Cronaca

A Londra donna violentata da un’altra donna

Teresa Cottingham

Teresa Cottingham

Il mese scorso, una donna inglese di 35 anni, Teresa Cottingham, ha prima aggredito un’altra donna con una mossa di arti marziali in una stanza d’albergo e poi l’ha violentata.

Le due avevano partecipato ad una conferenza nella zona centrale di Londra, ed avevano bevuto parecchio.
La donna ha da prima tentato di provocare la vittima tirandole le mutandine e cercando di trascinarla sul letto.
Vari quotidiani londinesi hanno riportato le parole della vittima durante l’accaduto: “Guarda che domani te ne pentirai”, avrebbe detto.
E la Cottingham avrebbe risposto “Lo sai che lo vuoi anche tu, fai sfilare il tuo culo davanti a me!”

Dopodichè ci fu una dura lotta tra le due, mentre cercava di domare la sua vittima, la donna si vantava:
“Io so quello che faccio. Io sono meglio di un uomo.”
Ad un certo punto la vittima è stata afferrata per la gola e violentata.

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Casey Johnson morta per cause naturali

71632380AP055_Olympus_FashiCasey Johnson, la ribelle ereditiera della Johnson&Johnson, è morta per cause naturali. Lo ha evidenziato l’autopsia.
E’ morta per chetoacidosi, una complicazione del diabete, malattia di cui soffriva sin da bambina. Aveva solo 30 anni. E’ stata stroncata dalla sua vita sregolata, segnata dall’abuso di alcool e stupefacenti.
Casey è morta lo scorso 4 gennaio, la notizia della morte era stata diffusa dalla compagna di Casey, Tila Tequila, che era stata anche accusata di speculare sulla vicenda per farsi pubblicità. Da poco le due avevano deciso di sposarsi.
La donna lascia una figlia, Ava, adottata nel 2007 in Kazakhstan.

Fonte:quotidianonet.ilsole24ore.com
Foto: www.staging.radaronline.com

Cadavere di trans trovato ad Ostia

C_0_articolo_469616_listatakes_itemTake_0_immaginetakeIl 26 dicembre è stato scoperto ad Ostia il cadavere di una trans chiuso in un sacco della spazzatura.
Precisamente è stato rinvenuto in un canneto su una sponda del Tevere a Ostia Antica.
La morte risale ad almeno un mese fa, dato che il cadavere e’ stato trovato in avanzato stato di decomposizione ed è evidente che il corpo e’ stato attaccato dagli animali.
Il trans indossava uno slip, cappotto e scarpe con tacchi a spillo.
I carabinieri di Ostia stanno indagando sul caso. Essi non escludono alcuna pista, a cominciare dall’omicidio.
Il titolare delle indagini e’ stato affiancato dal collega Rodolfo Sabelli, uno dei magistrati che sta indagando sulla morte di Brenda.

Fonte: ANSA
Foto: tgcom.mediaset.it

Trovata morta la trans Brenda

foto: euronews.net

foto: euronews.net

Il corpo della transessuale Brenda è stato trovato carbonizzato all’interno di un appartamento in via Due Ponti a .
Immediato l’intervento della polizia scientifica. La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell’ex presidente della Regione Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con lui, era stata ascoltata in procura a , come testimone, nell’ambito dell’ inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell’ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso.
Gli agenti della polizia scientifica della Questura di sono al lavoro all’interno dell’appartamento di via Due Ponti. Da un primo esame esterno del cadavere non ci sarebbero segni di . La vittima era seminuda. Accanto al corpo è stata trovata una bottiglia di whisky e poco distante due valigie già pronte. La trans potrebbe essere morta per soffocamento da fumo. Nella piccola casa, invasa dal fumo, gli investigatori avrebbero trovato tutto in ordine.
Il personal computer di Brenda sarebbe stato trovato nel lavandino dell’appartamento, bagnato come se fosse stato immerso in acqua.
Il particolare, rivelato da fonti investigative, farebbe supporre ad un gesto volontario per rendere il pc inutilizzabile.
La procura di ha disposto l’autopsia su Brenda.
Gli inquirenti che procedono per omicidio volontario hanno anche disposto gli esami tossicologici.
Una quindicina di persone sono state ascoltate, fino a questo momento, dalla polizia nell’ambito delle indagini sulla morte del transessuale Brenda.
Obiettivo degli investigatori è quello di cercare di ricostruire le ultime ore di vita di Brenda, chi avesse visto o sentito ieri sera o in nottata, prima di morire asfissiata nell’incendio del suo appartamento.
Alcuni avanzano l’ipotesi del suicidio, altri raccontano di alcuni screzi che Brenda aveva avuto ultimamente con Rumeni della zona.

Morta per “cure” contro la sua omosessualità….

punto_interrogativoE’ accaduto in Belgio (non nel profondo sud….non in qualche Stato retrogrado….).
I genitori di origine marocchina, volevano “guarire” la loro figlia dall’omosessualità affidandola a un esperto di Corano.
La povera ragazza è morta dopo una sedicente terapia a base di ustioni e bastonature.
Sono ora in carcere madre, padre e santone esperto di Corano.
Gli imputati hanno dichiarato tramite l’avvocato Johan Platteau l’ intento di curarla perchè posseduta da spiriti demoniaci.

Voi tutti ottusi incapaci di vedere 1 punto di vista diverso dal vostro, quando la smetterete di vedere l’omosessualità come malattia??Come un terribile mostro da sconfiggere??Come un intollerabile male da sradicare??

