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	<title>Lesbo Blog &#187; Cronaca</title>
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	<description>Il nostro blog. Il blog delle donne omosessuali.</description>
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		<title>Ucciso attivista per i diritti gay</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 20:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi 27 gennaio, giornata della memoria. Ricordiamo le persecuzioni del passato, le quali però non sono servite a placare il malato desiderio di tormentare senza pietà chi è diverso&#8230;. Il più importante attivista ugandese per i diritti dei gay è stato ucciso a Kampala. Il suo nome e la sua foto erano apparse lo scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6477" class="wp-caption alignleft" style="width: 277px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2011/01/431-32-david-kato-267x300.jpg" alt="David Kato" width="267" height="300" class="size-medium wp-image-6477" /><p class="wp-caption-text">David Kato</p></div>Oggi 27 gennaio, giornata della memoria. Ricordiamo le persecuzioni del passato, le quali però non sono servite a placare il malato desiderio di tormentare senza pietà chi è diverso&#8230;.</p>
<p>Il più importante attivista ugandese per i diritti dei gay è stato ucciso a Kampala.<br />
Il suo nome e la sua foto erano apparse lo scorso ottobre accanto a quelle di altri 100 omosessuali su una sorta di lista nera messa a punto da un quotidiano omofobo, il Rolling Stone. David Kato, 43 anni, è stato ucciso &#8220;verso le 13&#8243;, ha riferito il suo avvocato John Francis Onyango. Un uomo sarebbe entrato nella sua abitazione e lo avrebbe colpito alla testa. </p>
<p>Kato, ha spiegato Human Rights Watch, è morto mentre veniva trasferito in ospedale.<br />
L&#8217;organizzazione per il rispetto dei diritti umani ha chiesto al governo ugandese di avviare &#8220;un&#8217;inchiesta imparziale e urgente sull&#8217;omicidio&#8221; di colui che si guadagnò l&#8217;odio omofobo anche per essersi opposto al progetto di legge che prevede la pena di morte per il reato di &#8220;omosessualità aggravata&#8221;, un testo definito &#8220;odioso&#8221; da Barack Obama. Già oggi l&#8217;omosessualità è punibile con sette anni di prigione, e le carceri ugandesi non sembrano rassicurare sul rispetto dei diritti fondamentali del detenuto.</p>
<p><span id="more-6475"></span></p>
<p>David Kato era stato ospite a Roma lo scorso novembre ai lavori del IV Congresso dell&#8217;associazione radicale Certi Diritti dove aveva raccontato delle persecuzioni  e di veri e propri linciaggi di cui sono vittime le persone lesbiche e gay in Uganda. </p>
<p>Molte Ong internazionali si erano mobilitate in diversi paesi del mondo contro questa barbarie. Durante le udienze in Tribunale era protetto da volontari delle ong internazionali che seguivano il processo e difeso da diplomatici di ambasciate occidentali che lo avevano salvato da diversi tentativi di linciaggio perchè riconosciuto dalla folla inferocita Il Parlamento Europeo, grazie alla campagna internazionale di Non c&#8217;è Pace Senza Giustizia, aveva approvato una Risoluzione di condanna nei confronti dell&#8217;Uganda e Kato era stato anche audito dalla Sottocommissione Diritti Umani di Strasburgo.</p>
<p>L&#8217;attivista aveva avviato una iniziativa legale contro la rivista Rolling Stone e lo scorso 7 gennaio l&#8217;Alta Corte ugandese aveva condannato la rivista per violazione della legge sulla privacy, difendendo le persone gay perseguitate. L&#8217;Alta Corte aveva dichiarato che nessuna delle persone la cui foto era stata pubblicata aveva commesso reati, previsti dal codice penale ugandese per le persone omosessuali.</p>
<p>Gli Stati Uniti hanno espresso &#8220;shock ed orrore&#8221; per l&#8217;omicidio: &#8220;Siamo inorriditi e rattristati&#8221;, ha commentato Johnnie Carson, il sottosegretario di Stato agli affari africani. Condanna anche dal Parlamento Europeo, e in Italia da parte delle associazioni per i diritti dei gay. Questa sera l&#8217;ong radicale Non c&#8217;è pace senza giustizia ha convocato una veglia a Bruxelles, domani iniziative a Roma e a Milano, con fiaccolata alle 17,30 da piazza Duomo fino al consolato ugandese. </p>
<p>Fonte: www.repubblica.it<br />
(foto www.newint.org)</p>
