No alla lapidazione di Sakineh

Sakineh

Sakineh

Stralci di una lettera che troverete in rete su facebook.

30 agosto 2010 «Fermiamo la lapidazione di Sakineh». È la domanda che si pongono le decine di migliaia di e di uomini che da quel momento in poi ogni giorno, a ogni ora – e certi giorni al ritmo di una firma ogni due o tre secondi – si sono uniti al primo appello.

Ma, ovviamente, nessuno può rispondere a questa domanda spaventosa. E nulla ci assicura che, nei giorni a venire, forse domani stesso, o la notte seguente, quell’atroce sentenza non venga eseguita, riducendo il bel viso di Sakineh Mohammadi Ashtiani alla stessa poltiglia sanguinolenta di quello dei due amanti, lapidati a morte senza pietà il mattino del 16 agosto scorso, nei pressi di Kunduz, una regione dell’Afghanistan sotto il controllo dei talebani.

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“We have a dream”. Il 3 settembre tutti a Roma contro l’omofobia

Locandina

Locandina

Un gruppo di persone, sin dal 28 agosto di un anno fa, dopo le aggressioni fuori dal Gay Village, si sono attivate per protestare contro gli atti di omofobia che di continuo si verificano nel notro paese.

We have a dream!

E’ la frase comparsa su uno striscione sbandierato durante la prima fiaccolata organizzata.
E’ diventato così il motto che accomuna tutti coloro che lottano per i LGBTQ.

Dopo un anno, il 3 settembre 2010 alle ore 21 verrà organizzata una grande fiaccolata che partirà da Via S.Giovanni in Laterano (fronte Coming out) e arriverà a Piazza di Porta Capena (fronte FAO) per rivendicare con la stessa forza dell’anno scorso, la libertà, la dignità e i LGBTQ.

“Perché l’omofobia e la transfobia non si manifestano solamente con la violenza fisica ma ogni qualvolta qualcuno è vessato (a scuola, sul posto di lavoro, per strada, al mare) per il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere e noi vogliamo ricordarlo, sempre”.

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La battaglia di un cadetto lesbica

Katherine Miller

Katherine Miller

Il cadetto Katherine Miller ha affrontato una battaglia silenziosa per due anni.
Per tutto questo tempo ha dovuto tenere nascosto il suo orientamento sessuale ai colleghi di corso e ai professori della più prestigiosa accademia militare americana, West Point.

Anonimamente, in un blog in cui si firmava “Private Second Class Citizen”, ha raccontato agli utenti del sito Velvet Park cosa significasse essere una lesbica nel cuore dell´élite militare americana e doverlo nascondere
continuamente, pena l´espulsione.

Nonostante l´appoggio di un alleato fedelissimo come il popolo di Internet, il cadetto Miller si è arresa e, pochi giorni fa, ha rassegnato le dimissioni.

In base alla politica chiamata Don´t ask, dont´ tell (Dadt), inaugurata dall´allora presidente Bill Clinton, gli omosessuali sono ammessi a servire nelle Forze armate americane fino a quando le loro preferenze sessuali non diventano in qualche modo chiare. A quel punto devono andarsene.

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A Padova coppie omosessuali lottano per il diritto alla casa

Padova

Padova

Nel 2006 il consiglio comunale di Padova approvò un ordine del giorno che istituiva l’attestazione di “Famiglia Anagrafica” anche per le coppie conviventi, omosessuali ed eterosessuali, secondo un modello inaugurato da Bologna e recentemente adottato anche dal Comune di Torino.

Ora però il Comune di Padova vuole negare l’accesso ad un bando per la alle giovani coppie alle sole coppie di fatto dello stesso sesso: “Abbiamo voluto privilegiare chi ha progetti di vita. Sarebbe giusto allargare il piano a ogni genere di coppia ma abbiamo voluto evitare che si creino situazioni di comodo. Due estranei o quasi potrebbero dividersi un alloggio a prezzo politico”.

Difficile capire il perchè di questo passo indietro per una città che tanto si era distinta come capace di rispettare determinati civili.

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Arrestate 20 lesbiche in Zimbabwe

Bulawayo

Bulawayo

A Bulawayo, una delle città più popolose dello Zimbabwe, venti ragazze sono state arrestate con l’accusa di essere .

La stampa locale ha dichiarato che giovedì scorso la polizia avrebbe arrestato le venti ragazze dell’Eveline High School con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali lesbici tra di loro.

Le venti ragazze giocavano nella squadra di football della scuola; proprio la squadra si era recata a Nswazi, sempre nel territorio di Bulawayo, il 17 luglio scorso per partecipare ad un torneo di football.
Mentre si trovavano lì, una delle giocatrici avrebbe denunciato la cosa accusando gli altri membri della squadra di essere .

Attualmente, le giovani ragazze sono state arrestate ma prima che venga emesso un giudizio ufficiale, è necessario che l’indagine sia portata a termine, per accertarsi che le accuse siano false o vere, che non si tratti, insomma, di un dispetto fra compagne.

