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	<title>Lesbo Blog &#187; Leggi</title>
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	<description>Il nostro blog. Il blog delle donne omosessuali.</description>
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		<title>Gay perseguitati nel mondo raccontati in un libro</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 07:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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		<description><![CDATA[A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato. In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6353" class="wp-caption alignleft" style="width: 308px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/Copertina_del_libro_Les_condamnes-03e58-298x300.jpg" alt="Copertina del libro" width="298" height="300" class="size-medium wp-image-6353" /><p class="wp-caption-text">Copertina del libro</p></div>A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato.</p>
<p>In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito con la pena di morte (Mauritania, Yemen, Sudan, Arabia Saudita, Iran e alcune regioni della Nigeria e della Somalia).</p>
<p>L’incontro è stato organizzato dallo Sportello Migranti Lgbt di Verona, servizio sorto più di un anno fa e promosso da un cartello di associazioni gay veronesi (Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink) e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione).</p>
<p><span id="more-6351"></span></p>
<p>“Questo libro è un importante strumento per riflettere sulla condizione degli omosessuali nel mondo”, ha detto Lorenzo Bernini, volontario dello Sportello, ricordando che l’Italia offre asilo, secondo accordi internazionali, alle persone che possono essere perseguitate nel loro Paese d’origine a causa di condizioni personali come l’omosessualità. “Il nostro è un lavoro di assistenza, seguiamo questi migranti nelle procedure di richiesta di protezione internazionale”, ha spiegato Bernini evidenziando: “Le persone migranti Lgbt sono in condizione di particolare debolezza e fragilità”.</p>
<p>“Penso che la maggior parte della gente non sappia che tutti questi Paesi condannano l’omosessualità e la puniscono con leggi così dure, perciò ho realizzato il libro, prima di tutto, per informare”, ha dichiarato Philippe Castetbon che è riuscito ad ottenere le 51 testimonianze dopo aver contattato nell’arco di un anno, tramite siti web d’incontri, più di 650 uomini gay nel mondo.</p>
<p>Il giornalista si è fatto inviare da questi omosessuali, che rischiano il carcere o il patibolo, una loro foto a volto coperto (“per la loro sicurezza”), una testimonianza personale e la frase “Nel mio Paese la mia sessualità è un crimine” scritta nella loro lingua. Poi, le ha pubblicate assieme alle leggi discriminatorie del loro Paese.</p>
<p>“Per convincerli è stato difficile, avevano molta paura, ho dovuto rassicurarli e conquistare la loro fiducia”, ha affermato Castetbon. All’inizio, infatti, ha incontrato diffidenza perché in alcuni Paesi la polizia contatta i gay via internet, li fa cadere in trappola e li arresta. “Per questo” ha detto l’autore di Les condamnés “mi chiedevano di vedermi attraverso la webcam”. “Il primo che mi ha risposto, dopo una settimana, è stato un uomo dello Yemen e ciò mi ha motivato perché se lo aveva fatto una persona dallo Yemen, dove per l’omosessualità c’è la lapidazione, allora ho pensato che anche altri mi avrebbero risposto”, ha riferito Castetbon.</p>
<p>Da alcuni Paesi non è arrivata nessuna testimonianza perché le persone “avevano troppa paura”. Castetbon ha raccontato che è stato molto difficile, per esempio, ottenere una foto dalle Maldive: “Da qui un uomo mi ha mandato quattro diverse foto, continuava a sostituirle perché temeva di essere riconosciuto da qualche dettaglio”.</p>
<p>L’ultimo Stato dal quale il giornalista francese ha ricevuto una testimonianza è la Guyana, “l’unico Paese a condannare l’omosessualità in Sudamerica: la pena è la prigione a vita”.</p>
<p>In Iran ogni anno vi sono esecuzioni capitali di omosessuali e attualmente, nel silenzio generale, “c’è un ragazzo di 18 anni in attesa di esecuzione”, ha ricordato Philippe Castetbon che ha proseguito: “In Iran, nel caso migliore, vengono impiccati altrimenti sono spinti, con un sacco sulla testa, su di una collina e muoiono per lapidazione”.</p>