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		<title>Morta modella anoressica</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/12/30/morta-modella-anoressica/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 19:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anoressia è una terribile malattia mentale dei nostri tempi. Porta alla morte. Diverse ragazze cercano una bellezza rara, desiderano essere magre sino a perdere di vista l&#8217;elemento indispensabile alla bellezza: la salute. Tale malattia non appartiene solo a chi ha il mito della magrezza, ma purtroppo diverse persone sofferenti cedono all&#8217;anoressia per desiderio di indipendenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6417" class="wp-caption alignleft" style="width: 174px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/isabelle-caro-164x300.jpg" alt="Isabelle Caro" width="164" height="300" class="size-medium wp-image-6417" /><p class="wp-caption-text">Isabelle Caro</p></div>L&#8217;anoressia è una terribile malattia mentale dei nostri tempi. Porta alla morte.<br />
Diverse ragazze cercano una bellezza rara, desiderano essere magre sino a perdere di vista l&#8217;elemento indispensabile alla bellezza: la salute. </p>
<p>Tale malattia non appartiene solo a chi ha il mito della magrezza, ma purtroppo diverse persone sofferenti cedono all&#8217;anoressia per desiderio di indipendenza, mostrare agli altri di sapersela cavare da sole, di non aver bisogno di niente&#8230;nemmeno di cibo&#8230;</p>
<p>Talvolta ho sentito parlare di lesbiche anoressiche, chi per rifiuto della propria femminilità, chi per desiderio di poter decidere per se stesse in una famiglia che non approva la propria natura, chi per ostentare la proria magrezza e perciò secondo loro bellezza&#8230;.</p>
<p><span id="more-6411"></span></p>
<p>Bè, questa che segue è la triste storia con finale tragico di una donna anoressica.</p>
<p>Isabella Caro è morta circa un mese fa a Tokio, per una polmonite.<br />
Appena 31 chili per 1 metro e 65. Un corpo devastato e fatto di sole ossa.<br />
Isabelle aveva fatto discutere su quei cartelloni, tant&#8217;è che il giurì per la pubblicità aveva vietato la diffusione della campagna. Le reazioni negative, poi, erano arrivate una dopo l&#8217;altra: per l&#8217;assessore del Comune di Milano Tiziana Maiolo altro non era che &#8216;pornografia&#8217;, mentre il Codacons attaccava sul piano etico. E oggi non resta un bel ricordo della giovane. Neanche allo stesso Toscani. &#8216;Era una ragazza molto malata, prima nella testa che nel corpo&#8217;. </p>
<p>Un anno e mezzo fa, la modella aveva anche scritto un&#8217;autobiografia &#8220;La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l&#8217;anoressia&#8221;. &#8216;Ho vissuto l&#8217;infanzia prigioniera di una madre depressa, che non voleva che crescessi, che uscissi di casa, e mi vietava il contatto con gli altri bambini.<br />
È necessario squarciare il velo su questo tipo di esperienze. Non se ne parla abbastanza, molti non sanno che chi vive queste situazioni si sente in colpa e non racconta nulla per paura di essere preso per pazzo.  </p>
<p>Fonte: www.exite.it<br />
(foto www.pourfemme.it/articolo/anoressia-il-racconto-di-isabelle-caro)</p>
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		<title>Gay perseguitati nel mondo raccontati in un libro</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 07:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato. In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6353" class="wp-caption alignleft" style="width: 308px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/Copertina_del_libro_Les_condamnes-03e58-298x300.jpg" alt="Copertina del libro" width="298" height="300" class="size-medium wp-image-6353" /><p class="wp-caption-text">Copertina del libro</p></div>A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato.</p>
<p>In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito con la pena di morte (Mauritania, Yemen, Sudan, Arabia Saudita, Iran e alcune regioni della Nigeria e della Somalia).</p>
<p>L’incontro è stato organizzato dallo Sportello Migranti Lgbt di Verona, servizio sorto più di un anno fa e promosso da un cartello di associazioni gay veronesi (Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink) e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione).</p>
<p><span id="more-6351"></span></p>
