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	<title>Lesbo Blog &#187; Libri</title>
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	<description>Il nostro blog. Il blog delle donne omosessuali.</description>
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		<title>Gay perseguitati nel mondo raccontati in un libro</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 07:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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		<description><![CDATA[A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato. In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6353" class="wp-caption alignleft" style="width: 308px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/Copertina_del_libro_Les_condamnes-03e58-298x300.jpg" alt="Copertina del libro" width="298" height="300" class="size-medium wp-image-6353" /><p class="wp-caption-text">Copertina del libro</p></div>A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato.</p>
<p>In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito con la pena di morte (Mauritania, Yemen, Sudan, Arabia Saudita, Iran e alcune regioni della Nigeria e della Somalia).</p>
<p>L’incontro è stato organizzato dallo Sportello Migranti Lgbt di Verona, servizio sorto più di un anno fa e promosso da un cartello di associazioni gay veronesi (Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink) e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione).</p>
<p><span id="more-6351"></span></p>
<p>“Questo libro è un importante strumento per riflettere sulla condizione degli omosessuali nel mondo”, ha detto Lorenzo Bernini, volontario dello Sportello, ricordando che l’Italia offre asilo, secondo accordi internazionali, alle persone che possono essere perseguitate nel loro Paese d’origine a causa di condizioni personali come l’omosessualità. “Il nostro è un lavoro di assistenza, seguiamo questi migranti nelle procedure di richiesta di protezione internazionale”, ha spiegato Bernini evidenziando: “Le persone migranti Lgbt sono in condizione di particolare debolezza e fragilità”.</p>
<p>“Penso che la maggior parte della gente non sappia che tutti questi Paesi condannano l’omosessualità e la puniscono con leggi così dure, perciò ho realizzato il libro, prima di tutto, per informare”, ha dichiarato Philippe Castetbon che è riuscito ad ottenere le 51 testimonianze dopo aver contattato nell’arco di un anno, tramite siti web d’incontri, più di 650 uomini gay nel mondo.</p>
<p>Il giornalista si è fatto inviare da questi omosessuali, che rischiano il carcere o il patibolo, una loro foto a volto coperto (“per la loro sicurezza”), una testimonianza personale e la frase “Nel mio Paese la mia sessualità è un crimine” scritta nella loro lingua. Poi, le ha pubblicate assieme alle leggi discriminatorie del loro Paese.</p>
<p>“Per convincerli è stato difficile, avevano molta paura, ho dovuto rassicurarli e conquistare la loro fiducia”, ha affermato Castetbon. All’inizio, infatti, ha incontrato diffidenza perché in alcuni Paesi la polizia contatta i gay via internet, li fa cadere in trappola e li arresta. “Per questo” ha detto l’autore di Les condamnés “mi chiedevano di vedermi attraverso la webcam”. “Il primo che mi ha risposto, dopo una settimana, è stato un uomo dello Yemen e ciò mi ha motivato perché se lo aveva fatto una persona dallo Yemen, dove per l’omosessualità c’è la lapidazione, allora ho pensato che anche altri mi avrebbero risposto”, ha riferito Castetbon.</p>
<p>Da alcuni Paesi non è arrivata nessuna testimonianza perché le persone “avevano troppa paura”. Castetbon ha raccontato che è stato molto difficile, per esempio, ottenere una foto dalle Maldive: “Da qui un uomo mi ha mandato quattro diverse foto, continuava a sostituirle perché temeva di essere riconosciuto da qualche dettaglio”.</p>
<p>L’ultimo Stato dal quale il giornalista francese ha ricevuto una testimonianza è la Guyana, “l’unico Paese a condannare l’omosessualità in Sudamerica: la pena è la prigione a vita”.</p>
