Scritto Giovedì 30 Dicembre 2010 da Marilena Vettorello

Yogyakarta
Nonostante l’omosessualità in Indonesia non sia bandita, i gay, le lesbiche e i transessuali musulmani sono banditi dalle moschee e dalle scuole musulmane perchè Indonesian Ulemana Council lo considera come un male.
Agli inizi di quest’anno gruppi di vigilanti hanno con la forza chiuso una conferenza internazionale di attivisti gay, lesbiche e transessuali.
Ma in una tranquilla stradina della città antica di Yogyakarta un parrucchiere transessuale di 50 anni, Mariyani, ha trasformato il suo salone in una scuola islamica.
Questo è un luogo dove gay, lesbiche e transessuali possono pregare, discutere della loro fede sicuri.
Un omosessuale racconta: “Sono stata battezzata e allevata come cattolica. I miei genitori adottivi erano molto poveri. Da quando ero bambino giocavo con i giocattoli delle ragazze e sapevo sin dall’inizio di avere un cuore e uno spirito di una donna. All’età di tredici anni, anche prima di avere una tessera di identità decisi che mi sarei dovuta provvedere da me.
Questa sera Mariyani ha l’aspetto di una tipica donna di casa indonesiana con un semplice vestito lungo, un fazzoletto sul capo e nessun trucco sul viso. Ma le foto sui muri del negozio mettono in luce un aspetto differente della sua vita. In una di esse, indossa un vestito da sera attillato, color crema che le scende dalle spalle ed un trucco pesante, un rossetto rosso vivo e ombretto blu.
“Avevo venti anni quando decisi di iniziare a vestirmi da donna. Avevo il cuore infranto quando il mio ragazzo sposò una donna. Fu allora che iniziai a incontrare altri transessuali ed entrai nel mondo oscuro della notte. Ho venduto il corpo per sopravvivere. Ho viaggiato per tutta l’Indonesia lavorando nei loghi popolari dei transessuali. Per sopravvivere. Mi sono venduta per meno di dieci centesimi che era il mio prezzo allora” dice ridendo.
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Tag:discriminazione, LGBT, scuola
Scritto Giovedì 30 Dicembre 2010 da Marilena Vettorello

Copertina del libro
A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato.
In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito con la pena di morte (Mauritania, Yemen, Sudan, Arabia Saudita, Iran e alcune regioni della Nigeria e della Somalia).
L’incontro è stato organizzato dallo Sportello Migranti Lgbt di Verona, servizio sorto più di un anno fa e promosso da un cartello di associazioni gay veronesi (Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink) e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione).
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Tag:discriminazione, Leggi, libro
Scritto Domenica 26 Dicembre 2010 da Marilena Vettorello

Nikki Sinclaire
Nikki Sinclaire, deputata europea lesbica, era stata cacciata dal proprio partito in seguito alle accuse di omofobia rivolte ad alcuni eudoparlamentari della Lega Nord.
Rivoltasi al tribunale del lavoro di Exter, il giudice si è espresso in suo favore, dichiarando che la donna era stata oggetto di discriminazioni.
Sinclaire si era rifiutata, nel gennaio scorso, di sedersi accanto ai politici leghisti, razzisti ed omofobi. La sua La decisione era stata giustificata con la domanda ironica: “c’èqualcuno che non capirebbe perchè un nero non vorrebbe sedersi vicino ad un membro del Ku Klux Klan? E allora perchè io dovrei stare accanto a qualcuno che mi vuole morta?”.
Bollata come intollerante dalla maestranze del suo partito, Sinclaire è stata cacciata dall’Upik dal suo leader Nigel Farage.
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Tag:discriminazione, lesbica, personaggi, politica
Scritto Venerdì 17 Dicembre 2010 da Marilena Vettorello

Calcio femminile
Il direttore atletico di un’università americana, Mike Strickland, ha fatto sapere che Howe, allieva dell’ateneo, aveva scelto di sua spontanea volontà di abbandonare la squadra di calcio.
Le versioni sembrano essere però alquanto contrastanti, potrebbe essersi trattato di un episodio di omofobia.
Diversi componenti della squadra di calcio femminile sembrano non concordare con il direttore Strickland convinti che dietro la rinuncia di Howe ci sia il fatto che, qualche giorno prima, la giocatrice avrebbe raccontato agli amministratori scolastici e alla propria squadra di aver intenzione di portare avanti la gravidanza. Una notizia di gioia se non fosse che Howe è una mamma omosessuale e che sta avendo un figlio dalla sua compagna.
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Tag:discriminazione, lesbiche
Scritto Venerdì 17 Dicembre 2010 da Marilena Vettorello

Maria De Filippi
Maria de Filippi non è lesbica, a quanto pare. Nonostante le voci. E alla conduttrice tocca smentire periodicamente questa voce.
Stessa cosa per Oprah Winfrey, che in questi giorni ha rilasciato una intervista alla ABC rispondendo alle critiche di chi dice che sia lesbica.
Due donne di successo. Che una donna sia forte e potente è inaccettabile; se lo sono, allora, devono essere un po’ “uomo”. Perciò devono essere per forza lesbiche!
Con questa voce la De Filippi deve combattere da anni, fin dai tempi del suo straordinario successo con Amici (la prima versione, quella senza canzoni e balletti). Di volta in volta le sono state attribuite relazioni clandestine con donne Mediaset, che secondo le malelingue avrebbero goduto di raccomandazioni che ne avrebbero favorito il successo.
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Tag:discriminazione, donne
Scritto Lunedì 29 Novembre 2010 da Marilena Vettorello

