Cultura

Omosessualità nei paesi arabi

Lesbiche in Arabia

Lesbiche in Arabia

Viaggio attraverso l’ omofobia che ancora caratterizza molti paesi del Vicino e Medio Oriente.

I gay e le lesbiche di questi Paesi sono costretti spesso ad una doppia vita, e in poche città di questa regione possono esprimere la loro vera personalità.

La legge, la religione e la morale disapprovano chi ama persone dello stesso sesso, e la società araba, basata su rapporti familiari molto più intensi di quella occidentale, si rivela un blocco per chi vorrebbe vivere serenamente la propria vita, ma è invece destinato a nascondere ciò che veramente è.

Il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha realizzato un approfondito reportage sulle comunità LGBT che vivono in alcuni Paesi arabi, come Siria, Egitto o Libano.
Un racconto che passa attraverso le voci di gay o lesbiche che vivono non senza problemi il loro orientamento sessuale. Zamina ha una relazione da due anni con la sua migliore amica, non lavora e aspetta con grande preoccupazione il possibile marito che la sua famiglia le vorrà imporre.

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Uscito nuovo quaderno viola sulle lesbiche in Italia

Quaderno viola

Quaderno viola

Le lesbiche in Italia nel 2010: politica, storia, teoria, immaginari
a cura di Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Paola Guazzo, Claudia Lopresti, Eva Mamini, Anna Muraro
Edizioni Alegre, Roma 2010
euro 5

Di Paola Guazzo

Più o meno una quindicina di anni fa la prima serie dei Quaderni Viola pubblicava il suo quarto numero, E l’ultima chiuda la porta, sul tema della politica lesbica. Il quaderno venne accolto con curiosità e interesse, ebbe un’ampia diffusione e alcune significative recensioni, fu lungamente commentato da Teresa de Lauretis nel suo libro Soggetti eccentrici (Feltrinelli 1999). Vi lavorarono insieme per gran parte del 1995 la redazione dei Quaderni Viola e il Laboratorio di Critica Lesbica, un piccolo gruppo che avrebbe poi avuto un importante ruolo nella fondazione di ArciLesbica.
Una prima domanda che ci siamo poste nell’evocare quel vecchio numero è stata la seguente: che cosa è cambiato da quel 1995 in cui discutemmo appassionatamente del rapporto tra femminismo e politica lesbica? Si può rispondere prima di tutto che molte cose sono cambiate in due direzioni esattamente opposte con il risultato ultimo di un’apparente immobilità.
C’è stato prima di tutto un mutamento evidente nel femminismo. Per la prima volta nella storia italiana un movimento ampio, come quello che ha manifestato contro la violenza alle donne nel novembre del 2007, si è chiamato “di femministe e lesbiche”, riconoscendo apertamente l’esistenza al suo interno di una componente di donne che amano le donne. C’è stato poi un cambiamento nella scena politica su cui ha fatto irruzione il Pride, che porta ogni volta in piazza decine di migliaia di persone, costringe la politica a prendere posizione e la stampa a rompere il silenzio. Inoltre, ai tempi di quel quarto quaderno della vecchia serie, una serie televisiva come The L Word sarebbe stata impensabile e non c’erano parlamentari dichiaratamente gay, lesbiche o trans.
Altri fenomeni invece vanno in direzione opposta. L’Italia è ancora uno dei pochi paesi del mondo nord-occidentale in cui il movimento non ha ottenuto nulla sul piano dei diritti e delle misure contro l’omofobia, mentre lesbiche, gay e trans sono esposti oggi molto più di ieri alla violenza omofoba.
Orgoglio e pregiudizio, terzo Quaderno Viola della nuova serie post-2000, tenta di fare il punto sulla situazione delle lesbiche in Italia, sia dal punto di vista politico che da quello storico, teorico ed immaginario, senza ambizioni sbagliate sul fornire la “linea” del movimento o di chiudere un mondo complesso in un quadro capziosamente esaustivo, ma anche senza timore di esprimere una lettura della realtà e di tracciare una prospettiva politica.
La redazione che ha lavorato ad Orgoglio e pregiudizio è composta da Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Paola Guazzo, Claudia Lopresti, Eva Mamini ed Anna Muraro. Sono presenti anche contributi di Paola Biondi, Laura Corradi, Daniela Danna, Rosanna Fiocchetto, MFLA Radio Onda Rossa e Daniela Santoro. Si possono leggere inoltre tre interviste ad esponenti del movimento lesbico: Elena Biagini, Cristina Gramolini e Luki Massa.