<p>Secondo il giornalista, ora il Paese più pericoloso per i gay è l’Iraq: nel 2009 sono avvenuti 300 omicidi (non esecuzioni) a loro danno, e ciò significa che vi è un sentimento diffuso di condanna tra la popolazione. “I capi religiosi” ha spiegato Castetbon “istigano all’omicidio gli abitanti stessi dell’Iraq nei confronti degli omosessuali”. “I Paesi musulmani” ha poi continuato Castetbon “hanno delle leggi molto dure ma non sono i peggiori perché, sia nelle leggi che nella realtà, i Paesi cristiani sono altrettanto terribili soprattutto in Africa: i gruppi evangelici americani fanno una propaganda molto forte per colpire gli omosessuali avendo fallito nel proprio Paese; in Uganda, ad esempio, dove adesso la pena è l’ergastolo, fanno pressioni perché la sanzione sia trasformata in pena di morte”.</p>
<p>Dopo l&#8217;uscita del volume India e Isole Fiji hanno depenalizzato l&#8217;omosessualità.</p>
<p>Fonte e foto: www.agoravox.it</p>
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		<title>Giudice affida figli a madre anche se lesbica</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/12/29/giudice-affida-figli-a-madre-nonosante-sia-lesbica/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 21:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[La sentenza di un giudice di un tribunale della regione Sicilia ha stabilito che &#8220;la relazione omosessuale di una madre, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all&#8217;affidamento condiviso dei figli, che possono abitare con lei&#8221;. Il giudice Alessandro Dagnino, del tribunale di Nicosia, in provincia di Enna ha respinto il ricorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/mamme-lesbiche.jpg" alt="mamme-lesbiche" width="256" height="197" class="alignleft size-full wp-image-6343" />La sentenza di un giudice di un tribunale della regione Sicilia ha stabilito che &#8220;la relazione omosessuale di una madre, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all&#8217;affidamento condiviso dei figli, che possono abitare con lei&#8221;.</p>
<p>Il giudice Alessandro Dagnino, del tribunale di Nicosia, in provincia di Enna ha respinto il ricorso di un uomo che si sta separando dalla moglie e che aveva chiesto l&#8217;affidamento esclusivo dei figli, accusando l&#8217;ex consorte di avere una relazione omosessuale, cosa che avrebbe compromesso la sua capacità di svolgere il ruolo di madre. </p>
<p>Nella causa di separazione, stando a quanto scrive il Giornale di Sicilia, il giudice ha accolto le tesi difensive dell&#8217;avvocato Salvatore Timpanaro, legale della giovane madre che vive nel paese dell&#8217;entroterra siciliano. </p>
<p>Il tribunale, però, ha anche stabilito che l&#8217;atteggiamento dell&#8217;uomo non può essere considerato discriminatorio nei confronti della ex moglie: &#8220;è umanamente comprensibile &#8211; scrive Dagnino -, soltanto in questa prima fase, per il disagio conseguente al fallimento dell&#8217;unione matrimoniale e tenuto conto del contesto sociale di un piccolo centro&#8221;.</p>
<p><span id="more-6341"></span></p>
<p>&#8220;Il rapporto con la madre, specialmente in caso di bambini piccoli, come quelli di Nicosia, non deve mai essere interrotto e dunque ha fatto bene il tribunale a respingere il ricorso del padre che voleva l&#8217;affidamento esclusivo dei figli solo perché la moglie avrebbe una relazione omosessuale &#8211; ha commentato Melita Cavallo, presidente del tribunale per i minori di Roma -. I bambini non hanno pregiudizi, sono innocenti, guardano il mondo con gli occhi dell&#8217;affetto e quello nei confronti della madre è particolarmente intenso a quell&#8217;età. Anzi, è bene che il padre non sottolinei aspetti della realtà che i bimbi non colgono&#8221;. &#8220;Altro sarà &#8211; aggiunge Melita Cavallo &#8211; quando i figli cresceranno e la relazione omosessuale della madre potrà causare loro pregiudizio. Penso al fatto che, in una situazione come quella di un piccolo centro, possano essere derisi a scuola. Solo allora la decisione del tribunale, se necessario, potrà essere rivista&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il dato più importante &#8211; dice il presidente nazionale Ami (Avvocati Matrimonialisti Italiani) avv. Gian Ettore Gassani &#8211; è che sia stato proprio un Tribunale del sud ad imporre una battaglia contro l&#8217;omofobia: soprattutto in certe aree del nostro Paese e specie nei piccoli centri di provincia, l&#8217;omosessualità è vista ancora, infatti, come una malattia da curare. Con rammarico notiamo, racchiusi nella letteratura giudiziaria italiana, molti provvedimenti giurisdizionali che, almeno fino alla fine degli anni &#8217;90, hanno dimostrato una sorta di discriminazione nei confronti dei padri e delle madri omosessuali&#8221;. </p>