<p>In Iran ogni anno vi sono esecuzioni capitali di omosessuali e attualmente, nel silenzio generale, “c’è un ragazzo di 18 anni in attesa di esecuzione”, ha ricordato Philippe Castetbon che ha proseguito: “In Iran, nel caso migliore, vengono impiccati altrimenti sono spinti, con un sacco sulla testa, su di una collina e muoiono per lapidazione”.</p>
<p>Secondo il giornalista, ora il Paese più pericoloso per i gay è l’Iraq: nel 2009 sono avvenuti 300 omicidi (non esecuzioni) a loro danno, e ciò significa che vi è un sentimento diffuso di condanna tra la popolazione. “I capi religiosi” ha spiegato Castetbon “istigano all’omicidio gli abitanti stessi dell’Iraq nei confronti degli omosessuali”. “I Paesi musulmani” ha poi continuato Castetbon “hanno delle leggi molto dure ma non sono i peggiori perché, sia nelle leggi che nella realtà, i Paesi cristiani sono altrettanto terribili soprattutto in Africa: i gruppi evangelici americani fanno una propaganda molto forte per colpire gli omosessuali avendo fallito nel proprio Paese; in Uganda, ad esempio, dove adesso la pena è l’ergastolo, fanno pressioni perché la sanzione sia trasformata in pena di morte”.</p>
<p>Dopo l&#8217;uscita del volume India e Isole Fiji hanno depenalizzato l&#8217;omosessualità.</p>
<p>Fonte e foto: www.agoravox.it</p>
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		<title>Uscito nuovo quaderno viola sulle lesbiche in Italia</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/12/26/uscito-nuovo-quaderno-viola-sulle-lesbiche-in-italia/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 08:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Le lesbiche in Italia nel 2010: politica, storia, teoria, immaginari a cura di Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Paola Guazzo, Claudia Lopresti, Eva Mamini, Anna Muraro Edizioni Alegre, Roma 2010 euro 5 Di Paola Guazzo Più o meno una quindicina di anni fa la prima serie dei Quaderni Viola pubblicava il suo quarto numero, E l&#8217;ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6317" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/QV__Orgoglio_e_pregiudizio-213x300.jpg" alt="Quaderno viola" width="213" height="300" class="size-medium wp-image-6317" /><p class="wp-caption-text">Quaderno viola</p></div>Le lesbiche in Italia nel 2010: politica, storia, teoria, immaginari<br />
a cura di Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Paola Guazzo, Claudia Lopresti, Eva Mamini, Anna Muraro<br />
Edizioni Alegre, Roma 2010<br />
euro 5</p>
<p>Di Paola Guazzo</p>
<p>Più o meno una quindicina di anni fa la prima serie dei Quaderni Viola pubblicava il suo quarto numero, E l&#8217;ultima chiuda la porta, sul tema della politica lesbica. Il quaderno venne accolto con curiosità e interesse, ebbe un&#8217;ampia diffusione e alcune significative recensioni, fu lungamente commentato da Teresa de Lauretis nel suo libro Soggetti eccentrici (Feltrinelli 1999). Vi lavorarono insieme per gran parte del 1995 la redazione dei Quaderni Viola e il Laboratorio di Critica Lesbica, un piccolo gruppo che avrebbe poi avuto un importante ruolo nella fondazione di ArciLesbica.<br />
Una prima domanda che ci siamo poste nell&#8217;evocare quel vecchio numero è stata la seguente: che cosa è cambiato da quel 1995 in cui discutemmo appassionatamente del rapporto tra femminismo e politica lesbica? Si può rispondere prima di tutto che molte cose sono cambiate in due direzioni esattamente opposte con il risultato ultimo di un&#8217;apparente immobilità.<br />
C&#8217;è stato prima di tutto un mutamento evidente nel femminismo. Per la prima volta nella storia italiana un movimento ampio, come quello che ha manifestato contro la violenza alle donne nel novembre del 2007, si è chiamato “di femministe e lesbiche”, riconoscendo apertamente l&#8217;esistenza al suo interno di una componente di donne che amano le donne. C&#8217;è stato poi un cambiamento nella scena politica su cui ha fatto irruzione il Pride, che porta ogni volta in piazza decine di migliaia di persone, costringe la politica a prendere posizione e la stampa a rompere il silenzio. Inoltre, ai tempi di quel quarto quaderno della vecchia serie, una serie televisiva come The L Word sarebbe stata impensabile e non c&#8217;erano parlamentari dichiaratamente gay, lesbiche o trans.<br />