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Seminario di storia lesbica e studi LGBTQ in Italia

Università di Firenze

Università di Firenze

Il Gruppo Storia del Lesbismo e Studi Lgbtq – Società Italiana delle Storiche, propone un seminario aperto alle studiose/i italiane/i e a tutte le persone che lavorano sui temi del lesbismo e delle soggettività lgbtq in Italia.

L’intento è quello di avviare una serie di incontri a cadenza regolare, in diverse università e città, capaci di creare uno spazio e una rete di confronto e scambio riguardo a queste tematiche.

Le iscrizioni sono aperte sino al 9 gennaio 2011.

Nel primo incontro, che si svolgerà all’Università di Firenze in data 25 febbraio 2011, suggeriamo di analizzare alcune questioni primarie sottese allo studio delle soggettività lgbtq soprattutto in prospettiva storica, e di approfondire le ricerche sinora svolte o in corso di svolgimento.

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Chiesto mutuo riconoscimento per unioni gay al Parlamento Europeo

Parlamento europeo

Parlamento europeo

Mercoledì 24 novembre il Parlamento europeo ha approvato la relazione Berlinguer elaborata dalla commissione giuridica, “sugli aspetti relativi al diritto civile, al diritto commerciale, al diritto di famiglia e al diritto internazionale privato del Piano d’azione per l’attuazione del programma di Stoccolma”.

La relazione “sottolinea l’esigenza di garantire il riconoscimento reciproco dei documenti ufficiali delle pubbliche amministrazioni nazionali” e “accoglie con favore lo sforzo della Commissione di mettere in grado i cittadini di esercitare i loro diritti di libera circolazione e appoggia con vigore i piani volti a permettere il riconoscimento reciproco degli effetti degli atti di stato civile”.

La Commissione europea ha infatti annunciato il lancio di una consultazione sulla “libera circolazione” dei documenti civili nella UE alla quale seguirà una proposta legislativa nel 2013 al riguardo, che dovrebbe coprire anche il mutuo riconoscimento di tali documenti.

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Ana, la principessa lesbica a teatro

Principessa Ana

Principessa Ana

La principessa Ana è un personaggio inventato dalla scrittrice Luisa Guerrero.

La storia a tematica lesbica che è stata anche trasmessa da una popolare emittente radiofonica iberica, si prefigge come nobile obiettivo quello di “riconoscere la diversità sessuale, farla comprendere senza pregiudizi, in forma naturale, intrattenendo”.

Ora la compagnia teatrale Compania Tarambana sta riproponendo con successo la storia
scritta da Luisa Guerrero.

Fonte e foto: www.notiziegay.com

Some prefer cake

Locandina evento

Locandina evento

Dal 3 al 5 dicembre 2010 si svolgerà a Bologna la quarta edizione di Some Prefer Cake, il festival internazionale di cinema lesbico organizzato da Fuoricampo Lesbian Group.

Tre giorni di full immersion nel cinema lesbico (cortometraggi, lungometraggi e documentari) per una programmazione che propone 48 proiezioni, di cui 24 in anteprima italiana e 3 in anteprima europea. Il festival attraversa tutti i generi della narrazione cinematografica, dedicando particolare attenzione al documentario, con la sezione OURstories, e all’animazione, con la sezione ANIMAtion, che spazia tra le tecniche più diverse, dal 2D tradizionale alla pittura a olio, dalla stopmotion alla pixelation fino all’integrazione con il live action.