<p>Secondo Gassani, &#8220;ancora oggi in molti Tribunali, tuttavia, vengono disposte perizie psicologiche per verificare le capacità genitoriali di madri e padri omosessuali, quasi che la lotta al pregiudizio sia subordinata al punto di vista del consulente del giudice e alle garanzie morali che quest&#8217;ultimo sente il bisogno di ricevere prima dell&#8217;emissione di un provvedimento. </p>
<p>Il centro studi dell&#8217;Ami ha calcolato che il 7% di separazioni nasce proprio da tradimenti a sfondo omosessuale da parte del marito, mentre si parla del 4/% nel caso delle mogli: &#8220;il fenomeno dell&#8217;omosessualità dei genitori pertanto è molto più radicato di quanto si possa anche lontanamente immaginare e tantissime coppie tendono a nascondere queste vicende optando per la separazione consensuale&#8221;. </p>
<p>&#8220;Molti padri e molte madri omosessuali assolvono al meglio al loro ruolo genitoriale, ancor più di quanto facciano i genitori eterosessuali&#8221;, conclude Gassani.</p>
<p>Fonte: www.gay.it<br />
(foto www.gayfreedom.it)</p>
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		<title>Adozione annullata a senatrice lesbica</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 18:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
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		<category><![CDATA[adozione]]></category>
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		<description><![CDATA[La Corte Suprema dello stato americano del North Carolina, con una sentenza di 5 voti contro 2, ha annullato l&#8217;adozione che era stata riconosciuta alla senatrice lesbica Julia Boseman in quanto &#8220;seconda madre&#8221;. La sentenza è stata emessa in seguito ad una richiesta della ex partner di Boseman, Melissa Jarrell, dopo la loro separazione. Jarrel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6323" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/JuliaBoseman1-240x300.jpg" alt="Julia Boseman" width="240" height="300" class="size-medium wp-image-6323" /><p class="wp-caption-text">Julia Boseman</p></div>La Corte Suprema dello stato americano del North Carolina, con una sentenza di 5 voti contro 2, ha annullato l&#8217;adozione che era stata riconosciuta alla senatrice lesbica Julia Boseman in quanto &#8220;seconda madre&#8221;. </p>
<p>La sentenza è stata emessa in seguito ad una richiesta della ex partner di Boseman, Melissa Jarrell, dopo la loro separazione. </p>
<p>Jarrel aveva partorito un bambino nel 2002 durante la relazione con Boseman, la quale l&#8217;aveva adottato con il<br />
consenso del tribunale distrettuale della Durham County, mentre Jarrell aveva accettato di condividere i suoi diritti genitoriali. </p>
<p>Il successivo processo contro Boseman è stato usato politicamente in modo molto rilevante dai gruppi anti-lgbt della North Carolina contro Boseman, a causa della sua posizione come senatrice dello stato. </p>
<p><span id="more-6321"></span></p>
<p>Parecchie associazioni omofobe hanno presentato in tribunale delle mozioni che sostenevano l&#8217;annullamento<br />
dell&#8217;adozione da parte di Boseman. </p>
<p>La sentenza di annullamento ha messo in allarme tutte le coppie dello stesso sesso prima di tutto nel North<br />
Carolina, ma anche negli altri stati. </p>
<p>Nel North Carolina la sentenza ha infatti dimostrato la precarietà delle tutele legali per le famiglie lesbiche e gay: si tratta di uno stato le cui leggi non vietano né consentono il riconoscimento genitoriale in questi casi, che sono quindi affidati ai singoli giudici e ai loro criteri nel definire &#8220;il migliore interesse del bambino&#8221;. </p>