Ragazzo gay assassinato

omicidio come sempre furente in caso di omosessualità…..
Il nuovo eclatante caso è avvenuto a Catanzaro.
Un ragazzo omosessuale è stato ucciso nel suo appartamento a causa di alcune avances da lui effettuate nei confronti di un giovane che evidentemente non ha gradito.
La vittima si chiamava Francesco Pavone, 34 anni.
L’assassino è un ragazzo di 27 anni, Valdir Scalzo, brasiliano.
I due si conosevano già da tempo. Pare che il ragazzo brasiliano fosse ospite di Francesco Pavone, e che nella notte Francesco avesse tentato di avere rapporti sessuali con Valdir Scalzo, il quale, avedo assunto poco tempo prima degli stupefacenti, ha reagito in maniera esagerata, ferendo con un coltello il ragazzo e successivamente strangolandolo.

Lesbiche aggredite a Padova

Padova, 13 ott. – (Adnkronos) – Due donne, una brasiliana di 19 anni e un’italiana di 37, sentimentalmente legate, hanno raccontato alla polizia di Padova di essere state insultate perche’ si scambiavano effusioni, da un paio di stranieri, magrebini, uno dei quali avrebbe dato una spinta alla diciannovenne facendola cadere. La polizia e’ intervenuta dopo che al 113 era giunta la segnalazione di una ragazza aggredita sul lungargine del Piovego, in citta’.

Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato le due giovani, una brasiliana di 19 anni e un’italiana di 37. La prima piangeva, mentre la seconda ha raccontato agli agenti che due magrebini, dopo averle viste mentre si scambiavano effusioni, le avevano insultate e poi uno dei due aveva dato una spinta alla diciannovenne, facendola cadere dalla bici.

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Ancora e ancora pestaggi……

Il violento pestaggio di un omosessuale di 26 anni è avvenuto la notte tra il 9 e 10 settembre a Firenze, in una piazza del centro, a poca distanza da un locale per gay da cui era appena uscito.
Il giovane ha subito fratture agli zigomi, alla mandibola e al naso ed è stato sottoposto a intervento chirurgico all’ospedale di Careggi. La vicenda, su cui sono in corso indagini della squadra mobile, è stata resa nota da Arcigay Firenze ed ha avuto una prima conferma dal legale dell’associazione, l’avvocato Paola Pasquinuzzi.

Secondo Arcigay il ventiseienne sarebbe stato vittima di un agguato in piena notte fuori da un locale per dove aveva trascorso la serata. E, sempre secondo il racconto diffuso da Arcigay, autori dell’aggressione sarebbero stati due italiani. Con loro ci sarebbe stata una piccola discussione. «Il ragazzo – dice Arcigay – era stato avvicinato e minacciato da due uomini nel corso della serata di mercoledì all’interno di un locale gay del centro. I due erano stati allontanati dai gestori. Intorno alle 3 del mattino, il giovane sarebbe uscito dal locale e si sarebbe diretto a piedi verso piazza Salvemini, dove i due uomini, di circa 35 e 40 anni, lo avrebbero aspettato e gli si sarebbero scagliati contro a mani nude procurandogli fratture agli zigomi, alla mandibola e al naso». Gli amici, prosegue il racconto, lo hanno trovato in una pozza di sangue, quindi lo hanno portato a casa. Ieri mattina il giovane, accompagnato dai genitori, è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi, dov’è stato ricoverato. Oggi i medici lo hanno sottoposto ad un intervento chirurgico per ricomporre alcune fratture. La prognosi è di 30 giorni.

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Roma: attentato a discoteca gay

La scorsa notte a c’e’ stato un tentativo di dare fuoco alla discoteca “Qube”, in via di Portonaccio, sede storica della serata “Muccassassina” la più importante festa gay, lesbica e transessuale della capitale. Alle 22.15 i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere un principio d’incendio davanti all’ingresso della discoteca, che si trova nel quartiere periferico del Tiburtino, dove è stato trovato del liquido infiammabile. Sono anche intervenuti agenti del commissariato Porta Maggiore. Le fiamme, secondo la polizia, hanno interessato soltanto l’ingresso e la biglietteria. Nel locale non c’era nessuno perché in questo periodo è chiuso per lavori di ristrutturazione.
Un nuovo attacco contro la comunità lesbica, gay e trans che colpisce uno dei luoghi simbolo della Capitale, il Qube, che da molti anni ospita Muccassassina. Questo episodio, che avviene a poche ore dall’arresto del responsabile dell’aggressione al Gay Village, sembra essere una reazione, un messaggio preciso che parla di intolleranza e ”. Lo afferma, in una nota, il presidente Arcigay Fabrizio Marrazzo esprimendo solidarietà al Circolo Mario Mieli.
MARIO MIELI, ATTACCO OMOFOBO
“Queto episodio è gravissimo. L’assalto alla discoteca Qube è un ennesimo attacco di individui facinorosi e vigliacchi alla comunità gay, lesbica e transessuale che si ritrova da molti anni alla discoteca Qube per la festa più importante della comunità romana e non solo”. Lo afferma, in una nota, il segretario politico del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Andrea Berardicurti. “Un atto intimidatorio che noi siamo certi – aggiunge – abbia origine dalla cieca verso la comunità gay, lesbica e transessuale che si registra anche negli ultimi fatti di ”.

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Gay aggrediti a bottigliate

Dopo essere usciti dal Gay Village di alla 4 di notte, si erano cominciati a baciare, quando un uomo, di 40 anni, li ha aggrediti.
A uno ha spaccato una bottiglia in testa e all’altro ha dato una coltellata all’addome. L’uomo, rintracciato dalla polizia, è stato denunciato per tentato omicidio. Ha precedenti per reati contro il patrimonio e per droga. Uno dei ragazzi aggrediti è stato dimesso con una prognosi di sette giorni, l’altro, sottoposto a intervento chirurgico, è grave, ma non rischia la vita.

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