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Giornalista licenziata perchè lesbica e attivista LGBT

Val Kalende

Val Kalende

Una giornalista ugandese lesbica, Val Kalende, è stata licenziata per aver parlato pubblicamente contro le antiomosessuali del suo paese e aver viaggiato per diversi stati illustrando la pericolosa situazione che vive in Uganda chi è omosessuale.

I suoi problemi sono iniziati quando ha attaccato Martin Ssempa, pastore omofobo, che difende la condanna dell’omosessualità con la pena di morte.

Attualmente Val Kalende si trova negli USA. Quando rientrerà in Uganda continuerà senza dubbio a dare manforte a gruppi di attivisti ugandesi (come Freedom e Roam Uganda) ma è molto probabile che verrà arrestata.

Fonte: www.queerblog.it
(foto ©www.rfsu.se)

Coppia lesbica riceve attestato di convivenza

Torino

Torino

Debora Galbiati Ventrella e Antonella D’Annibale hanno ritirato proprio ieri all’Anagrafe il nuovo ”Attestato di convivenza basato su vincoli affettivi”, disposto dal Comune di Torino dopo che nei giorni scorsi il consiglio comunale aveva approvato la proposta d’iniziativa popolare che lo istituisce.

La loro unione era già finita sui giornali il 27 febbraio scorso, quando le due celebrarono il loro ”matrimonio” in un locale della movida torinese, la Rotonda del Valentino, alla presenza del sindaco Sergio Chiamparino.

L’attestato no ha valore legale, ma solo simbolico, ma è molto importante perchè solleva la problematica.

Le hanno detto “c’è per noi una ‘continuità’ tra il nostro matrimonio simbolico di febbraio e il certificato ritirato oggi, che comunque non è un punto di arrivo ma una una tappa della nostra battaglia perché ci sia un riconoscimento sul piano nazionale delle unioni come la nostra”.

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ONG LGBT entra a far parte dell’ONU

Sede ONU

Sede ONU

Una delle maggiori organizzazioni non governative a favore dei di ed omosessuali è riuscita ad entrare come gruppo di pressione all’interno del sistema delle Nazioni Unite.

La Commissione per i umani di gay e (International Gay and Lesbian Human Rights Commission), che ha sede negli Stati Uniti, aveva richiesto di entrare con poteri consultivì all’interno del Palazzo di Vetro.

Il Consiglio economico e sociale dell’Onu, che si occupa degli accrediti di questo tipo, aveva inizialmente rigettato la richiesta. In particolare si erano opposte Cina, Russia e Marocco.

Ieri, però, i 54 Paesi del Consiglio hanno dato luce verde con 23 sì, 13 no e 13 astensioni.

Fonte: www.affaritaliani.it
(foto ©www.geopolitica.info)

Una donna vice segretario della CGIL

Susanna Camusso

Susanna Camusso

La Cgil ha un nuovo vice segretario generale che è stata eletta dal direttivo lo scorso 8 giugno.

Si chiama Susanna Camusso, ha assunto l’incarico, con funzioni vicarie, in occasione dell’assegnazione delle deleghe in seno alla nuova segreteria dell’organizzazione sindacale.

Da due anni è approdata in Segreteria Nazionale e ora è la più accreditata candidata alla successione di Epifani che lascerà la segreteria generale ad ottobre.

Susanna Camusso, oltre all’impegno nel sindacato è una delle esponenti di punta del movimento delle , ed è stata animatrice dell’onda di Usciamo dal Silenzio che qualche anno fa ha fatto riemergere con tutta la sua forza l’arcipelago dell’impegno femminile.

Grande sostenitrice dei civili, di salda visione laica, Susanna è sempre stata al fianco del movimento lgbt, di cui condivide le battaglie.

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Diritti degli omosessuali. Cosa accade nel mondo.

Diversità

Diversità

Il mondo è bello perchè vario, si dice. Vario nel suo esprimesi, nel suo aspetto, nel suo giudicare…
Vorrei che gli esseri viventi fossero però accomunati dallo stesso desiderio di rispetto nei confronti della varietà, nei confronti dei umani.

In merito a ciò ci sono paesi in cui si sta lavorando per concedere anche agli omosessuali gli stessi degli etero, e paesi in cui ancora vige la legge della tolleranza zero.

In alcuni stati non è garantito nemmeno il primo dei dirtti, quello alla vita: Yemen, Iran, Mauritania, Sudan e Arabia Saudita condannano a morte gli omosessuali.

Sono oltre 70 poi i paesi dove, sebbene non venga punita con la morte, l’omosessualità è ancora fortemente punita per legge. Tra gli altri ricordiamo Senegal, Marocco, Gambia, Giamaica, Malawi, Melesia, Camerun e Ghana. Si sono recentemente smarcati da questa folta schiera le isole Fiji in Oceania e l’India grazie al Tribunale Superiore di Giustizia di Nuova Delhi.

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