<p>Per questo motivo i giudici della Corte Suprema, pur negando a Boseman il diritto di adozione, hanno esortato i legislatori statali a definire questo diritto per tutte le &#8220;second-parent adoptions&#8221;.</p>
<p>Fonte: http://lanuovatowanda.blogspot.com/<br />
(foto www.indyweek.com/pdf/092309/JuliaBoseman1.jpg)</p>
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		<title>Tara, l&#8217; iraniana lesbica è finalmente cittadina inglese</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/11/30/tara-l-iraniana-lesbica-e-finalmente-cittadina-inglese/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 12:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
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		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Tara Inanloo, 21 anni, fotografa, omosessuale e femminista iraniana ha ottenuto la cittdinanza inglese in qualità di rifugiato politico. Arrivata nel Regno Unito nel 2008 per studiare fotografia presso la Nottingham Trent University, Tara ha immediatamente rivelato il proprio notevole talento e, ispirandosi al lavoro di Cindy Sherman, Inanloo ha iniziato a scattare una serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6097" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/Tara_Inanloo_3-300x203.jpg" alt="Foto di Tara" width="300" height="203" class="size-medium wp-image-6097" /><p class="wp-caption-text">Foto di Tara</p></div>Tara Inanloo, 21 anni, fotografa, omosessuale e femminista iraniana ha ottenuto la cittdinanza inglese in qualità di rifugiato politico. </p>
<p>Arrivata nel Regno Unito nel 2008 per studiare fotografia presso la Nottingham Trent University, Tara ha immediatamente rivelato il proprio notevole talento e, ispirandosi al lavoro di Cindy Sherman, Inanloo ha iniziato a scattare una serie di autoritratti oggi raccolti nella collezione intitolata “Illegal Images”. </p>
<p>Nella collezione la giovane iraniana è apparsa ad estremo agio con il proprio talento e con il proprio<br />
corpo: non sono pochi gli scatti che la ritraggono infatti senza veli.</p>
<p>Intervistata dal quotidiano britannico The Guardian Tara ha avuto modo di spiegare, all’inizio di quest’anno, i suoi lavori. </p>
<p><span id="more-6091"></span></p>
<p>“La dissimulazione è ciò che gli iraniani sono abituati ad affrontare. E’ la parte più importante della mia<br />
vita. Sono cresciuta nel tentativo di mentire e di essere disonesta. Non è di certo semplice crescere facendo finta di essere una creatura che non esiste”<br />
“sei sempre obbligato a mentire. Ho sempre tentato di essere una fuori legge e di oltrepassare le barriere”. </p>
<p>In Iran è vietato mostrare il corpo delle donne.<br />
Tara racconta di aver iniziato ad aver paura nel momento in cui la polizia segreta ha bussato alla porta di suo padre in Iran portando come omaggio una copia delle immagini che ritraevano la figlia. Un collezionista colpevole di aver radunato i suoi lavori è stato poi oggetto delle attenzioni delle autorità che lo hanno poi arrestato. </p>
<p>Queste mosse hanno allarmato parecchio l’artista iraniana che si è rivolta al Regno Unito chiedendo asilo ed ottenendolo.</p>
<p>Fonte: www.notiziegay.com<br />
(foto http://lh5.ggpht.com/_XeszF3jTi_I/TNhIBENAsNI/AAAAAAAAMg4/VxKBlDQLrp4/s800/Tara%20Inanloo%203.jpg)</p>
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		<title>Chiesto mutuo riconoscimento per unioni gay al Parlamento Europeo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 11:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 24 novembre il Parlamento europeo ha approvato la relazione Berlinguer elaborata dalla commissione giuridica, &#8220;sugli aspetti relativi al diritto civile, al diritto commerciale, al diritto di famiglia e al diritto internazionale privato del Piano d&#8217;azione per l&#8217;attuazione del programma di Stoccolma&#8221;. La relazione &#8220;sottolinea l&#8217;esigenza di garantire il riconoscimento reciproco dei documenti ufficiali delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6093" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/parlamento-300x240.jpg" alt="Parlamento europeo" width="300" height="240" class="size-medium wp-image-6093" /><p class="wp-caption-text">Parlamento europeo</p></div>Mercoledì 24 novembre il Parlamento europeo ha approvato la relazione Berlinguer elaborata dalla commissione giuridica, &#8220;sugli aspetti relativi al diritto civile, al diritto commerciale, al diritto di famiglia e al diritto internazionale privato del Piano d&#8217;azione per l&#8217;attuazione del programma di Stoccolma&#8221;. </p>
