Archivi di Gennaio 2010

Una lesbica può essere una brava mamma. Lo dice il Tribunale di Milano

stor_5393185_34060La vicenda comiciò nel 2003 dopo la separazione di due donne che avevano convissuto per nove anni, e avevano avuto tramite l’inseminazione artificiale due figli partoriti entrambi da una delle due.
La mamma non biologica dei bambini, un maschio e una femmina che hanno adesso 8 e 10 anni, fece ricorso al Tribunale dei Minori perchè la mamma naturale le aveva imposto l’interruzione dei rapporti coi figli.
Di recente il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza la quale afferma che una lesbica puo’ essere una brava mamma.
In questo caso specifico si riferivano al fatto che la madre biologica, anche se separata dalla compagna, e’ adeguata a svolgere il proprio ruolo di genitore a prescindere dalla sua omosessualita’.

Fonte: consumatori.myblog.it
Foto:www.repubblica.it

Le lesbiche e l’olocausto

Anna-FrankNegli ultimi anni gli studiosi hanno cercato di ritrovare la storia delle persecuzioni naziste nei confronti degli omosessuali.
Facendo luce su questo argomento si è evidenziato il fatto che le lesbiche da sempre sono invisibili, quasi per niente considerate.
Nel 1935 il ministro della Giustizia tedesco si rifiutò di includere le lesbiche nella legge che puniva l’omosessualità maschile affermando che le lesbiche erano molto difficili da individuare.
In realtà i nazisti perseguitavano tutte le donne in generale.

Essere donna durante il regime nazista era pericoloso.
Qualsiasi donna poteva essere arrestata ed imprigionata per quasi qualsiasi cosa.
Il pericolo non erano le lesbiche, ma le donne, il sesso delle donne, l’indipendenza delle donne. Qualsiasi marito poteva denunciare la propria moglie perchè lesbica, prostituta, o perché non attendeva ai propri doveri di buona tedesca.
I luoghi in cui si riunivano le lesbiche furono chiusi e loro obbligate ad assomigliare all’ideale di femminilità nazista.
Dopo il 1933 molte lesbiche si sposarono per evitare la pressione sociale esercitata sulle donne nubili.
Qualsiasi donna non sposata, qualunque donna che non avesse figli, qualsiasi donna che fosse promiscua o solo lo sembrasse, era sospettata.
Il crimine era essere donna in una società misogina, essere lesbica era un’aggravante, un qualcosa in più. Le donne, le lesbiche, erano identificate nei campi di concentramento con il triangolo nero delle “asociali”, il colore che i nazisti assegnavano agli individui socialmente disturbati, e in questa categoria rientrava qualsiasi donna che si allontanasse dalla norma.
Successivamente all’olocausto, i gay furono ricordati in diversi modi, per esempio a Berlino fu eretto un monumento in loro onore, ma le lesbiche non furono considerate, pare perchè non esistessero leggi contro di loro. Nonostante non ci fossero leggi specifiche contro le lesbiche, esse hanno vissuto comunque anni di terrore e maltrattamenti.
Anche gli storici hanno rifiutato di comprendere la realtà delle lesbiche nei campi e, molto spesso spiegano le relazioni lesbiche che lì si vivevano come risultato della mancanza di uomini: “come in molte prigioni, nei campi di concentramento donne che in qualsiasi altra situazione avrebbero rifiutato comportamenti omosessuali, lì potevano gradualmente scivolare verso l’accettazione di suddette pratiche”.
Questa spiegazione è così ricorrente che le lesbiche stesse hanno finito per crederci. Annalise W. è una sopravvissuta al campo per donne di Ravenbruck e scrive: “… c’erano moltissime lesbiche lì, però non so se eravamo così da prima o fu il fatto di essere rinchiuse lì dentro che ci rese tali”.
Anche la famosa Anna Frank era lesbica: lei scrisse nel suo diario che, prima di vivere rinchiusa, era spontaneamente attratta da ragazze, anche se questo viene da tutti ignorato.
“Avevo già provato questo tipo di sentimenti incoscientemente, prima di stare qui, perché ricordo che una volta, mentre dormivo con un’amica, provai il forte desiderio di baciarla e lo feci. Ero terribilmente incuriosita dal suo corpo. Però lei lo manteneva sempre coperto e ben nascosto alla mia vista.
Le chiesi, come prova d’amicizia, di toccarci l’un l’altra il seno. Lei non volle. Vado in estasi ogni volta che vedo una donna nuda, come Venere per esempio. Mi sembra così meraviglioso e così prezioso che faccio fatica a trattenere le lacrime. Magari avessi una fidanzata!”

