Tragedia alla “Love parade”

Love parade

Love parade

Sabato pomeriggio si è svolta a Duisburg, in Germania, la “Love parade”, un raduno promosso dalla comunità LGBT ma aperto a tutti, con l’intento di manifestare contro ogni tipo di discriminazione sessuale.

Musica techno, ballo e divertimento.

Purtroppo l’ambiente festaiolo è stato guastato da una terribile durante la quale sono morte 11 persone.

Un momento di panico non ben identificato ha fatto sì che si creasse una calca improvvisa di gente che ha provocato morti e feriti, pare che ci fossero centinaia di feriti, di cui 25 gravi.

L’incidente deve essere avvenuto all’interno di un tunnel, forse a seguito di una carica da parte degli agenti di polizia che avrebbero cercato di fermare un gruppo di persone che cercavano di introdursi nell’area del concerto.

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Si maschera da uomo per sedurre una ragazzina

Patricia Dye

Patricia Dye

Secondo quanto racconta The Huffington Post, Patricia Dye, 31 anni, di Springboro, Ohio, si era innamorata di una studentessa sedicenne.

Perciò la donna ha pensato di travestirsi da uomo, cominciando a corteggiare la studentessa che ha subito accettato le sue attenzioni.

Patricia, che nel frattempo aveva cambiato nome in Matt Abrams, non aveva un aspetto molto virile, ma la studentessa, poichè al cuore non si comanda, ha ricambiato il suo interesse.

Le due hanno trascorso 3 giorni in hotel. Il gestore dell’albergo insospettito ha contattato le forze dell’ordine, così Patricia è stata arrestata per aver fatto con una minorenne e per corruzione di minore.

Nonostante sia incensurata, il giudice ha deciso di trattenerla con una cauzione di 100 mila dollari.

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Giovane uccide donna lesbica

Joran Van der Sloot

Joran Van der Sloot

Joran Van der Sloot, olandese, ha confessato di aver ucciso Stephany Flores a Lima, in Perù, una giovane ragazza lesbica.

Il ragazzo che già era stato arrestato due volte in Aruba, in quanto primo sospettato per la scomparsa di una ragazza americana nel 2005, è stato arrestato la settimana scorsa con l’accusa di aver ucciso la ragazza di 21 anni peruviana che aveva conosciuto a Lima.

La ragazza è stata uccisa a coltellate il 30 maggio scorso, quasi cinque anni dopo la morte di Natalee Holloway scomparsa in Aruba, durante una gita con la scuola.

Il ventiduenne Van der Sloot e Stephany Flores erano stati visti attraverso le telecamere di sicurezza dell’hotel, recarsi assieme nella sua camera e dopo quattro ore sempre grazie alle telecamere di sorveglianza il presunto assassino usciva da quella stanza da solo”.

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Fucilata perchè lesbica

Un'arma

Un'arma

Tragica fine di una giovane che ha perso la vita solo per il suo desiderio di condividere la propria vita con la persona che ama, per il suo coraggio per aver disobbedito alla “legge” che comanda di essere rigorosamente eterosessuali.
Natalia Gaitan, di 27 anni, residente nella città di Cordoba (Argentina), è stata uccisa lo scorso 6 marzo da un colpo di fucile dal patrigno della sua fidanzata che aveva scoperto la relazione omosessuale tra Natalia e la figliastra.
Fucilata in quanto lesbica.
Uccisa dalla lesbofobia brutale e feroce di un individuo inetto, per niente in grado di comprendere la profonda complessità dell’amore.

Fonte: femminismo-a-sud.noblogs.org
(foto ©no.blog.kataweb.it)

A Londra donna violentata da un’altra donna

Teresa Cottingham

Teresa Cottingham

Il mese scorso, una donna inglese di 35 anni, Teresa Cottingham, ha prima aggredito un’altra donna con una mossa di arti marziali in una stanza d’albergo e poi l’ha violentata.

Le due avevano partecipato ad una conferenza nella zona centrale di Londra, ed avevano bevuto parecchio.
La donna ha da prima tentato di provocare la vittima tirandole le mutandine e cercando di trascinarla sul letto.
Vari quotidiani londinesi hanno riportato le parole della vittima durante l’accaduto: “Guarda che domani te ne pentirai”, avrebbe detto.
E la Cottingham avrebbe risposto “Lo sai che lo vuoi anche tu, fai sfilare il tuo culo davanti a me!”

Dopodichè ci fu una dura lotta tra le due, mentre cercava di domare la sua vittima, la donna si vantava:
“Io so quello che faccio. Io sono meglio di un uomo.”
Ad un certo punto la vittima è stata afferrata per la gola e violentata.