<p>La relazione &#8220;sottolinea l&#8217;esigenza di garantire il riconoscimento reciproco dei documenti ufficiali delle pubbliche amministrazioni nazionali&#8221; e &#8220;accoglie con favore lo sforzo della Commissione di mettere in grado i cittadini di esercitare i loro diritti di libera circolazione e appoggia con vigore i piani volti a permettere il riconoscimento reciproco degli effetti degli atti di stato civile&#8221;. </p>
<p>La Commissione europea ha infatti annunciato il lancio di una consultazione sulla &#8220;libera circolazione&#8221; dei documenti civili nella UE alla quale seguirà una proposta legislativa nel 2013 al riguardo, che dovrebbe coprire anche il mutuo riconoscimento di tali documenti. </p>
<p><span id="more-6081"></span></p>
<p>Sebbene la risoluzione non menzioni esplicitamente le coppie dello stesso sesso, la pronuncia del PE spinge la Commissione ad &#8220;assicurare che i cittadini europei possano portare con loro il loro status civile, &#8220;dallo Stato A allo Stato B&#8221;. </p>
<p>Tre emendamenti del gruppo conservatore di destra ECR sono stati rigettati, che riaffermavano il principio della sussidiarietà in materia di diritto di famiglia e di stato civile, in particolare per quanto riguarda il mutuo riconoscimento delle famiglie tra Stati membri, e che volevano cancellare l&#8217;approvazione del PE rispetto al mutuo riconoscimento degli effetti dei documenti sullo stato civile, riaffermando la sovranità degli Stati membri in materia di diritto di famiglia. </p>
<p>Fonte: www.gaynews.it<br />
(foto http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/parlamento.jpg)</p>
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		<title>ONU cancella motivo d&#8217;intervento contro l&#8217;esecuzione di gay e lesbiche</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/11/28/onu-cancella-motivo-dintervento-contro-lesecuzione-di-gay-e-lesbiche/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 12:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2008 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che condanna le esecuzioni extragiudiziali, sommarie ed arbitrarie ed altre uccisioni, nel testo furono incluse anche le uccisioni causate dall’orientamento sessuale delle vittime. Ora le nazioni Unite hanno cancellato un motivo di intervento contro l’esecuzione di gay e lesbiche nei Paesi omofobi. L’iniziativa di Marocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5968" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/onu_800-300x225.jpg" alt="ONU" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-5968" /><p class="wp-caption-text">ONU</p></div>Nel 2008 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che condanna le esecuzioni extragiudiziali, sommarie ed arbitrarie ed altre uccisioni, nel testo furono incluse anche le uccisioni causate dall’orientamento sessuale delle vittime.</p>
<p>Ora le nazioni Unite hanno cancellato un motivo di intervento contro l’esecuzione di gay e lesbiche nei Paesi omofobi.</p>
<p>L’iniziativa di Marocco e Mali a nome dei paesi africani e islamici, ha fatto cancellare l’espressione ‘orientamento sessuale’ sostituendola con un più generico ‘ragioni discriminatorie su qualsiasi base’. Il voto è passato con 79 favorevoli e 70 contrari.</p>
<p>Cary Alan Johnson, direttore esecutivo della International Gay and Lesbian Human Rights Commission, ha dichiarato: “Questo voto è pericoloso e inquietante. Rimuove in sostanza, l’importante riconoscimento della particolare vulnerabilità delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender – un riconoscimento che è di fondamentale importanza dal momento in cui, nel mondo, più di 70 paesi criminalizzano l’omosessualità, cinque la considerano un crimine capitale e paesi come l’Uganda stanno prendendo in considerazione l’inasprimento delle leggi di criminalizzazione dell’omosessualità con l’introduzione della pena di morte. Il vaticano era logicamente in prima fila in questa barbarie&#8221;.</p>
<p><span id="more-5955"></span></p>
