No alla lapidazione di Sakineh

Sakineh
30 agosto 2010 «Fermiamo la lapidazione di Sakineh». È la domanda che si pongono le decine di migliaia di donne e di uomini che da quel momento in poi ogni giorno, a ogni ora – e certi giorni al ritmo di una firma ogni due o tre secondi – si sono uniti al primo appello.
Ma, ovviamente, nessuno può rispondere a questa domanda spaventosa. E nulla ci assicura che, nei giorni a venire, forse domani stesso, o la notte seguente, quell’atroce sentenza non venga eseguita, riducendo il bel viso di Sakineh Mohammadi Ashtiani alla stessa poltiglia sanguinolenta di quello dei due amanti, lapidati a morte senza pietà il mattino del 16 agosto scorso, nei pressi di Kunduz, una regione dell’Afghanistan sotto il controllo dei talebani.