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Racconti di donne libanesi

bareedSabato pomeriggio è stato presentato alla Libreria 7 mari a Napoli il libro “Bareed Mista3jil”.
Raccoglie i racconti di un gruppo di 41 donne libanesi lesbiche, bisessuali, transgender, che con le loro storie sfidano i tabù sociali e l’articolo 534 del codice penale (che punisce con la prigione i “rapporti sessuali innaturali”). I contenuti sono di contenuto personale e politico; toccano argomenti come la cittadinanza, la religione, l’identità di genere e l’emigrazione.
E’ la prima iniziativa del genere nel mondo arabo.
Il libro è disponibile in inglese e in arabo, ed è stato pubblicato da Meem, un gruppo lgbt.
Il sociologo Steven Seidman che ha condotto una ricerca sulle comunità lgbt di Beirut, ha detto che le donne libanesi non eterosessuali hanno poche scelte: sposarsi, lasciare il loro paese, o vivere una doppia vita.
Tuttavia in Libano si è sviluppata una forte comunità lesbica negli ultimi tre anni, e l’uscita di questo libro lo dimostra; esso è un contributo importante al dibattito sociale sui diritti civili in Libano.

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Film sulla maternità lesbica

imagesCAIHO0CJIeri è stato proiettato fuori gara in premiere al Sundance Film Festival dell’Utah “The Kids Are Alright” di Lisa Cholodenko, in cui Annette Bening e Julianne Moore interpretano Nic e Jules, due madri lesbiche di Los Angeles.
Le donne fecero ricorso all’inseminazione artificiale con donatore anonimo. Dopo alcuni anni, i figli (Mia Wasikowska e Josh Hutcherson) ormai adolescenti decidono di conoscere il padre naturale. Il donatore (Mark Ruffalo), rintracciato dietro richiesta dei ragazzi dalla banca dello sperma, accetta di incontrarli e si apre così un nuovo e complicato capitolo della storia familiare.

Fonte: gaynews24.com
foto: blogs.nyu.edu

Affitto negato ad una coppia di lesbiche

affitti-appartamento-in-affitto-appartamentiDue ragazze ventisetteni stavano cercando una casa a Roma da affittare insieme per dividere le spese.
Così, si sono affidate ad un’agenzia immobiliare che le hanno fatto visitare un appartamento.
Ma quando si sono dette interessate hanno risposto loro che la proprietaria era disposta ad affittare l’appartamento solamente a un single oppure ad una coppia, anche non sposata.
Le due hanno dunque dicharato di essere una coppia, ma non c’è stato verso, hanno negato loro l’appartamento perchè lesbiche.
Non è una grande notizia, chissà a quante di voi sarà accaduta una discriminazione simile….o magari anche di peggio….
Questo è solo un semplice esempio di come può essere difficile vivere da omosessuali….

Fonte: www.queerblog.it
Foto: www.caduragroup.it

Congresso: “Nuove frontiere per la storia di genere”

NapoliDa oggi, giovedì 28, fino a sabato 30 gennaio si svolge presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II il V Congresso della Società Italiana delle Storiche che ha per tema “Nuove frontiere per la storia di genere”.
In particolare nella sessione di sabato presso la sala Mary Wollstonecraft del CLA si terrà l’incontro dal titolo “Linee per una storia del movimento delle lesbiche in Italia” coordinato da Maria Cristina Gramolini (ITSOS Marie Curie- Cernusco s/N, Milano).
In Italia a partire dagli gli anni settanta le donne omosessuali sono riuscite a proporre un discorso autonomo che valorizza tuttora la soggettività lesbica distinguendola da quella femminista e da quella gay: scopo dell’incontro è quello di ricostruire i percorsi e permettere di rileggere la storia dei movimenti che hanno posto in questione la categoria di genere.
Tra le relatrici Daniela Danna (Università degli Studi di Milano – “La partecipazione delle lesbiche al movimento omosessuale italiano: il caso del FUORI”), Maya De Leo (dottore di ricerca, Università di Pisa – “Il movimento lesbico tra storia e storiografia”), Helen Silvana Ibry (Università degli Studi di Verona – “Genere, sessualità, identità: pratiche e teorie del desiderio nel movimento delle lesbiche in Italia”) e la stessa Gramolini (“Attività associative miste o femminili delle lesbiche in Italia, tra richiesta di integrazione e desiderio di alterità”).

