Cronaca

Ucciso attivista per i diritti gay

David Kato

David Kato

Oggi 27 gennaio, giornata della memoria. Ricordiamo le persecuzioni del passato, le quali però non sono servite a placare il malato desiderio di tormentare senza pietà chi è diverso….

Il più importante attivista ugandese per i diritti dei gay è stato ucciso a Kampala.
Il suo nome e la sua foto erano apparse lo scorso ottobre accanto a quelle di altri 100 omosessuali su una sorta di lista nera messa a punto da un quotidiano omofobo, il Rolling Stone. David Kato, 43 anni, è stato ucciso “verso le 13″, ha riferito il suo avvocato John Francis Onyango. Un uomo sarebbe entrato nella sua abitazione e lo avrebbe colpito alla testa.

Kato, ha spiegato Human Rights Watch, è morto mentre veniva trasferito in ospedale.
L’organizzazione per il rispetto dei diritti umani ha chiesto al governo ugandese di avviare “un’inchiesta imparziale e urgente sull’omicidio” di colui che si guadagnò l’odio omofobo anche per essersi opposto al progetto di legge che prevede la pena di morte per il reato di “omosessualità aggravata”, un testo definito “odioso” da Barack Obama. Già oggi l’omosessualità è punibile con sette anni di prigione, e le carceri ugandesi non sembrano rassicurare sul rispetto dei diritti fondamentali del detenuto.

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Morta modella anoressica

Isabelle Caro

Isabelle Caro

L’anoressia è una terribile malattia mentale dei nostri tempi. Porta alla morte.
Diverse ragazze cercano una bellezza rara, desiderano essere magre sino a perdere di vista l’elemento indispensabile alla bellezza: la salute.

Tale malattia non appartiene solo a chi ha il mito della magrezza, ma purtroppo diverse persone sofferenti cedono all’anoressia per desiderio di indipendenza, mostrare agli altri di sapersela cavare da sole, di non aver bisogno di niente…nemmeno di cibo…

Talvolta ho sentito parlare di lesbiche anoressiche, chi per rifiuto della propria femminilità, chi per desiderio di poter decidere per se stesse in una famiglia che non approva la propria natura, chi per ostentare la proria magrezza e perciò secondo loro bellezza….

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Gay perseguitati nel mondo raccontati in un libro

Copertina del libro

Copertina del libro

A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato.

In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito con la pena di morte (Mauritania, Yemen, Sudan, Arabia Saudita, Iran e alcune regioni della Nigeria e della Somalia).

L’incontro è stato organizzato dallo Sportello Migranti Lgbt di Verona, servizio sorto più di un anno fa e promosso da un cartello di associazioni gay veronesi (Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink) e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione).

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Donna accoltellata dal marito perchè lesbica

Christy Martin

Christy Martin

Christy Martin è una boxeur molto famosa negli Stati Uniti.

La donna, sposata, è stata aggredita dal marito quando ha scoperto la sua sessualità.

Christy si era rifugiata qualche giorno in hotel prima di raggiungere il proprio compagno nella loro casa e rivelargli il tutto: lo voleva lasciare perché innamorata di una donna, Sherry.

Lui è impazzito dopo la notizia e ha aggredito la donna, sparandole e accoltellandola.

Fortunatamente la sportiva è riuscita ad uscire da casa e mettersi in salvo, chiamando la polizia. Una volta intervenute le autorità, il marito non si è subito arreso ma ha, anzi, cercato di ferirsi con lo stesso coltello.
E’ stato poi successivamente arrestato.

La Martin è ora ricoverata in ospedale ma fortunatamente non è in pericolo di vita.

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Insegnante lesbica denunciata per aver avuto rapporti con minore

In tribunale

In tribunale

Un’insegnante lesbica di 29 anni è stata dichiarata colpevole di aver avuto rapporti sessuali con una studentessa di 15 anni.

Secondo quanto rivelato dal processo i reati si sarebbero svolti tra dicembre del 2008 e marzo di quest’anno mentre l’insegnante insegnava nell’istituto di Wakefield, nel West Yorkshire, in Inghilterra.

Nascondendo il suo volto durante il processo, Yeoman, ha confessato e ammesso le accuse a suo carico per aver avuto una relazione omosessuale con una minorenne e per aver incitato la stessa ad avere rapporti sessuali con lei.

La relazione amorosa e soprattutto i rapporti sessuali si sarebbero consumati nell’appartamento di residenza dell’insegnante a Wakefield.

Il giudice Peter Collier aveva concesso all’insegnante il pagamento di una cauzione per poter ritornare a casa, ordinandole di firmare il registro dei crimini a sfondo sessuale. Ora con l’aggiornamento del caso è molto probabile che possa essere arrestata senza possibilità di cauzione.