Altri fenomeni invece vanno in direzione opposta. L&#8217;Italia è ancora uno dei pochi paesi del mondo nord-occidentale in cui il movimento non ha ottenuto nulla sul piano dei diritti e delle misure contro l&#8217;omofobia, mentre lesbiche, gay e trans sono esposti oggi molto più di ieri alla violenza omofoba.<br />
Orgoglio e pregiudizio, terzo Quaderno Viola della nuova serie post-2000, tenta di fare il punto sulla situazione delle lesbiche in Italia, sia dal punto di vista politico che da quello storico, teorico ed immaginario, senza ambizioni sbagliate sul fornire la “linea” del movimento o di chiudere un mondo complesso in un quadro capziosamente esaustivo, ma anche senza timore di esprimere una lettura della realtà e di tracciare una prospettiva politica.<br />
La redazione che ha lavorato ad Orgoglio e pregiudizio è composta da Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Paola Guazzo, Claudia Lopresti, Eva Mamini ed Anna Muraro. Sono presenti anche contributi di Paola Biondi, Laura Corradi, Daniela Danna, Rosanna Fiocchetto, MFLA Radio Onda Rossa e Daniela Santoro. Si possono leggere inoltre tre interviste ad esponenti del movimento lesbico: Elena Biagini, Cristina Gramolini e Luki Massa. </p>
<p><span id="more-6315"></span></p>
<p>Fonte: http://lanuovatowanda.blogspot.com/2010/12/euscito-orgoglio-e-pregiudizio-terzo.html<br />
(foto http://1.bp.blogspot.com/)</p>
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		<title>Portia De Rossi ringrazia la sua compagna</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 07:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[confidenze]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Portia de Rossi racconta in un libro-verità i suoi problemi con l&#8217;alimentazione. Ha cominciato con una semplice dieta a 12 anni ed è arrivata a pesare 37 chili. Poi, accettare la sua omosessualità, l&#8217;ha aiutata a superare anche i problemi con la bilancia. &#8220;Penso che avrei comunque sofferto di un disturbo alimentare se non fossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6305" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/12/portia-de-rossi-20070318-227608-200x300.jpg" alt="Portia De Rossi" width="200" height="300" class="size-medium wp-image-6305" /><p class="wp-caption-text">Portia De Rossi</p></div>Portia de Rossi racconta in un libro-verità i suoi problemi con l&#8217;alimentazione. </p>
<p>Ha cominciato con una semplice dieta a 12 anni ed è arrivata a pesare 37 chili. Poi, accettare la sua omosessualità, l&#8217;ha aiutata a superare anche i problemi con la bilancia.</p>
<p>&#8220;Penso che avrei comunque sofferto di un disturbo alimentare se non fossi venuta a patti con la mia sessualità&#8221;, ammette la star di &#8220;Ally McBeal&#8221; e &#8220;Ti presento i miei&#8221; in uno show televisivo. </p>
<p>Nel libro &#8220;Unbearable Lightness: A Story of Loss and Gain&#8221; (&#8220;Leggerezza insopportabile: una storia di perdita e crescita&#8221;), l&#8217;attrice racconta di aver cominciato a 12 anni, con un dieta: &#8220;Nel tempo, essere sempre più magra era anche un modo per rendere più facile il mio lavoro di attrice&#8221;. </p>
<p><span id="more-6275"></span></p>
<p>Fino a quando non ha conosciuto Ellen. Che le è stata vicina e che l&#8217;ha aiutata a superare tutti i suoi problemi. In un colpo solo ha trovato l&#8217;amore e ha allontanato la malattia. </p>
<p>Fonte: www.tgcom.mediaset.it<br />
(foto www,alfemminile.com)</p>
