Ragazzo gay assassinato

omicidioCronaca come sempre furente in caso di omosessualità…..
Il nuovo eclatante caso è avvenuto a Catanzaro.
Un ragazzo omosessuale è stato ucciso nel suo appartamento a causa di alcune avances da lui effettuate nei confronti di un giovane che evidentemente non ha gradito.
La vittima si chiamava Francesco Pavone, 34 anni.
L’assassino è un ragazzo di 27 anni, Valdir Scalzo, brasiliano.
I due si conosevano già da tempo. Pare che il ragazzo brasiliano fosse ospite di Francesco Pavone, e che nella notte Francesco avesse tentato di avere rapporti sessuali con Valdir Scalzo, il quale, avedo assunto poco tempo prima degli stupefacenti, ha reagito in maniera esagerata, ferendo con un coltello il ragazzo e successivamente strangolandolo.

Roma: attentato a discoteca gay

La scorsa notte a Roma c’e’ stato un tentativo di dare fuoco alla discoteca “Qube”, in via di Portonaccio, sede storica della serata “Muccassassina” la più importante festa gay, lesbica e transessuale della capitale. Alle 22.15 i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere un principio d’incendio davanti all’ingresso della discoteca, che si trova nel quartiere periferico del Tiburtino, dove è stato trovato del liquido infiammabile. Sono anche intervenuti agenti del commissariato Porta Maggiore. Le fiamme, secondo la polizia, hanno interessato soltanto l’ingresso e la biglietteria. Nel locale non c’era nessuno perché in questo periodo è chiuso per lavori di ristrutturazione.
Un nuovo attacco contro la comunità lesbica, gay e trans che colpisce uno dei luoghi simbolo della Capitale, il Qube, che da molti anni ospita Muccassassina. Questo episodio, che avviene a poche ore dall’arresto del responsabile dell’aggressione al Gay Village, sembra essere una reazione, un messaggio preciso che parla di intolleranza e discriminazione”. Lo afferma, in una nota, il presidente Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo esprimendo solidarietà al Circolo Mario Mieli.
MARIO MIELI, ATTACCO OMOFOBO
“Queto episodio è gravissimo. L’assalto alla discoteca Qube è un ennesimo attacco di individui facinorosi e vigliacchi alla comunità gay, lesbica e transessuale che si ritrova da molti anni alla discoteca Qube per la festa più importante della comunità romana e non solo”. Lo afferma, in una nota, il segretario politico del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma Andrea Berardicurti. “Un atto intimidatorio che noi siamo certi – aggiunge – abbia origine dalla cieca violenza verso la comunità gay, lesbica e transessuale che si registra anche negli ultimi fatti di cronaca”.

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Merita la medaglia al valore

Alcune associazioni come Gay.it, Certi Diritti, Arcigay Napoli e I-Ken onlus, hanno promosso un appello al presidente della Repubblica affinchè sia conferita una medaglia al valore civile alla studentessa napoletana Maria Luisa Mazzarella per aver difeso un proprio amico omossessuale dall’aggressione di un gruppo di bulli. La ragazza, che si trovava con un amico omosessuale in p.zza Bellini a Napoli, è stata aggredita con parole e percosse per non aver rinunciato a difendere l’amico in difficoltà.
Lo hanno promosso ed e’ gia’ stato sottoscritto da 12.250 persone tra cui Maurizio Costanzo, Franco Grillini, Rosa Russo Iervolino, Luciana Littizzetto, Vladimir Luxuria ecc.
I promotori dell’iniziativa hanno affermato che la petizione ”e’ gia’ stata presentata al Capo dello Stato e pare che le pratiche siano gia’ state inviate al Ministero dell’Interno”.
Sarebbe la prima volta che una donna difende un omosessuale contro la violenza.
Già il sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino ha consegnato alla ragazza una medaglia d’oro per premiare il suo gesto affermando che dev’essere la dimostrazione di come sia totalmente intollerabile l’omofobia in Italia e che bisogna combattere per estirparla.

E’ illegale essere gay

Socondo i dati rilevati dall’Ilga (International Lesbian, Gay, Association), 80 Paesi del mondo considerano l’omosessualità come un reato; 5 di questi Paesi ancora oggi la puniscono con la più estreme delle pene, la Pena di Morte. Nel suo terzo rapporto l’Ilga analizza il problema degli Stati in cui l’Omofobia viene tollerata, se non addirittura fomentata.
La maggior parte degli Stati si “limita” a criminalizzare, mentre chi punisce le pratiche omosessuali sono l’Africa e l’Asia (strano e vergognosamente contradditorio, tenendo conto di quanti porno gay vengano ripresi proprio in oriente!), dove le condanne a morte per il reato di sodomia sono cosa troppo nota.

Il rapporto riguarda l’omosessualità in tutto il mondo, dai paesi (ancora pochi) in cui è possibile che coppie dello stesso sesso possano adottare bambini, a quelli in cui gli omosessuali rischiano la pena capitale per il loro orientamento. La ricerca è stata condotta da Daniel Ottosson, Södertörn University College. Per consultare in modo più approfondito il rapporto dell’Ilga.

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