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Scontri al gay pride di Belgrado

Polizia

Polizia

Oggi, durante il Gay Pride di Belgrado, centinaia di estremisti e ultranazionalisti omofobi hanno tentato di impedire il raduno omosessuale.

Sono 122 i feriti, 102 dei quali agenti di polizia.
Come hanno riferito fonti della polizia nella capitale, tre dei feriti sono in gravi condizioni (2 agenti e 1 civile).

Negli scontri 101 teppisti sono stati fermati, di essi 53 sono stati tratti in arresto.

Il sindaco di Belgrado, Dragan Djlas, ha detto che i danni causati dai teppisti ammontano a oltre un milione di euro.

Fonte: www.tio.ch
(foto ©www.tgcom.mediaset.it)

Perseguitata dal donatore di sperma

Bimbo

Bimbo

Una scrittrice lesbica di Los Angeles, Karen, desiderosa di diventare mamma, si mise alla ricerca dell’uomo giusto su internet.

“Ho provato con tutti i miei amici, gay, etero, sposati, single; ma non ho trovato nessuno” ha raccontato la donna “non avevo molte altre possibilità e il mio orologio biologico faceva tick tack”.

E su internet ha trovato Daniel C.

Dopo i primi incontri i due hanno firmato un contratto, in cui era specificato che il bambino sarebbe stato esclusivamente in custodia della madre, e che il donatore rinunciava ad ogni diritto legale.
Nonostante ciò, la stessa Karen ha espressamente voluto che il piccolo conoscesse il padre.

Purtroppo però durante la gravidanza la presenza di Daniel si era fatta alquanto opprimente.
L’uomo spuntava a sorpresa durante le visite ginecologiche, ed aveva persino detto al dottore di essere il marito della futura mamma.

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Trans perseguitato sul lavoro tenta il suicidio

Suicidio

Suicidio

S.T., transessuale (da donna a uomo) di 35 anni, vive in provincia di Latina.

Lavora da circa dieci anni per una grande azienda casearia pontina come operaio e i suoi problemi cominciano circa cinque anni fa, quando dichiarò apertamente al datore di lavoro e alle sue colleghe di voler intraprendere il percorso di “transizione”.

Da quel momento gli viene vietato l’accesso al bagno e allo spogliatoio costringendolo, di fatto, a cambiarsi in corridoio, gli ripetono “vedrai, un po’ alla volta ti faremo impazzire“, si rivolgono a lui usando l’appellativo ‘Transformer’, viene isolato dagli altri colleghi durante l’ora di pranzo.

Nel 2008 riceve una serie di lettere di richiamo a cui, però, non segue alcun provvedimento e viene più volte malmenato e insultato con le parole “Sei mezza lesbica e mezzo frocio’“.

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E’ morta Marcella di Folco

Marcella di Folco

Marcella di Folco

Marcella Di Folco, fondatrice e presidente del MIT, Movimento identita’ persone transessuali e transgender, e’ morta oggi 7 settembre nell’hospice di Bentivoglio (Bologna).

Era nata a Roma, aveva 67 anni e vesti’ i panni del Principe accolto da Gradisca al Grand Hotel di Rimini nel film ‘Amarcord’ di Federico Fellini. Fu anche consigliere comunale a Bologna.

Da un anno aveva un tumore e all’inizio di agosto era entrata nell’hospice. E’ morta vegliata da attivisti e amici del movimento lgbt del capoluogo emiliano.

Fonte: www.ansa.it
(foto ©www.circolopink.it)

Arrestate 20 lesbiche in Zimbabwe

Bulawayo

Bulawayo

A Bulawayo, una delle città più popolose dello Zimbabwe, venti ragazze sono state arrestate con l’accusa di essere lesbiche.

La stampa locale ha dichiarato che giovedì scorso la polizia avrebbe arrestato le venti ragazze dell’Eveline High School con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali lesbici tra di loro.

Le venti ragazze lesbiche giocavano nella squadra di football della scuola; proprio la squadra si era recata a Nswazi, sempre nel territorio di Bulawayo, il 17 luglio scorso per partecipare ad un torneo di football.
Mentre si trovavano lì, una delle giocatrici avrebbe denunciato la cosa accusando gli altri membri della squadra di essere lesbiche.

Attualmente, le giovani ragazze sono state arrestate ma prima che venga emesso un giudizio ufficiale, è necessario che l’indagine sia portata a termine, per accertarsi che le accuse siano false o vere, che non si tratti, insomma, di un dispetto fra compagne.

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