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		<title>Nasce bibloteca dedicata alla cultura omosessuale</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 12:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nascera&#8217; a Roma, nel quartiere di Testaccio, la prima biblioteca d&#8217;Italia dedicata alla cultura omosessuale. Lo ha annunciato il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo nel corso della presentazione della campagna di spot tv &#8216;Gay Help Line&#8217; finanziata dall&#8217;amministrazione di Renata Polverini. La struttura, il cui taglio del nastro e&#8217; previsto il prossimo marzo, sara&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6101" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/biblioteca-300x225.jpg" alt="Biblioteca" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-6101" /><p class="wp-caption-text">Biblioteca</p></div>Nascera&#8217; a Roma, nel quartiere di Testaccio, la prima biblioteca d&#8217;Italia dedicata alla cultura omosessuale. </p>
<p>Lo ha annunciato il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo nel corso della presentazione della campagna di spot tv &#8216;Gay Help Line&#8217; finanziata dall&#8217;amministrazione di Renata Polverini. </p>
<p>La struttura, il cui taglio del nastro e&#8217; previsto il prossimo marzo, sara&#8217; ospitata nella nuova sede di Arcigay e il lavoro di catalogazione sara&#8217; sostenuto finanziariamente dalla Regione Lazio. </p>
<p>Fonte: www.gaynews.it<br />
(foto www.iicbelgrado.esteri.it/NR/rdonlyres/1D31B330-9042-4A1E-8F1A-AE8AFFB8AE3A/386/)</p>
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		<title>In libreria &#8220;Le Italiane&#8221;</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/11/28/in-libreria-le-italiane/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 13:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Curato da Telefono rosa e ideato da Annamaria Barbato Ricci è arrivato in libreria &#8220;Le Italiane&#8221;. Contributo al femminile per i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia: quindici ritratti di donne che, nel tempo, hanno lasciato la loro impronta nei campi della politica, della cultura e delle scienze. Scritti da autrici da sempre attente ai saperi delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5981" class="wp-caption alignleft" style="width: 202px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/le-italiane-656x1024-192x300.jpg" alt="Copertina libro" width="192" height="300" class="size-medium wp-image-5981" /><p class="wp-caption-text">Copertina libro</p></div>Curato da Telefono rosa e ideato da Annamaria Barbato Ricci è arrivato in libreria &#8220;Le Italiane&#8221;.<br />
Contributo al femminile per i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia: quindici ritratti di donne che, nel tempo, hanno lasciato la loro impronta nei campi della politica, della cultura e delle scienze. </p>
<p>Scritti da autrici da sempre attente ai saperi delle donne tra cui Sandra Artom, Marta Aiò, Brunella Schisa, Danila Comastri Montanari, giornaliste come Laura Delli Colli e specialiste come Maria Rita Parsi. I proventi del libro, già un successo grazie al porta a porta messo in moto dalle lettrici, saranno devoluti al Telefono rosa, l&#8217;Associazione che da oltre vent&#8217;anni si dedica all&#8217;assistenza delle donne che subiscono ogni genere di soprusi e che, per Le Italiane, ha raccontato il capitolo dedicato alle 21 protagoniste della Costituente nel 1947. Iniziativa che cade in contemporanea con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, fenomeno in costante aumento nel nostro Paese.</p>
<p><span id="more-5965"></span></p>
<p>La galleria parte da lontano: dalla vita straordinaria di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, nata nel 1808, giornalista, viaggiatrice e femminista della prima ora, oltre che paladina del progressismo e dell&#8217;unità nazionale. E prosegue, lungo i decenni, con le forti personalità di Matilde Serao, che a cavallo del Novecento creò e diresse periodici e quotidiani; Grazia Deledda, Premio Nobel per la letteratura nel 1927; Maria Montessori, la scienziata che mise il bambino al centro di una scuola nuova la cui validità non è mai tramontata. E con Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini. Fino ai nostri giorni con Sara Simeoni, stella dell&#8217;atletica, o con l&#8217;economista di fama Fiorella Kostoris.</p>