La coppia
Una coppia di lesbiche hanno fatto la storia del Botswana, diventando le prime a rivelare pubblicamente la loro relazione nonostante l’omosessualità sia illegale nel paese.
Onkemetse Pule, 26 anni, e Lawrence Kwataka, 24 anni hanno rilasciato un’intervista ad un giornale locale, “La Voce”, dieci mesi fa, e da allora hanno informato i familiari della loro relazione.
L’omosessualità è attualmente illegale in Botswana, ma le donne hanno ritenuto fosse giunto il momento per loro di mostrare la strada ad altre coppie gay e lesbiche, anche se coloro che vengono trovati impegnati in atti omosessuali possono subire la detenzione.
“La gente dovrebbe sapere che le relazioni lesbiche esistono. E ‘solo che non viene data la possibilità di esprimere nello stesso modo di quelli in un rapporto eterosessuale. Vogliamo gli stessi diritti e la libertà di espressione. Non vogliamo essere arrestate solo per esserci scambiate baci e abbracci, non vogliamo essere considerate criminali solo perchè ci teniamo per mano”.
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Tag:discriminazione, lesbiche
Scritto Martedì 23 Novembre 2010 da Marilena Vettorello

La coppia
Laine Tadlock una ragazza lesbica, educatrice di professione, ha perso il proprio posto di lavoro dopo aver fatto pubblicare un annuncio di nozze sul giornale locale.
La donna è stata licenziata dalla Benedictine University, istituto situato in Illinois e di impianto e tradizione cattolica.
“Non sarebbe stato coerente con la missione dell’Università, vista come istituzione cattolica. Questi aspetti del suo stile di vita sono incompatibili con le fondamentali opinioni cattoliche” questo è stato affermato dai datori di lavoro.
Fonte: www.queerblog.it
(foto http://harvardcrcl.org/wp-content)
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Tag:discriminazione, lesbica
Scritto Lunedì 15 Novembre 2010 da Marilena Vettorello

Diritto di asilo
Nessma Faraj è una ragazza libica arrestata in patria dopo aver annunciato su internet la sua omosessualità, poi violentata e restituita alla famiglia che ha cercato di farla sposare a forza.
In questi giorni e’ arrivata a Metz con un visto Schengen ed e’ stata autorizzata a chiedere asilo in Francia.
La domanda di Nessma e’ appoggiata da 126 associazioni e una ventina di personalità locali. Secondo il Coordinamento lesbico di Francia (Clf), la donna ha presentato alle autorità francesi documenti della polizia libica che provano come sia stata arrestata a causa della sua omosessualità, crimine che in Libia prevede da tre a cinque anni di carcere.
Un recente rapporto dell’Alto commissariato dell’Onu ai rifugiati ha affermato che la situazione dei libici che chiedono asilo in Italia e’ diventata difficile dopo la firma dell’accordo italo-libico di riammissione dei rifugiati in Libia.
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Tag:diritti, discriminazione, lesbica
Scritto Domenica 7 Novembre 2010 da Marilena Vettorello

Finocchio
Arcigay Firenze ha avviato l’operazione “porta un finocchio per Silvio”: ai manifestanti è stato proposto di recarsi a Firenze ieri, sabato 6 novembre, dalle ore 16 in via Cavour 1, davanti alla Prefettura, per protestare in un sit-in contro l’esternazione del premier Silvio Berlusconi “meglio essere appassionati di belle ragazze che gay”, viene infatti chiesto di portare con se’ un finocchio “da far recapitare al Capo del Governo”.
Spiegano gli organizzatori, “regaleremo i finocchi al Presidente del Consiglio, per spiegargli che siamo stanchi di subire discriminazioni, umiliazioni e vessazioni che ogni anno mietono migliaia di vittime tra lesbiche, gay e trans di questo Paese, e che e’ ora di finirla di considerarci cittadini di serie B e di prendere in giro l’Italia e gli italiani”.
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Tag:discriminazione, Eventi
Scritto Mercoledì 13 Ottobre 2010 da Marilena Vettorello

Logo Eurobarometro
Secondo recenti studi condotti dall’associazione Arcigay, l’accesso al mondo del lavoro in Italia per gli omosessuali è molto difficile e non sono rari gli episodi di mobbing e discriminazione sia da parte dei colleghi che dei superiori.
I dati rilevati dall’Eurobarometro collocano l’orientamento sessuale all’ottavo posto tra le cause più citate di potenziale discriminazione quando ci si candida a un lavoro; l’indagine condotta sulle chiamate ricevute alla linea telefonica Gay Help Line, istituita dall’Arcigay, evidenzia che il 30% degli utenti, che hanno chiamato per questioni legate alla sfera legale/lavorativa, ha denunciato casi di discriminazione da parte dei superiori o dei colleghi e il 22% ha dichiarato di aver subito dei veri e propri episodi di mobbing.
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Tag:discriminazione, omosessualità