Attualità omosessuale

Ucciso attivista per i diritti gay

David Kato

David Kato

Oggi 27 gennaio, giornata della memoria. Ricordiamo le persecuzioni del passato, le quali però non sono servite a placare il malato desiderio di tormentare senza pietà chi è diverso….

Il più importante attivista ugandese per i diritti dei gay è stato ucciso a Kampala.
Il suo nome e la sua foto erano apparse lo scorso ottobre accanto a quelle di altri 100 omosessuali su una sorta di lista nera messa a punto da un quotidiano omofobo, il Rolling Stone. David Kato, 43 anni, è stato ucciso “verso le 13″, ha riferito il suo avvocato John Francis Onyango. Un uomo sarebbe entrato nella sua abitazione e lo avrebbe colpito alla testa.

Kato, ha spiegato Human Rights Watch, è morto mentre veniva trasferito in ospedale.
L’organizzazione per il rispetto dei diritti umani ha chiesto al governo ugandese di avviare “un’inchiesta imparziale e urgente sull’omicidio” di colui che si guadagnò l’odio omofobo anche per essersi opposto al progetto di legge che prevede la pena di morte per il reato di “omosessualità aggravata”, un testo definito “odioso” da Barack Obama. Già oggi l’omosessualità è punibile con sette anni di prigione, e le carceri ugandesi non sembrano rassicurare sul rispetto dei diritti fondamentali del detenuto.

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Eventi Gay più importanti del 2010

Cuore arcobaleno

Cuore arcobaleno

Ecco una raccolta degli eventi gay più importanti del 2010.

Gennaio – Svastichella, l’aggressore di una coppia gay davanti al Gay Village di Roma, viene condannato a sette anni di reclusione. Francesco Zanardi inizia uno sciopero della fame -che si concluderà dopo 35 giorni- per chiedere il diritto ai matrimoni gay. A Venezia, per la prima volta, anche le coppie gay vengono ammesse nella graduatoria per l’assegnazione di case popolari.
Febbraio – Paolo Patané viene nominato il nuovo presiedente di Arcigay. Il sudafricano Charl Van Den Berg si aggiudica il titolo di Mr Gay World 2010. In Malawi si registra un aumento del numero di arresti di gay e lesbiche e si iniziano a discutere nuove proposte di legge contro la comunità lgbt, prevedendo in alcuni anche la pena di morte.

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I coming out del 2010

Jane Hill

Jane Hill

Nel 2010 sono stati diversi i coming out di persone famose, sia nel mondo dello spettacolo che della politica.

Il coming out di personalità famose è un grande aiuto per la comunità LGBT, un esempio di “normalità” che arriva a moltissime persone, spianando la strada alle quotidiane fatiche di tanti omosessuali che non hanno ancora fatto il grande passo.

Ecco un elenco delle personalità che nel 2010 hanno dichiarato pubblicamente la loro omo o bisessualità.

Roy Arthur Ashburn (nato nel 1954) politico, senatore della California dal 2002 al 2010 per i repubblicani. Sebbene abbia sempre votato contro i diritti dei gay, nel marzo 2010 dichiara pubblicamente di essere gay, iniziando a cambiare quasi i tutte le sue posizioni politiche contrarie agli omosessuali.

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Omosessualità nei paesi arabi

Lesbiche in Arabia

Lesbiche in Arabia

Viaggio attraverso l’ omofobia che ancora caratterizza molti paesi del Vicino e Medio Oriente.

I gay e le lesbiche di questi Paesi sono costretti spesso ad una doppia vita, e in poche città di questa regione possono esprimere la loro vera personalità.

La legge, la religione e la morale disapprovano chi ama persone dello stesso sesso, e la società araba, basata su rapporti familiari molto più intensi di quella occidentale, si rivela un blocco per chi vorrebbe vivere serenamente la propria vita, ma è invece destinato a nascondere ciò che veramente è.

Il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha realizzato un approfondito reportage sulle comunità LGBT che vivono in alcuni Paesi arabi, come Siria, Egitto o Libano.
Un racconto che passa attraverso le voci di gay o lesbiche che vivono non senza problemi il loro orientamento sessuale. Zamina ha una relazione da due anni con la sua migliore amica, non lavora e aspetta con grande preoccupazione il possibile marito che la sua famiglia le vorrà imporre.

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In Indonesia apre scuola per LGBT

Yogyakarta

Yogyakarta

Nonostante l’omosessualità in Indonesia non sia bandita, i gay, le lesbiche e i transessuali musulmani sono banditi dalle moschee e dalle scuole musulmane perchè Indonesian Ulemana Council lo considera come un male.

Agli inizi di quest’anno gruppi di vigilanti hanno con la forza chiuso una conferenza internazionale di attivisti gay, lesbiche e transessuali.

Ma in una tranquilla stradina della città antica di Yogyakarta un parrucchiere transessuale di 50 anni, Mariyani, ha trasformato il suo salone in una scuola islamica.
Questo è un luogo dove gay, lesbiche e transessuali possono pregare, discutere della loro fede sicuri.