<p>“Questo libro è un importante strumento per riflettere sulla condizione degli omosessuali nel mondo”, ha detto Lorenzo Bernini, volontario dello Sportello, ricordando che l’Italia offre asilo, secondo accordi internazionali, alle persone che possono essere perseguitate nel loro Paese d’origine a causa di condizioni personali come l’omosessualità. “Il nostro è un lavoro di assistenza, seguiamo questi migranti nelle procedure di richiesta di protezione internazionale”, ha spiegato Bernini evidenziando: “Le persone migranti Lgbt sono in condizione di particolare debolezza e fragilità”.</p>
<p>“Penso che la maggior parte della gente non sappia che tutti questi Paesi condannano l’omosessualità e la puniscono con leggi così dure, perciò ho realizzato il libro, prima di tutto, per informare”, ha dichiarato Philippe Castetbon che è riuscito ad ottenere le 51 testimonianze dopo aver contattato nell’arco di un anno, tramite siti web d’incontri, più di 650 uomini gay nel mondo.</p>
<p>Il giornalista si è fatto inviare da questi omosessuali, che rischiano il carcere o il patibolo, una loro foto a volto coperto (“per la loro sicurezza”), una testimonianza personale e la frase “Nel mio Paese la mia sessualità è un crimine” scritta nella loro lingua. Poi, le ha pubblicate assieme alle leggi discriminatorie del loro Paese.</p>
<p>“Per convincerli è stato difficile, avevano molta paura, ho dovuto rassicurarli e conquistare la loro fiducia”, ha affermato Castetbon. All’inizio, infatti, ha incontrato diffidenza perché in alcuni Paesi la polizia contatta i gay via internet, li fa cadere in trappola e li arresta. “Per questo” ha detto l’autore di Les condamnés “mi chiedevano di vedermi attraverso la webcam”. “Il primo che mi ha risposto, dopo una settimana, è stato un uomo dello Yemen e ciò mi ha motivato perché se lo aveva fatto una persona dallo Yemen, dove per l’omosessualità c’è la lapidazione, allora ho pensato che anche altri mi avrebbero risposto”, ha riferito Castetbon.</p>
<p>Da alcuni Paesi non è arrivata nessuna testimonianza perché le persone “avevano troppa paura”. Castetbon ha raccontato che è stato molto difficile, per esempio, ottenere una foto dalle Maldive: “Da qui un uomo mi ha mandato quattro diverse foto, continuava a sostituirle perché temeva di essere riconosciuto da qualche dettaglio”.</p>
<p>L’ultimo Stato dal quale il giornalista francese ha ricevuto una testimonianza è la Guyana, “l’unico Paese a condannare l’omosessualità in Sudamerica: la pena è la prigione a vita”.</p>
<p>In Iran ogni anno vi sono esecuzioni capitali di omosessuali e attualmente, nel silenzio generale, “c’è un ragazzo di 18 anni in attesa di esecuzione”, ha ricordato Philippe Castetbon che ha proseguito: “In Iran, nel caso migliore, vengono impiccati altrimenti sono spinti, con un sacco sulla testa, su di una collina e muoiono per lapidazione”.</p>
<p>Secondo il giornalista, ora il Paese più pericoloso per i gay è l’Iraq: nel 2009 sono avvenuti 300 omicidi (non esecuzioni) a loro danno, e ciò significa che vi è un sentimento diffuso di condanna tra la popolazione. “I capi religiosi” ha spiegato Castetbon “istigano all’omicidio gli abitanti stessi dell’Iraq nei confronti degli omosessuali”. “I Paesi musulmani” ha poi continuato Castetbon “hanno delle leggi molto dure ma non sono i peggiori perché, sia nelle leggi che nella realtà, i Paesi cristiani sono altrettanto terribili soprattutto in Africa: i gruppi evangelici americani fanno una propaganda molto forte per colpire gli omosessuali avendo fallito nel proprio Paese; in Uganda, ad esempio, dove adesso la pena è l’ergastolo, fanno pressioni perché la sanzione sia trasformata in pena di morte”.</p>
<p>Dopo l&#8217;uscita del volume India e Isole Fiji hanno depenalizzato l&#8217;omosessualità.</p>
<p>Fonte e foto: www.agoravox.it</p>
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		<title>Donna accoltellata dal marito perchè lesbica</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 14:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Christy Martin è una boxeur molto famosa negli Stati Uniti. La donna, sposata, è stata aggredita dal marito quando ha scoperto la sua sessualità. Christy si era rifugiata qualche giorno in hotel prima di raggiungere il proprio compagno nella loro casa e rivelargli il tutto: lo voleva lasciare perché innamorata di una donna, Sherry. Lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6183" class="wp-caption alignleft" style="width: 251px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/Martin_Christy-241x300.jpg" alt="Christy Martin" width="241" height="300" class="size-medium wp-image-6183" /><p class="wp-caption-text">Christy Martin</p></div>Christy Martin è una boxeur molto famosa negli Stati Uniti. </p>