<p>Testimoni d&#8217;eccellenza che scandiscono un secolo e mezzo di emancipazione femminile, donne di straordinaria intelligenza e determinazione, certo eccezionali, ma che sono anche il simbolo dell&#8217;impegno costante e comune delle tantissime donne che, nel tempo, hanno percorso quel lungo cammino verso l&#8217;autonomia di genere non ancora completato. A testimonianza di una realtà che, oggi più di ieri, smentisce gli stereotipi correnti che vorrebbero le donne appiattite sulla loro immagine, piuttosto che sulla loro mente. </p>
<p>In 150 anni le donne hanno fatto un cammino straordinario, eppure moltissimo resta ancora da fare.<br />
&#8220;Certo, 150 anni fa, chi studiava ambendo a qualcosa in più del ruolo di angelo del focolare era una mosca bianca. Per lo più, si trattava di figure femminili con solidi patrimoni alle spalle, e anche così occorreva lottare e farsi scudo contro le incomprensioni della società. Non pensiamo, però, che oggi la situazione sia migliorata più di tanto. Malgrado le donne abbiano fatto molta strada e siano brillanti a scuola e sul lavoro, rimane un illogico gap, basato su un arroccamento al maschile. La testa delle donne fa paura agli uomini, che, per difendersene, le incatenano all&#8217;estetica dei corpi&#8221;. </p>
<p>Fonte: www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/11/24/news/passaparola_24_novembre-9453734/<br />
(foto www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/11/le-italiane-656&#215;1024.jpg)  </p>
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		<title>Libro: &#8220;Cosmofobia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 17:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217;ambientato nel quartiere multietnico di Lavapiés, a Madrid, dove l&#8217;autrice vive, e si basa su esperienze personali e sui racconti degli operatori sociali che lavorano nel Centro Social del Parque del Casino. Sono venti vite che si incrociano, amori e destini immersi nella più reale attualità, ritratto di una nuova società multietnica. Ci sono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5927" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/11/LuciaEtxebarria-798186-246x300.jpg" alt="Lucia Etxebarria" width="246" height="300" class="size-medium wp-image-5927" /><p class="wp-caption-text">Lucia Etxebarria</p></div>E&#8217;ambientato nel quartiere multietnico di Lavapiés, a Madrid, dove l&#8217;autrice vive, e si basa su esperienze personali e sui racconti degli operatori sociali che lavorano nel Centro Social del Parque del Casino.<br />
Sono venti vite che si incrociano, amori e destini immersi nella più reale attualità, ritratto di una nuova società multietnica. Ci sono i bambini di varie nazionalità che giocano insieme nella ludoteca, e c&#8217;è il centro di auto-aiuto per le donne, dove si incontrano ecuadoregne, marocchine, senegalesi e spagnole, divise da differenze di etnia, lingua e religione, ma con un tratto in comune: il fatto di aver subito maltrattamenti fisici o psicologici. </p>
<p>Tra i bambini della ludoteca, le loro famiglie e gli altri abitanti del quartiere si crea una sorta di &#8220;circolo sociale&#8221; che unisce persone di varie età, razze e classi sociali: professori universitari e immigrati poverissimi, piccoli spacciatori e attricette disoccupate, giovani donne manager rampanti, impiegate frustrate, musulmane che rinnegano il velo, stiliste, modelli. </p>
<p><span id="more-5887"></span></p>
<p>La scrittricce è Lucia Etxebarria, premio Nadal, Premio Primavera e infine Premio Planeta nel 2004 con &#8220;una donna in equilibrio&#8221;,  è una delle scrittrici spagnole in attività più importanti e più discusse.</p>
<p>Una donna, una madre, che lotta contro i pregiudizi e chi cerca di etichettarla come lesbica o bisessuale; che cerca tramite la sua opera  relazioni tra il mondo accademico e la cultura popolare, che cerca di riscattare l&#8217;essere donna mediante l&#8217; ironia.</p>
<p>Fonte: www.passionelibri.com<br />
(foto www.enfrentearte.com)</p>