<p>Fonte: www.mosinforma.org/2010/lonu-vota-per-accettare-lesecuzione-di-gay-e-lesbiche/<br />
(foto http://jacopofarina.files.wordpress.com/2008/11/onu_800.jpg)</p>
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		<title>Lesbica chiederà asilo politico alla Francia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 20:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[lesbica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessma Faraj è una ragazza libica arrestata in patria dopo aver annunciato su internet la sua omosessualità, poi violentata e restituita alla famiglia che ha cercato di farla sposare a forza. In questi giorni e’ arrivata a Metz con un visto Schengen ed e’ stata autorizzata a chiedere asilo in Francia. La domanda di Nessma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5871" class="wp-caption alignleft" style="width: 109px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/dirittoasilo.gif" alt="Diritto di asilo" width="99" height="97" class="size-full wp-image-5871" /><p class="wp-caption-text">Diritto di asilo</p></div>Nessma Faraj è una ragazza libica arrestata in patria dopo aver annunciato su internet la sua omosessualità, poi violentata e restituita alla famiglia che ha cercato di farla sposare a forza.</p>
<p>In questi giorni e’ arrivata a Metz con un visto Schengen ed e’ stata autorizzata a chiedere asilo in Francia.</p>
<p>La domanda di Nessma e’ appoggiata da 126 associazioni e una ventina di personalità locali. Secondo il Coordinamento lesbico di Francia (Clf), la donna ha presentato alle autorità francesi documenti della polizia libica che provano come sia stata arrestata a causa della sua omosessualità, crimine che in Libia prevede da tre a cinque anni di carcere. </p>
<p>Un recente rapporto dell’Alto commissariato dell’Onu ai rifugiati ha affermato che la situazione dei libici che chiedono asilo in Italia e’ diventata difficile dopo la firma dell’accordo italo-libico di riammissione dei rifugiati in Libia. </p>
<p><span id="more-5861"></span></p>
<p>Fonte: http://gaynews24.com/?p=16567<br />
(foto www.vocifuoridalcoro.net)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lega incontrerà delegazione gay</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 21:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gruppo Lega Nord alla Camera dei Deputati ha deciso di partecipare ad un incontro proposto da Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project, a tutti i gruppi parlamentari per sollecitare la discussione e l’approvazione di norme anti-omofobia e anti-transfobia in discussione in Commissione Giustizia alla Camera, legge di cui è relatrice l’on. Paola Concia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5813" class="wp-caption alignleft" style="width: 285px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/10/00210846_b.jpg" alt="Imma Battaglia" width="275" height="297" class="size-full wp-image-5813" /><p class="wp-caption-text">Imma Battaglia</p></div>Il gruppo Lega Nord alla Camera dei Deputati ha deciso di partecipare ad un incontro proposto da Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project, a tutti i gruppi parlamentari per sollecitare la discussione e l’approvazione di norme anti-omofobia e anti-transfobia in discussione in Commissione Giustizia alla Camera, legge di cui è relatrice l’on. Paola Concia.</p>
<p>L’incontro – è detto in una nota di Imma Battaglia – si terrà il 24 novembre alle ore 15 a Montecitorio.</p>
<p>Il gruppo Lega Nord sarà rappresentato dall’on. Carolina Lussana: «La Lega Nord è il primo gruppo a dare seguito alla richiesta d’incontro inviata il 4 ottobre scorso. Stiamo attendendo la disponibilità degli altri gruppi parlamentari, Pdl, Udc, Fli, Pd, Idv e anche dal gruppo misto».</p>
<p><span id="more-5811"></span></p>
<p>Fonte:www.notiziegay.it<br />