<p>La donna, sposata, è stata aggredita dal marito quando ha scoperto la sua sessualità. </p>
<p>Christy si era rifugiata qualche giorno in hotel prima di raggiungere il proprio compagno nella loro casa e rivelargli il tutto: lo voleva lasciare perché innamorata di una donna, Sherry. </p>
<p>Lui è impazzito dopo la notizia e ha aggredito la donna, sparandole e accoltellandola. </p>
<p>Fortunatamente la sportiva è riuscita ad uscire da casa e mettersi in salvo, chiamando la polizia. Una volta intervenute le autorità, il marito non si è subito arreso ma ha, anzi, cercato di ferirsi con lo stesso coltello.<br />
E’ stato poi successivamente arrestato.</p>
<p>La Martin è ora ricoverata in ospedale ma fortunatamente non è in pericolo di vita.</p>
<p><span id="more-6143"></span></p>
<p>Fonte: www.queerblog.it<br />
(foto http://static.boxrec.com/wiki/3/34/Martin.Christy.jpg)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insegnante lesbica denunciata per aver avuto rapporti con minore</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 14:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’insegnante lesbica di 29 anni è stata dichiarata colpevole di aver avuto rapporti sessuali con una studentessa di 15 anni. Secondo quanto rivelato dal processo i reati si sarebbero svolti tra dicembre del 2008 e marzo di quest’anno mentre l’insegnante insegnava nell’istituto di Wakefield, nel West Yorkshire, in Inghilterra. Nascondendo il suo volto durante il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5939" class="wp-caption alignleft" style="width: 297px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/apple_citata_in_tribunale-287x300.jpg" alt="In tribunale" width="287" height="300" class="size-medium wp-image-5939" /><p class="wp-caption-text">In tribunale</p></div>Un’insegnante lesbica di 29 anni è stata dichiarata colpevole di aver avuto rapporti sessuali con una studentessa di 15 anni. </p>
<p>Secondo quanto rivelato dal processo i reati si sarebbero svolti tra dicembre del 2008 e marzo di quest’anno mentre l’insegnante insegnava nell’istituto di Wakefield, nel West Yorkshire, in Inghilterra.</p>
<p>Nascondendo il suo volto durante il processo, Yeoman, ha confessato e ammesso le accuse a suo carico per aver avuto una relazione omosessuale con una minorenne e per aver incitato la stessa ad avere rapporti sessuali con lei.</p>
<p>La relazione amorosa e soprattutto i rapporti sessuali si sarebbero consumati nell’appartamento di residenza dell’insegnante a Wakefield.</p>
<p>Il giudice Peter Collier aveva concesso all’insegnante il pagamento di una cauzione per poter ritornare a casa, ordinandole di firmare il registro dei crimini a sfondo sessuale. Ora con l’aggiornamento del caso è molto probabile che possa essere arrestata senza possibilità di cauzione.</p>
<p><span id="more-5897"></span></p>
<p>Immediatamente dopo quanto successo, sarebbero stati attivati delle procedure di controllo sul personale del corpo docenti al fine di prevenire simili situazioni ai danni di monori, mentre l’insegnante lesbica è stata licenziata.</p>
<p>La condanna contro l’insegnante lesbica è prevista per la fine del mese prossimo, data in cui avrà luogo la sentenza del processo.</p>
<p>Fonte: www.gaywave.it<br />
(foto http://static.iphoneitalia.com/wp-content/uploads/2009/02/apple_citata_in_tribunale.jpg)</p>
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		<title>Scontri al gay pride di Belgrado</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 16:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[GayPride]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, durante il Gay Pride di Belgrado, centinaia di estremisti e ultranazionalisti omofobi hanno tentato di impedire il raduno omosessuale. Sono 122 i feriti, 102 dei quali agenti di polizia. Come hanno riferito fonti della polizia nella capitale, tre dei feriti sono in gravi condizioni (2 agenti e 1 civile). Negli scontri 101 teppisti sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5503" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/10/orig_C_0_articolo_492970_listatakes_itemTake_0_immaginetake-300x199.jpg" alt="Polizia" width="300" height="199" class="size-medium wp-image-5503" /><p class="wp-caption-text">Polizia</p></div>Oggi, durante il Gay Pride di Belgrado, centinaia di estremisti e ultranazionalisti omofobi hanno tentato di impedire il raduno omosessuale.</p>
<p>Sono 122 i feriti, 102 dei quali agenti di polizia.<br />
