanese omosessuale, il quale riteneva di essere stato vittima di discriminazione da parte della banca.
Secondo la Cassa mutua, l’uomo non aveva diritto all’estensione dei diritti assicurativi previsti a favore delle coppie in quanto la sua era una convivenza omosessuale e non eterosessuale. Così negò la copertura assicurativa al suo compagno restituendo il contributo già versato dall’uomo piuttosto che concedere la copertura.
I giudici milanesi hanno dato ragione alla coppia.
Il tribunale milanese, con sentenza n. 3113 del 15 dicembre, ha censurato la scelta della società affermando che è necessario interpretare estensivamente l’espressione “convivenza more uxorio” dei termini previsti dal contratto.
Secondo al Cassa Mutua, la definizione sarebbe quella di “matrimonio non registrato” mentre i giudici hanno sottolineato come per “more uxorio” si intenda una “unione” non formalizzata e quindi non necessariamente eterosessuale.
Fonte: www.queerway.it
Foto: www.fisac.it