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Casey Johnson morta per cause naturali

71632380AP055_Olympus_FashiCasey Johnson, la ribelle ereditiera della Johnson&Johnson, è morta per cause naturali. Lo ha evidenziato l’autopsia.
E’ morta per chetoacidosi, una complicazione del diabete, malattia di cui soffriva sin da bambina. Aveva solo 30 anni. E’ stata stroncata dalla sua vita sregolata, segnata dall’abuso di alcool e stupefacenti.
Casey è morta lo scorso 4 gennaio, la notizia della morte era stata diffusa dalla compagna di Casey, Tila Tequila, che era stata anche accusata di speculare sulla vicenda per farsi pubblicità. Da poco le due avevano deciso di sposarsi.
La donna lascia una figlia, Ava, adottata nel 2007 in Kazakhstan.

Fonte:quotidianonet.ilsole24ore.com
Foto: www.staging.radaronline.com

Morta per “cure” contro la sua omosessualità….

punto_interrogativoE’ accaduto in Belgio (non nel profondo sud….non in qualche Stato retrogrado….).
I genitori di origine marocchina, volevano “guarire” la loro figlia dall’omosessualità affidandola a un esperto di Corano.
La povera ragazza è morta dopo una sedicente terapia a base di ustioni e bastonature.
Sono ora in carcere madre, padre e santone esperto di Corano.
Gli imputati hanno dichiarato tramite l’avvocato Johan Platteau l’ intento di curarla perchè posseduta da spiriti demoniaci.

Voi tutti ottusi incapaci di vedere 1 punto di vista diverso dal vostro, quando la smetterete di vedere l’omosessualità come malattia??Come un terribile mostro da sconfiggere??Come un intollerabile male da sradicare??

Ancora e ancora pestaggi……

Il violento pestaggio di un omosessuale di 26 anni è avvenuto la notte tra il 9 e 10 settembre a Firenze, in una piazza del centro, a poca distanza da un locale per gay da cui era appena uscito.
Il giovane ha subito fratture agli zigomi, alla mandibola e al naso ed è stato sottoposto a intervento chirurgico all’ospedale di Careggi. La vicenda, su cui sono in corso indagini della squadra mobile, è stata resa nota da Arcigay Firenze ed ha avuto una prima conferma dal legale dell’associazione, l’avvocato Paola Pasquinuzzi.

Secondo Arcigay il ventiseienne sarebbe stato vittima di un agguato in piena notte fuori da un locale per dove aveva trascorso la serata. E, sempre secondo il racconto diffuso da Arcigay, autori dell’aggressione sarebbero stati due italiani. Con loro ci sarebbe stata una piccola discussione. «Il ragazzo – dice Arcigay – era stato avvicinato e minacciato da due uomini nel corso della serata di mercoledì all’interno di un locale gay del centro. I due erano stati allontanati dai gestori. Intorno alle 3 del mattino, il giovane sarebbe uscito dal locale e si sarebbe diretto a piedi verso piazza Salvemini, dove i due uomini, di circa 35 e 40 anni, lo avrebbero aspettato e gli si sarebbero scagliati contro a mani nude procurandogli fratture agli zigomi, alla mandibola e al naso». Gli amici, prosegue il racconto, lo hanno trovato in una pozza di sangue, quindi lo hanno portato a casa. Ieri mattina il giovane, accompagnato dai genitori, è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi, dov’è stato ricoverato. Oggi i medici lo hanno sottoposto ad un intervento chirurgico per ricomporre alcune fratture. La prognosi è di 30 giorni.

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Gay aggrediti a bottigliate

Dopo essere usciti dal Gay Village di alla 4 di notte, si erano cominciati a baciare, quando un uomo, di 40 anni, li ha aggrediti.
A uno ha spaccato una bottiglia in testa e all’altro ha dato una coltellata all’addome. L’uomo, rintracciato dalla polizia, è stato denunciato per tentato omicidio. Ha precedenti per reati contro il patrimonio e per droga. Uno dei ragazzi aggrediti è stato dimesso con una prognosi di sette giorni, l’altro, sottoposto a intervento chirurgico, è grave, ma non rischia la vita.

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Sesso con l’allieva

Accaduto circa 1 mese fa, ma alcuni quotidiani in Italia riportano la notizia solo oggi (alcuni ieri).
In Inghilterra, un’insegnante di 26 anni, Helen Goddard, rischia una pesante condanna per aver avuto una relazione con un’allieva di 15 anni.
La giovane, che insegna musica presso la “City of London school for girls”, è stata arrestata il mese scorso dopo una telefonata anonima ricevuta da un collega, che ha poi avvisato la polizia e gli assistenti sociali.
Gli agenti hanno sorpreso la donna in compagnia della minorenne e, dopo avere perquisito la sua casa, hanno trovato diversi giocattoli erotici.
L’insegnante rischia ora fino a 18 anni di carcere.
La giovane allieva ha affermato di voler continuare la relazione iniziata nel mese di febbraio.
La donna, soprannominata la «Jazz Lady», è stata tra i cinque giovani musicisti invitati a suonare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Sydney.