Come hanno riferito fonti della polizia nella capitale, tre dei feriti sono in gravi condizioni (2 agenti e 1 civile).</p>
<p>Negli scontri 101 teppisti sono stati fermati, di essi 53 sono stati tratti in arresto.</p>
<p>Il sindaco di Belgrado, Dragan Djlas, ha detto che i danni causati dai teppisti ammontano a oltre un milione di euro.</p>
<p>Fonte: www.tio.ch<br />
(foto ©www.tgcom.mediaset.it)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perseguitata dal donatore di sperma</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/09/25/perseguitata-dal-donatore-di-sperma/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 13:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Una scrittrice lesbica di Los Angeles, Karen, desiderosa di diventare mamma, si mise alla ricerca dell’uomo giusto su internet. “Ho provato con tutti i miei amici, gay, etero, sposati, single; ma non ho trovato nessuno” ha raccontato la donna “non avevo molte altre possibilità e il mio orologio biologico faceva tick tack”. E su internet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5333" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/09/foto_bambino-300x225.jpg" alt="Bimbo" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-5333" /><p class="wp-caption-text">Bimbo</p></div>Una scrittrice lesbica di Los Angeles, Karen, desiderosa di diventare mamma, si mise alla ricerca dell’uomo giusto su internet. </p>
<p>“Ho provato con tutti i miei amici, gay, etero, sposati, single; ma non ho trovato nessuno” ha raccontato la donna “non avevo molte altre possibilità e il mio orologio biologico faceva tick tack”. </p>
<p>E su internet ha trovato Daniel C.</p>
<p>Dopo i primi incontri i due hanno firmato un contratto, in cui era specificato che il bambino sarebbe stato esclusivamente in custodia della madre, e che il donatore rinunciava ad ogni diritto legale.<br />
Nonostante ciò, la stessa Karen ha espressamente voluto che il piccolo conoscesse il padre.</p>
<p>Purtroppo però durante la gravidanza la presenza di Daniel si era fatta alquanto opprimente.<br />
L’uomo spuntava a sorpresa durante le visite ginecologiche, ed aveva persino detto al dottore di essere il marito della futura mamma.</p>
<p><span id="more-5299"></span></p>
<p>Dopo la nascita del bambino Daniel fece causa a Karen per ottenere l’affido del bambino. </p>
<p>Il tribunale ha dato ragione a Karen, e Daniel potrà vedere il bambino solo due volte al mese. </p>
<p>Fonte: www.gaywave.it<br />
(foto ©salutebellezzacheblog.it)</p>
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		<title>Trans perseguitato sul lavoro  tenta il suicidio</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 18:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>

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		<description><![CDATA[S.T., transessuale (da donna a uomo) di 35 anni, vive in provincia di Latina. Lavora da circa dieci anni per una grande azienda casearia pontina come operaio e i suoi problemi cominciano circa cinque anni fa, quando dichiarò apertamente al datore di lavoro e alle sue colleghe di voler intraprendere il percorso di &#8220;transizione&#8221;. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5267" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/09/suicidio-300x217.jpg" alt="Suicidio" width="300" height="217" class="size-medium wp-image-5267" /><p class="wp-caption-text">Suicidio</p></div>S.T., transessuale (da donna a uomo) di 35 anni, vive in provincia di Latina.</p>
<p>Lavora da circa dieci anni per una grande azienda casearia pontina come operaio e i suoi problemi cominciano circa cinque anni fa, quando dichiarò apertamente al datore di lavoro e alle sue colleghe di voler intraprendere il percorso di &#8220;transizione&#8221;.</p>
<p>Da quel momento gli viene vietato l’accesso al bagno e allo spogliatoio costringendolo, di fatto, a cambiarsi in corridoio, gli ripetono “vedrai, un po’ alla volta ti faremo impazzire“, si rivolgono a lui usando l’appellativo ‘Transformer’, viene isolato dagli altri colleghi durante l’ora di pranzo.</p>
<p>Nel 2008 riceve una serie di lettere di richiamo a cui, però, non segue alcun provvedimento e viene più volte malmenato e insultato con le parole “Sei mezza lesbica e mezzo frocio’“. </p>
<p><span id="more-5255"></span></p>
<p>Il 13 settembre scorso, S.T., esasperato da questo clima, ha tentato di togliersi la vita tagliandosi i polsi con un taglierino all’interno dell’azienda, in presenza di colleghe e dirigenti.</p>