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		<title>Fiera del libro LGBTQ</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/10/31/fiera-del-libro-lgbtq/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 17:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Bookout è la prima fiera del libro in Italia interamente dedicata all’editoria LGBT. La fiera, che si terrà dal 12 al 14 novembre 2010 presso la Stazione Leopolda di Pisa, ha il patrocinio della Regione Toscana, è finanziata dal Centro servizi del volontariato Toscana (CESVOT) ed è curata dai vari comitati Arcigay toscani; già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5793" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/10/img_cs_bookout-300x150.jpg" alt="Booksout" width="300" height="150" class="size-medium wp-image-5793" /><p class="wp-caption-text">Booksout</p></div>Il Bookout è la prima fiera del libro in Italia interamente dedicata all’editoria LGBT.</p>
<p>La fiera, che si terrà dal 12 al 14 novembre 2010 presso la Stazione Leopolda di Pisa, ha il patrocinio della Regione Toscana, è finanziata dal Centro servizi del volontariato Toscana (CESVOT) ed è curata dai vari comitati Arcigay toscani; già da mesi Bookout è anticipato da vari eventi satelliti che si tengono in tutta la regione.</p>
<p>L’organizzazione di Bookout si propone di creare un network di associazioni, enti, case editrici e persone che vada oltre l’evento in sè; vuole inoltre valorizzare l’apporto culturale delle persone omosessuali e promuovere la diffusione della letteratura LGBT attraverso varie strategie: tra gli eventi ci sono in cantiere reading, presentazioni di libri con gli autori, dibattiti, woorkshop e laboratori di scrittura creativa, con il coinvolgimento delle scuole (alla fiera verrà svelato e premiato il vincitore di  Wordout, il concorso letterario LGBT  rivolto agli allievi delle scuole superiori).</p>
<p><span id="more-5779"></span></p>
<p>Fonte:www.girlpower.it/network/lesbo-blog<br />
(foto ©http://bookout.it/cs/bookout-fiera-libro-lgbt)</p>
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		<title>Natacha Chetcuti firma una ricerca sul lesbismo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 15:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Sociologa, antropologa sociale, docente all&#8217;università di Parigi, Natacha Chetcuti firma la ricerca &#8220;Se dire lesbienne &#8211; vie de couple, sexualité, représentation de soi&#8221; (Editions Payot &#38; Rivages), che verrà presentata il 27 ottobre alle 19 alla libreria Violette and Co di Parigi, e dalla l&#8217;associazione &#8220;Bagdam Espace lesbien&#8221; a Toulouse, presso la libreria Ombres Blanches, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5693" class="wp-caption alignleft" style="width: 146px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/10/photo2.jpg" alt="Natacha Chetcuti" width="136" height="179" class="size-full wp-image-5693" /><p class="wp-caption-text">Natacha Chetcuti</p></div>Sociologa, antropologa sociale, docente all&#8217;università di Parigi, Natacha Chetcuti firma la ricerca &#8220;Se dire lesbienne &#8211; vie de couple, sexualité, représentation de soi&#8221; (Editions Payot &amp; Rivages), che verrà presentata il 27 ottobre alle 19 alla libreria Violette and Co di Parigi, e dalla l&#8217;associazione &#8220;Bagdam Espace lesbien&#8221; a Toulouse, presso la libreria Ombres Blanches, lunedì 29 novembre alle ore 18.</p>
<p>Per Chetcuti accoppiarsi è il modo prevalente di affrontare il coming out, il &#8220;dirsi lesbica&#8221; e il rivelarsi socialmente come tale. </p>
<p>Le modalità d&#8217;incontro e di coesistenza della coppia lesbica sono dunque al centro del libro, che analizza, oltre al ruolo dato all&#8217;altra, anche gli &#8220;scritti sessuali&#8221; e il &#8220;vocabolario lesbico&#8221;, stilandone un piccolo glossario. Sotto la lente di Chetcuti, una ventina di coppie lesbiche seguite nell&#8217;arco di cinque anni, raffrontate ad un &#8220;gruppo testimone&#8221; di eterosessuali. </p>
<p><span id="more-5667"></span></p>
