La battaglia di un cadetto lesbica
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Katherine Miller
Per tutto questo tempo ha dovuto tenere nascosto il suo orientamento sessuale ai colleghi di corso e ai professori della più prestigiosa accademia militare americana, West Point.
Anonimamente, in un blog in cui si firmava “Private Second Class Citizen”, ha raccontato agli utenti del sito Velvet Park cosa significasse essere una lesbica nel cuore dell´élite militare americana e doverlo nascondere
continuamente, pena l´espulsione.
Nonostante l´appoggio di un alleato fedelissimo come il popolo di Internet, il cadetto Miller si è arresa e, pochi giorni fa, ha rassegnato le dimissioni.
In base alla politica chiamata Don´t ask, dont´ tell (Dadt), inaugurata dall´allora presidente Bill Clinton, gli omosessuali sono ammessi a servire nelle Forze armate americane fino a quando le loro preferenze sessuali non diventano in qualche modo chiare. A quel punto devono andarsene.
«Due anni fa – racconta – ho accettato di firmare un documento che dice che l´attuale politica delle Forze armate nei confronti degli omosessuali è necessaria per mantenere la coesione e la disciplina. Ho esitato per un momento, ma alla fine ho accettato di cancellare una parte significativa delle mia identità con un colpo di penna. Dopo due anni di silenzio capisco finalmente quanto sono grandi le discriminazioni che questa politica porta con sé».
«Quando sono arrivata, ero spaventata a morte all´idea di essere la sola lesbica lì dentro, l´unica a combattere con queste regole: quanto mi sbagliavo!», scrive Miller nel suo blog.
Con colleghe dello stesso orientamento sessuale, presto sviluppa una sorta di codice: «Abbiamo dato alle nostre compagne soprannomi maschili, così da poter parlare di loro in pubblico. La mia Kristina è diventata
Kris. Quando ci interroghiamo su una collega, sulla sua sessualità, diciamo “è della famiglia secondo te?”».
«In questa atmosfera non sono pochi i cadetti maschi che pensano che se non stai con nessuno del corso sei dalla parte sbagliata. Ti tempestano di domande: ed è dura, perché se qualcuno lo scopre e un giorno ha una giornata storta, può parlare e rovinare il tuo futuro».
Tensioni su tensioni. Poi, un giorno, il cadetto Miller non ce l´ha fatta più.
Tremante, come racconta lei stessa, è andata da un superiore e gli ha chiesto di scrivere per lei una lettera di raccomandazione ufficiale per una borsa di studio a Yale, riservata agli omosessuali. Ottenuto il suo “sì”, ha scritto la lettera di dimissioni.
«La discriminazione che ho dovuto affrontare come cadetto dell´accademia di West Point, istituzione considerata come il livello massimo dell´eccellenza militare – si legge nel testo – mi ha fatto aprire gli occhi di fronte alla diffusa ineguaglianza presente nelle Forze armate.
Il risultato di questo processo è che ho deciso di dedicarmi a combattere l´intolleranza qui in patria, piuttosto che combattere i terroristi in Medio Oriente».
Se molti ufficiali in passato avevano rassegnato le dimissioni per lo stesso motivo, nessuno lo aveva fatto
pubblicamente come Katherine Miller.
In pochi giorni, negli Stati Uniti Miller è diventata il bersaglio dei commentatori di destra, ma si è trasformata in un´eroina per la comunità omosessuale e per quella progressista.
Fonte: www.notiziegay.com
(foto ©www.mercurynews.com)