Un omosessuale racconta: “Sono stata battezzata e allevata come cattolica. I miei genitori adottivi erano molto poveri. Da quando ero bambino giocavo con i giocattoli delle ragazze e sapevo sin dall’inizio di avere un cuore e uno spirito di una donna. All’età di tredici anni, anche prima di avere una tessera di identità decisi che mi sarei dovuta provvedere da me.
Questa sera Mariyani ha l’aspetto di una tipica donna di casa indonesiana con un semplice vestito lungo, un fazzoletto sul capo e nessun trucco sul viso. Ma le foto sui muri del negozio mettono in luce un aspetto differente della sua vita. In una di esse, indossa un vestito da sera attillato, color crema che le scende dalle spalle ed un trucco pesante, un rossetto rosso vivo e ombretto blu.
“Avevo venti anni quando decisi di iniziare a vestirmi da donna. Avevo il cuore infranto quando il mio ragazzo sposò una donna. Fu allora che iniziai a incontrare altri transessuali ed entrai nel mondo oscuro della notte. Ho venduto il corpo per sopravvivere. Ho viaggiato per tutta l’Indonesia lavorando nei loghi popolari dei transessuali. Per sopravvivere. Mi sono venduta per meno di dieci centesimi che era il mio prezzo allora” dice ridendo.

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In Colombia i matrimoni lesbici sono maggiori di quelli gay

Matrimonio lesbico

Matrimonio lesbico

In Colombia le coppie lesbiche che si uniscono ufficialmente sono maggiori rispetto a quelle gay.
Questo è quanto risulta nella provincia di Soledad, quella in cui sono state sottoscritte più unioni civili da quando, nel 2007, la Corte Suprema legalizzò le unioni fra persone dello stesso sesso.

In base ai dati ufficiali, a Soledad sono state registrate 32 unioni civili, di cui ben 26 sono state celebrate fra due donne. Una maggioranza schiacciante che può avere due spiegazioni: o ci sono più coppie lesbiche che gay, perché c’è più stabilità fra le donne, oppure le lesbiche sono più disposte a dichiarare la propria omosessualità.

In ogni caso Soledad è diventata il simbolo delle unioni civili in Colombia, dopo che qui fu celebrata la prima unione di questo tipo, fra uomini, lo stilista Elías Domínguez Boyano, di 18 anni, e uno chef, rimasto anonimo, di 26 anni.

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Negozio virtuale dedicato a mondo LGBT

Tshirt

Tshirt

La SHe+SHe things, azienda con sede a Perugia, ha inaugurato lunedì la messa online del primo negozio virtuale di articoli per la casa e capi di abbigliamento, interamente dedicato al mondo LGBT.
(www.sheshe.it / www.hehe.it)

Tazze SHe+SHe o He+He sopra a tovagliette della stessa linea, più tanti altri oggetti in fase di produzione e imminente uscita.

Tutti, non solo gay o gay friendly, potrebbero ad ogni modo indossare le t-shirt o l’underwear SHe+SHe e He+He.

La SHe+SHe things ha inventato i marchi SHe+SHe e He+He che svelano nella propria cifra il significato di questo progetto.

Niente gadgets dunque, ma veri e propri strumenti per la vita quotidiana risolti con un design originale e realizzati con l’aiuto di aziende locali Made in Italy per “fare sempre PRIDE e sorridere con chi si diverte con noi”, come recita uno slogan all’interno del sito.

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Gay perseguitati nel mondo raccontati in un libro

Copertina del libro

Copertina del libro

A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato.

In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito con la pena di morte (Mauritania, Yemen, Sudan, Arabia Saudita, Iran e alcune regioni della Nigeria e della Somalia).

L’incontro è stato organizzato dallo Sportello Migranti Lgbt di Verona, servizio sorto più di un anno fa e promosso da un cartello di associazioni gay veronesi (Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink) e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione).

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Giudice affida figli a madre anche se lesbica

mamme-lesbicheLa sentenza di un giudice di un tribunale della regione Sicilia ha stabilito che “la relazione omosessuale di una madre, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all’affidamento condiviso dei figli, che possono abitare con lei”.

Il giudice Alessandro Dagnino, del tribunale di Nicosia, in provincia di Enna ha respinto il ricorso di un uomo che si sta separando dalla moglie e che aveva chiesto l’affidamento esclusivo dei figli, accusando l’ex consorte di avere una relazione omosessuale, cosa che avrebbe compromesso la sua capacità di svolgere il ruolo di madre.

Nella causa di separazione, stando a quanto scrive il Giornale di Sicilia, il giudice ha accolto le tesi difensive dell’avvocato Salvatore Timpanaro, legale della giovane madre che vive nel paese dell’entroterra siciliano.

Il tribunale, però, ha anche stabilito che l’atteggiamento dell’uomo non può essere considerato discriminatorio nei confronti della ex moglie: “è umanamente comprensibile – scrive Dagnino -, soltanto in questa prima fase, per il disagio conseguente al fallimento dell’unione matrimoniale e tenuto conto del contesto sociale di un piccolo centro”.

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Adozione annullata a senatrice lesbica

Julia Boseman

Julia Boseman

La Corte Suprema dello stato americano del North Carolina, con una sentenza di 5 voti contro 2, ha annullato l’adozione che era stata riconosciuta alla senatrice lesbica Julia Boseman in quanto “seconda madre”.

La sentenza è stata emessa in seguito ad una richiesta della ex partner di Boseman, Melissa Jarrell, dopo la loro separazione.

Jarrel aveva partorito un bambino nel 2002 durante la relazione con Boseman, la quale l’aveva adottato con il
consenso del tribunale distrettuale della Durham County, mentre Jarrell aveva accettato di condividere i suoi diritti genitoriali.

Il successivo processo contro Boseman è stato usato politicamente in modo molto rilevante dai gruppi anti-lgbt della North Carolina contro Boseman, a causa della sua posizione come senatrice dello stato.

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