(foto ©www.wuz.it)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ADEFHO contro le torture inflitte agli omosessuali in Africa</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 14:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Raúl S. tratto da dosmanzanas.com (Spagna) del 11 Aprile 2010, liberamente tradotto da Dino Nel centro del continente africano, in Camerun, l&#8217;omosessualità e la transessualità sono un crimine. Contro questa criminalizzazione e in difesa degli omosessuali che sono stati messi in carcere lavora l&#8217;organizzazione Associazione per la Difesa dell&#8217;Omosessualità (ADEFHO), diretta dall&#8217;avvocato camerunese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5735" class="wp-caption alignleft" style="width: 219px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/10/20090204_QANkom_HighRes-209x300.jpg" alt="Alice Nkom" width="209" height="300" class="size-medium wp-image-5735" /><p class="wp-caption-text">Alice Nkom</p></div>Articolo di Raúl S. tratto da dosmanzanas.com (Spagna) del 11 Aprile 2010, liberamente tradotto da Dino</p>
<p>Nel centro del continente africano, in Camerun, l&#8217;omosessualità e la transessualità sono un crimine.<br />
Contro questa criminalizzazione e in difesa degli omosessuali che sono stati messi in carcere lavora l&#8217;organizzazione Associazione per la Difesa dell&#8217;Omosessualità (ADEFHO), diretta dall&#8217;avvocato camerunese Alice Nkom.</p>
<p>Quarantadue anni fa Alice è diventata la prima donna avvocato del suo Paese. A Tenerife ha fatto un resoconto di come si svolge il suo lavoro quotidiano, nella Prima Conferenza dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisex e trans (LGBT) in Africa, organizzata dalla Fondazione Triangolo Canarie.</p>
<p>Ha raccontato anche di come le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali convivono con l&#8217; umiliazione e la persecuzione da parte dello Stato del Camerun e di come sono attaccate dalle forze dell&#8217;ordine pubblico.</p>
<p><span id="more-5711"></span></p>
<p>Alice non si è impegnata nella difesa della popolazione LGBT per il fatto di provare in prima persona la discriminazione, ma &#8220;per una questione di dignità e libertà per il mio Paese&#8221;.</p>
<p>Aveva capito che doveva far qualcosa non soltanto per loro, &#8220;ma per noi, per i genitori di lesbiche, gay e transessuali che continuavamo ad aspettare che i nostri figli andassero a vivere la loro affettività fuori dalle nostre frontiere, lontano dall&#8217;umiliazione sociale&#8221; ha detto a Tenerife.</p>
<p>Alice, donna di colore e decisa, che richiama la serenità derivante dalla maturità, dalla forza e dalla sicurezza acquisite in molti anni di cammino per costruire un Camerun più vivibile per lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.</p>
<p>E in questo percorso. un bel giorno si presentò in tribunale ed informò il funzionario che voleva registrare un&#8217; associazione per la difesa dei detenuti omosessuali. Non è stato facile.</p>
<p>Le venne consigliato di non far comparire la parola omosessualità nel nome dell&#8217;organizzazione, e alcuni giorni dopo ricevette una lettera nella quale il tribunale le comunicava che ciò che lei voleva legalizzare era qualcosa di immorale e illegale.</p>
<p>Alla fine, grazie al suo impegno e alla sua convinzione, venne riconosciuta legalmente l&#8217;associazione in cui lei stessa lavora in modo instancabile per difendere quelli che sono messi in carcere a causa del fatto che amano.</p>
<p>Attualmente, fa presente Alice, in Camerun ci sono 35 persone detenute per omosessualità e in prigione la loro vita è disumana.</p>
<p>I carcerati omosessuali e transessuali non possono dire ai compagni di cella il motivo della loro carcerazione, pena il rischio di essere violentati e di &#8220;essere trattati peggio di un animale&#8221;.</p>
<p>Il cliente n° 11 è stato violentato ed infettato dall&#8217; HIV, &#8220;nessuno si occupava di lui, e non gli veniva dato da mangiare, per cui ho parlato col medico del centro di detenzione per esigere un comportamento adeguato nei confronti del mio cliente&#8221;.</p>
<p>Di fronte alle mie richieste il medico mi rispose: &#8220;Non ho cibo per le persone normali, figurarsi per il tuo cliente, che ormai è stato violentato ed infettato dall&#8217;HIV in carcere e certamente morirà&#8221;.</p>
<p>In Uganda vive Kasha Nabagesera, se si può definire vita il rimanere in attesa dell&#8217; approvazione da parte del Parlamento dell&#8217; Uganda della legge che condannerà l&#8217; omosessualità con la pena di morte.</p>
<p>Di aspetto fragile, questa donna lesbica è la presidente di Freedom and Roam Uganda, organizzazione di difesa dei diritti LGBT del suo Paese.</p>