<p>Nonostante perdesse molto sangue è stato anche spintonato per essere poi soccorso all’uscita dello stabilimento dagli operai di un’azienda vicina, e trasportato successivamente all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. </p>
<p>L&#8217;avvocato Stoppello di Arcigay afferma: “S.T. si è rivolto alla nostra associazione insieme ai suoi familiari per denunciare l’accaduto e per chiedere assistenza legale. La vicenda merita l’immediata attenzione dell’autorità giudiziaria perché risultano violate tutte le normative che tutelano le persone lesbiche, gay e trans nei luoghi di lavoro“.</p>
<p>Fonte: www.giornalettismo.com<br />
(foto ©www.scibiz.it)</p>
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		<title>E&#8217; morta Marcella di Folco</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 15:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi A Favore]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Marcella Di Folco, fondatrice e presidente del MIT, Movimento identita&#8217; persone transessuali e transgender, e&#8217; morta oggi 7 settembre nell&#8217;hospice di Bentivoglio (Bologna). Era nata a Roma, aveva 67 anni e vesti&#8217; i panni del Principe accolto da Gradisca al Grand Hotel di Rimini nel film &#8216;Amarcord&#8217; di Federico Fellini. Fu anche consigliere comunale a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5177" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/09/img_marcella-300x224.jpg" alt="Marcella di Folco" width="300" height="224" class="size-medium wp-image-5177" /><p class="wp-caption-text">Marcella di Folco</p></div>Marcella Di Folco, fondatrice e presidente del MIT, Movimento identita&#8217; persone transessuali e transgender, e&#8217; morta oggi 7 settembre nell&#8217;hospice di Bentivoglio (Bologna). </p>
<p>Era nata a Roma, aveva 67 anni e vesti&#8217; i panni del Principe accolto da Gradisca al Grand Hotel di Rimini nel film &#8216;Amarcord&#8217; di Federico Fellini. Fu anche consigliere comunale a Bologna. </p>
<p>Da un anno aveva un tumore e all&#8217;inizio di agosto era entrata nell&#8217;hospice. E&#8217; morta vegliata da attivisti e amici del movimento lgbt del capoluogo emiliano.</p>
<p>Fonte: www.ansa.it<br />
(foto ©www.circolopink.it)</p>
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		<title>Arrestate 20 lesbiche in Zimbabwe</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 19:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[A Bulawayo, una delle città più popolose dello Zimbabwe, venti ragazze sono state arrestate con l’accusa di essere lesbiche. La stampa locale ha dichiarato che giovedì scorso la polizia avrebbe arrestato le venti ragazze dell’Eveline High School con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali lesbici tra di loro. Le venti ragazze lesbiche giocavano nella squadra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_4827" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/08/Bulawayo-rikkie3-300x235.jpg" alt="Bulawayo" width="300" height="235" class="size-medium wp-image-4827" /><p class="wp-caption-text">Bulawayo</p></div>A Bulawayo, una delle città più popolose dello Zimbabwe, venti ragazze sono state arrestate con l’accusa di essere lesbiche. </p>
<p>La stampa locale ha dichiarato che giovedì scorso la polizia avrebbe arrestato le venti ragazze dell’Eveline High School con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali lesbici tra di loro. </p>
<p>Le venti ragazze lesbiche giocavano nella squadra di football della scuola; proprio la squadra si era recata a Nswazi, sempre nel territorio di Bulawayo, il 17 luglio scorso per partecipare ad un torneo di football.<br />
Mentre si trovavano lì, una delle giocatrici avrebbe denunciato la cosa accusando gli altri membri della squadra di essere lesbiche.</p>
<p>Attualmente, le giovani ragazze sono state arrestate ma prima che venga emesso un giudizio ufficiale, è necessario che l’indagine sia portata a termine, per accertarsi che le accuse siano false o vere, che non si tratti, insomma, di un dispetto fra compagne.</p>
<p><span id="more-4825"></span></p>
<p>Nello Zimbabwe i rapporti omosessuali possono essere sanzionati con un anno di detenzione e le persone lgbt sono spesso vittime di persecuzioni e minacce di vita perché non gli viene riconosciuto alcun diritto di tutela.</p>
<p>Fonte: www.gaywave.it<br />
(foto ©watersecretsbolg.com)</p>
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