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“Fantasmi lesbici”

Donna fantasma

Donna fantasma

Stralci di articolo tratto dal sito www.genovagay.com:

L’universo lesbico è, in prevalenza, ancora nascosto e ben poco si sa delle relazioni affettive fra donne, se non quanto la scarsa letteratura contemporanea ha mostrato in termini di violenza, omonegatività, pregiudizi religiosi e sociali e stereotipi contrari al buon senso.

È giusto il caso di citare la cancellazione o effetto fantasma a cui le vite, la cultura e le relazioni – delle donne in genere e delle lesbiche in particolare – vennero sottoposte in Italia durante il ventennio fascista: «La prima forma di discriminazione e violenza sulle lesbiche è stata (…) la cancellazione: cancellazione delle esperienze lesbiche dalla vita delle donne, cancellazione dell’esistenza delle lesbiche dalla storia».

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Rissa tra donne in campo

<a href='http://video.libero.it/app/play?id=6e323ce9b1a4940942f255f61c80e3bd’ >play?id=6e323ce9b1a4940942f255f61c80e3bd
C’è chi dice che il calcio non è uno sport da signorine…eppure in questo video mi sembra che le signorine possano tranquillamente tener testa ai grandi e grossi giocatori uomini…

Questo è il video di una partita di pallone trasmesso da unaTv di lingua araba.

Vi si vede un momento di interruzione del gioco in cui le giocatrici delle due squadre discutono con l’arbitro di una irregolarità appena fischiata.
Ma, lungi dall’esercitare la pazienza e diplomazia tipica delle signore, una giocatrice si getta contro un’avversaria scatenando un putiferio.
Le undici donne calciatore, spalleggiate da riserve e panchine, si affrontano ferocemente a calci e pugni, si inseguono e martellano di cazzotti.

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“Fire” racconta un amore lesbico in India

Locandina film

Locandina film

Le cognate Radha e Sita vivono a Delhi nella stessa abitazione, con la suocera inferma e i rispettivi mariti, uomini frustrati e incapaci di opporsi alle tradizioni.

In questa vita arida fatta solo di obblighi, dall’accudimento della casa, della suocera e dei mariti, all’attività di famiglia, dove la donna è vista solo come moglie e madre, le due cognate trovano sostegno e complicità l’una nell’altra divenendo amiche e poi amanti.

Il risvegliarsi del desiderio reciproco, soffocato nelle relazioni coniugali legittime, dà nuova consapevolezza alle due donne che si scoprono finalmente soggetti, capaci di poter ancora cambiare la propria vita per seguire le proprie aspirazioni.

Il film, che è del 1996 ed è stato tra i più censurati del subcontinente indiano, tocca molti nervi scoperti dell’India contemporanea: il razzismo nel rapporto tra indiani e cinesi, la condizione di precarietà e sottomissione della servitù, la concezione tradizionale della famiglia, la visione della sessualità alla luce dei principi dell’ascetismo religioso e, quel che più ci interessa, la considerazione della donna e dell’omosessualità femminile, il tutto senza indulgere alla commiserazione e adottando una narrazione realistica.

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Studio dei personaggi omosessuali nelle scuole contro l’omofobia

Shakespeare

Shakespeare

Un istituto di Londra ha introdotto nelle sue classi lo studio di personaggi omosessuali della storia, nell’ambito di un programma mirato a combattere l’omofobia tra i ragazzi.

Il programma ai 1.350 alunni della Stoke Newington School sta avendo così tanto successo da essere esportato anche in altre scuole. “Avevamo notato che gli allievi stavano usando la parola “omosessuale” come termine di abuso” ha riferito Annie Gammon, una degli insegnanti.

Elton John e Alessandro Magno, Oscar Wilde e Riccardo Cuor di Leone, Martina Navratilova e, persino, William Shakespeare, vengono tutti studiati, in diverse materie e nel corso di un mese, per sottolineare il contributo dei gay, delle lesbiche e dei bisessuali nella storia e nelle arti.

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