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Torna il Mardì Grass!

sydney_gay_mardi_grasConoscete il “mardì grass”?
Si svolge a Sydney dal 1978, è un evento mondiale, un modo per fuggire, una volta tanto da un mondo che si vorrebbe diverso, un modo per fare festa ma soprattutto ricordare che i gay nel mondo sono tantissimi, ai quali però purtroppo molto spesso sono negati un bel pò di diritti, e che spessossimo sono vittima di discriminazione e maltrattamento.
Il Mardì grass inzierà il 19 febbraio e, durerà per ben due settimane, fino al 6 marzo.
Propone tantissimi eventi, ospiti, manifestazioni e giochi culturali, sportivi, musicali e chi più ne ha più ne metta.
Tra i Big saranno presenti Whitney Houston e George Michael.
www.mardigrass.org

Foto: www.ichatgay.com

E’ arrivato Glee

gleeDallo scorso 21 gennaio, anche qui in Italia possiamo ridere con Glee, un famoso telefilm americano veramente spassoso.
Il telefilm ha come protagonista un professore di spagnolo, Will Schuester, che forma un gruppo musicale, i Glee per l’appunto.
Otto sono i componenti del Glee: l’eccentrica Mercedes Jones, la balbuziente Tina, il chitarrista paraplegico Artie Abrams, la sfigata Rachel Berry, il dongiovanni Noah, il quarterback della squadra di football della scuola Finn e il gay dichiarato Kurt Hummel, 16 anni con voce da soprano e da sempre in competizione con la perfettina Rachel.
Centrale è il tema della diversità, come si può notare dalla breve descrizione dei personaggi.
La serie piace davvero molto ai gay d’America, speriamo che abbia successo anche qui.
In onda dal 21.01.2010 su Fox. Ogni giovedì alle 21:10 (primo appuntamento con la replica del pilot ed il secondo episodio).

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L’ISTAT farebbe bene a contare anche i dati degli omosessuali

istatIn questo inizio di 2010 l’Istat si prepara al prossimo censimento della popolazione italiana.
Il ruolo fondamentale dell’Istat dovrebbe essere quello di aiutare lo stato ad impostare le sue politiche sulla base di dati invece che di opinioni precostituite.
Sarebbe davvero utile per la popolazione omosessuale che l’ISTAT cominciasse ad elaborare dati statistici rivolgendosi alla comunità LGBT in Italia.
Non è semplice studiare le caratteristiche socio-economiche della popolazione lesbica, gay, bisessuale, transgender attraverso indagini campionarie. Questo perchè non è facile trovare in un gruppo creato a caso un copioso numero di gay.
Ma diventerebbe invece utile raccogliere dati prendendo come campione di riferimento l’intera popolazione gay.
Qui di seguito indico il link di un articolo un pò elaborato ma senz’altro interessante per comprendere l’argomento

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Vescovo esorta i preti a non dare la comunione ai gay

foto75Il Vescovo Emerito di Grosseto, Mons. Giacomo Babini afferma che l’omosessualità è un peccato gravissimo.
Perciò gli omosessuali dichiarati, non meritano di ricevere la comunione. Il vescovo ritiene che la pratica conclamata della omosessualità sia un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime.
Aggiunge di ritenere aberrante anche la legge sull’omofobia, in quanto, secondo lui incoraggia l’omosessualità.
Dato che l’omosessualità è un orribile difetto, secondo lui, all’omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione.
….non dovrebbero gli uomini di fede essere tolleranti e disponibili nei confronti del prossimo??…..non dovrebbe esistere tale disprezzo in un uomo di chiesa…..

Fonte: gay.it
Foto: chiesacattolica.it