<p>La sociologa ha identificato tre tipi di percorsi: esclusivi (donne che non hanno mai avuto alcuna relazione sessuale con uomini), simultanei (donne che hanno avuto rapporti sessuali con uomini e donne in certi momenti della loro vita), progressivi (donne che hanno vissuto vite coniugali eterosessuali). Chetcuti rileva un &#8220;rispiegamento della rappresentazione di sé, prendendo le distanze dalle codificazioni di genere apprese&#8221; e l&#8217;elaborazione di nuovi punti di riferimento, &#8220;non più in connessione con una società maschile eterosessuale, ma piuttosto con una cultura lesbica&#8221;. </p>
<p>di Paola Guazzo</p>
<p>Fonte: http://lanuovatowanda.blogspot.com/2010/10/natacha-chetcuti-se-dire-lesbienne.html<br />
(foto ©www.Natacha Chetcuti.com)</p>
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		<title>XX/XX Diario de una lesbiana precoz</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 15:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>

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		<description><![CDATA[L’argentina Ayelén Angélico ha deciso di raccontare la sua storia in un libro – XX/XX Diario de una lesbiana precoz – nel quale racconta come si sia resa conto già da giovane di essere lesbica. Ayelén narra che fin da piccola c’erano “alcuni indizi” chiari del suo orientamento sessuale e, quando a 14 anni si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5455" class="wp-caption alignleft" style="width: 205px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/09/41569_114661678554317_9133_n-195x300.jpg" alt="Copertina libro" width="195" height="300" class="size-medium wp-image-5455" /><p class="wp-caption-text">Copertina libro</p></div>L’argentina Ayelén Angélico ha deciso di raccontare la sua storia in un libro – XX/XX Diario de una lesbiana precoz – nel quale racconta come si sia resa conto già da giovane di essere lesbica.</p>
<p>Ayelén narra che fin da piccola c’erano “alcuni indizi” chiari del suo orientamento sessuale e, quando a 14 anni si innamorò della sua migliore amica, ebbe la certezza di essere lesbica. </p>
<p>Racconta anche di come i suoi genitori ebbero le prime avvisaglie dell’omosessualità della figlia nel notare con quanta passione la ragazza seguisse The L Word.<br />
L’autrice aggiunge che mai le sono piaciuti gli uomini e che i suoi amici furono i primi a farle capire che doveva vivere “con naturalezza” la sua vita. </p>
<p>Fonte: www.queerblog.it<br />
(foto ©profile.ak.fbcdn.net)</p>
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		<title>Libro: &#8220;L&#8217;uovo fuori dal cavagno&#8221;</title>
		<link>http://www.lesboblog.it/blog/2010/09/27/libro-luovo-fuori-dal-cavagno/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 19:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilena Vettorello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217; ultima opera di Margherita Giacobino, e racconta la storia di Gioia, quindici anni, che cambierà personalità e prenderà il nome di Dolores, dopo essere rimasta delusa da un folle amore per la bella Stef, nuotatrice quasi olimpionica, seduttrice incallita. La protagonista passa da un’infanzia vissuta ai margini della “normalità” a un’adolescenza in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5385" class="wp-caption alignleft" style="width: 218px"><img src="http://www.lesboblog.it/files/2010/09/9788861921429a-thumb-208x300.jpg" alt="Copertina" width="208" height="300" class="size-medium wp-image-5385" /><p class="wp-caption-text">Copertina</p></div>E&#8217; l&#8217; ultima opera di Margherita Giacobino, e racconta la storia di Gioia, quindici anni, che cambierà personalità e prenderà il nome di Dolores, dopo essere rimasta delusa da un folle amore per la bella Stef, nuotatrice quasi olimpionica, seduttrice incallita.</p>
<p>La protagonista passa da un’infanzia vissuta ai margini della “normalità” a un’adolescenza in cui deve fare i conti con la scoperta di sé, del proprio corpo e del proprio desiderio.</p>
<p>Nella storia è presente un gruppo lesbico dove lo scarto generazionale non impedisce l’elaborazione collettiva dell’esperienza al di fuori della logica del: “ sono l’unica lesbica al mondo!”. </p>
<p>Fonte: www.listalesbica.it<br />
(foto ©cultura.blogosfere.it)</p>
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