<p>Kasha afferma senza alcuna esitazione nella voce e nei gesti che &#8220;ha subito violenza da uomini che mi aspettavano per dimostrarmi come esser donna&#8221;.</p>
<p>Ha denunciato anche la solitudine delle donne lesbiche all&#8217;interno del movimento femminista ugandese, &#8220;in Uganda essere lesbica è un disonore, e nessuno vuole lottare per noi&#8221;.</p>
<p>Kasha è convinta del ruolo che deve essere svolto dalla cooperazione internazionale per poter ampliare i diritti umani per lesbiche, gay, bisessuali e transessuali in Africa, &#8220;dall&#8217;Uganda chiediamo appoggio finanziario, tecnico e morale&#8221; ai Paesi e alle organizzazioni LGBT che vivono in condizioni di rispetto ed uguaglianza di fronte alla legge.</p>
<p>Fonte www.gionata.org<br />
Via: http://lisadelgreco.blogspot.com/2010/10/due-donne-coraggiose-in-lotta-contro.html<br />
(foto ©http://ipsnews.net)</p>
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		<title>La compagna muore e lei viene sfrattata</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 15:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
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		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Lucia Romana Pellegrino, 38 anni, vive in un alloggio popolare dal quale è stata sfrattata dall’Atc circa un anno fa, nonostante continui a pagarne il canone. La stessa donna racconta la propria disperata condizione: “Non ho un lavoro, ho un’invalidità del 70% fin da bambina, cui si è aggiunto un altro 8% a seguito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5699" class="wp-caption alignleft" style="width: 281px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/10/avviso-di-sfratto-1-2-89760.jpg" alt="Vignetta" width="271" height="293" class="size-full wp-image-5699" /><p class="wp-caption-text">Vignetta</p></div>Lucia Romana Pellegrino, 38 anni, vive in un alloggio popolare dal quale è stata sfrattata dall’Atc circa un anno fa, nonostante continui a pagarne il canone. La stessa donna racconta la propria disperata condizione:</p>
<p>“Non ho un lavoro, ho un’invalidità del 70% fin da bambina, cui si è aggiunto un altro 8% a seguito di un gravissimo incidente. Non ho parenti o amici che possano ospitarmi: se verrò cacciata, non so dove trovare rifugio”</p>
<p>Lei e la sua compagna Luisella Marangoni si conoscono e decidono di andare a vivere insieme. Tutto procede bene, fino a quando sette anni dopo, a soli 45 anni, Luisella muore in un terribile incidente stradale.</p>
<p>Lucia ha perso la compagna, non ha un lavoro e non le resta altro che la casa in cui hanno vissuto insieme. Si presenta per cambiare intestazione del contratto luce e gas ma ciò non è possibile:</p>
<p><span id="more-5683"></span></p>
<p>“La legge regionale consente di volturare il contratto a chi resta se abitava nella casa da almeno due anni, regolarmente autorizzato. E lei non aveva autorizzazione”</p>
<p>Purtroppo non è stata una dimenticanza bensì una pura impossibilità a portare a termine la cosa, come lei stessa racconta:</p>
<p>“Nel 2003 ci eravamo presentate all’Atc per segnalare che vivevamo in due nell’alloggio e ottenere l’autorizzazione, ma ci era stata negata perché tra noi non c’erano vincoli di parentela. A nulla è servito che portassimo un “contratto di matrimonio” che avevamo stipulato in casa, presenti alcuni testimoni, con reciproci testamenti depositati da un notaio”</p>
<p>E’ la legge stessa attualmente vigente che non rende concreto e ufficiale questo loro legame:</p>
<p>“La legge consente di dare l’autorizzazione solo se ci sono vincoli di parentela”</p>
<p>Lucia ha, per ora, raccolto il contratto privato di unione che aveva siglato con Luisella, la testimonianza dei condomini che accertano la sua presenza nella casa da circa 7 anni e copia del testamento della sua compagna. </p>
<p>Spera ancora, sostenuta dal suo avvocato, di poter almeno restare nella casa in cui ha vissuto finora con la sua metà. Si dice ancora speranzosa di poter ottenere giustizia, nonostante il magistrato, precedentemente, le avesse già confermato l’ordine di sfratto. La nuova udienza è fissata per il 26 novembre.</p>
<p>Fonte: www.queerblog.it<br />
(foto www.agoramagazine.it)</p>
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