Per il GenovaPride si attendono 200mila persone

Si stima che arriveranno circa 150/200 mila persone da tutta Italia, sabato al Gay Pride di Genova. L’organizzazione è ottima: 20 pullman sono già stati prenotati e poi auto, treni, camper per partecipare a quello che vuole essere un Gay Pride più politico, rispetto a tutti gli altri.
Andando oltre all’allegria della manifestazione, ci si trova davanti alla rabbia per i diritti negati e si vuole far capire che “L’Italia che fa la differenza è l’Italia dove non si ha paura di chi è diverso da te”.
Omosessuale, nero? Poco importa! La manifestazione è da sempre accusata di essere solo provocatoria, irridente, offensiva. La verità è che siamo stanchi, è ora di smetterla con questa continua “caccia al diverso”, chiunque sia “diverso” è una persona che può arricchire le conoscenze e la cultura di tutti gli altri.

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Gli eventi del Genova Pride Village

Siamo entrati nel clima vero del Pride!
Continuano gli appuntamenti al Genova Pride Village, l’evento di due settimane organizzato in attesa del Pride Nazionale del 27 giugno, quest’anno proprio a Genova. Vi vogliamo rendere partecipi che tra i vari eventi, continuano le presentazioni di libri, tra autori e ospiti, alla Fiera del Libro LGBTQ! E ogni giorno ci si può divertire e socializzare, tra aperitivi pomeridiani e musiche notturne.
Ma la grande attesa è rivolta a mercoledì 24 giugno, all’Arena del Mare del Porto Antico sarà la volta dell’attesissima superospite Dolcenera, che porterà la sua musica nel capoluogo ligure, reduce dal successo sanremese ‘Il mio amore unico’, che ha spopolato poi in radio.

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“Liberi tutti-Libere tutte”: ecco il motto del RomaPride 2009

A Roma si è svolta ieri, sabato 13 giugno, la manifestazione Gaypride “LiberiTutti-LibereTutte”, che ha potuto contare su una madrina d’eccezione come l’attrice Ornella Muti da sempre vicina a gay, lesbiche e trans. La Muti ha segnato la conclusione del Pride a Piazza Navona per poi spostarsi, come ospite d’onore, all’official party, il Muccassassina Pride in Wonderland.
Immancabili i carri allegorici delle associazioni glbt e di quelle vicine al movimento che hanno sfilato per Roma, guidati dal pulman a due piani del comitato RomaPride pieno di Drag Queens vestite con abiti anni ’70 per ricordare i 40anni dai fatti di Stonewall del 1969, ovvero la prima ribellione di lesbiche, gay e trans contro i soprusi della polizia, avvennuti una settimana dopo la morte di Judy Garland.

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Il NapoliPride09: 30 Maggio ed è già polemica.

NapoliPride09

Napoli non ha mai visto un GayPride. Ma ultimamente ha visto aggressioni a coppie LGBT, scritte offensive, casi di grave intolleranza verso gli omosessuali, ma anche verso molte altre minoranze etniche e religiose. E il GayPride di Napoli, previsto per il 30 maggio, vuole essere una manifestazione di massa, che vede coinvolti tutti questi gruppi minori che subiscono pregiudizi, aggressioni e intolleranza quotidiana.
E’ il presidente dell’associazione i Ken Onlus, Carlo Cremona, che ha voluto organizzare questa manifestazione e ora chiede l’appoggio dei sindacati, degli studenti, delle minoranze etniche e religiose. Un GayPride allargato che ha, quindi, giustamente come sottotitolo “Liberi Tutti, Libere Tutte – Parità, dignità, laicità”.
La Camera del Lavoro di Napoli, l’Uds e alcuni gruppi studenteschi hanno già dato il loro appoggio, ma le polemiche non mancano. Nessun attacco frontale alle tematiche omosessuali, ma solo disappunti sulla possibilità di svolgere una manifestazione di questo genere in una città complicata. Sono le parole di Sergio Fedele, dell’associazione Napolipuntoaccapo, che sottolineano come il momento non sia dei migliori:
” A nostro avviso in città non c’è la serenità necessaria per questa ma¬infestazione […] Ci chiediamo so¬lo se alla luce della situazione che si vive e si percepisce in città, sia opportuna. Mi spiego meglio: i bi¬sogni, le necessità, la povertà, le fa¬sce di disagio sono troppo ampie. Se si vuole fare il gay pride, chiu¬so, a tratti anche folkloristico, ci sembra poco adatto al momento. Sarebbe recepito male dai cittadi¬ni. E sarebbe a rischio anche il lo¬ro messaggio».
D’altro canto, però, è indiscutibile l’esigenza di una città come Napoli, e della Campania tutta, di avere un proprio GayPride, ovvero la possibilità di esprimere liberamente la propria condizione emarginata in una città che ancora fatica a tollerare le differenze.
E sono le parole del presidente Carlo Cremona che invogliano ad abbandonare gli indugi e le paure, forse fondate, per fare un passo verso il cambiamento:
“Sono molto entusiaste ed ottimista del clima attorno a noi ed alla nostra idea di convocare un Napoli Pride regionale che abbia più ambizioni insieme. Ovviamente si parte dal riconoscimento dei diritti negati a gay lesbiche e trans per poi affrontare tutti i temi delle culture differenti dei gruppi sociali emergenti. Inoltre è voluta per sostenere la partecipazione di Napoli al Roma Pride09 e per informare sul Genova Pride.
La nostra parola d’ordine, condivisa da tutti e tutte è SOLIDARIETA’ tra tutti e tutte a prescindere dalla propria condizione, orientamento sessuale o religioso, di genere, d’identità di genere, di razza e di cittadinanza. Il nostro motto è AL NAPOLI PRIDE 09, Liberi Tutti e Libere Tutte – Parità,Dignità, Laicità.
Vogliamo manifestare il nostro dissenso ad una idea di società omologata e grigia e manifesteremo per dimostrare che in ciascuno di noi c’è una ricchezza inalienabile e differente necessaria per costruire la rinascita sociale e culturale della nostra regione. E’ fondamentale il sostegno della CGIL Napoli, degli Studenti Medi dell’UDS e del Comitato Candelora Day di Avellino, storici alleati di i Ken per le battaglie dei Nuovi Diritti, ad esse tanti nuovi alleati da tante città della provincia di Napoli e della Campania.
Insieme c’impegneremo per ampliare e condividere quanto più possibile questa manifestazione.
Ci ha stupito, ma non troppo, l’assenza silente di alcuni Enti Locali che dichiarano di essere schierati in prima linea per la politiche di parità LGT, li esortiamo a rompere gli indugi, perché il Pride non è una
manifestazione di qualcuno ma è e deve essere il luogo di tutti e tutte.
Il Napoli Pride 09 rappresenta questa occasione, è una proposta all’UNITA’ su di un medesimo obiettivo il
diritto Costituzionale all’essere soggetto di diritto, cui si procederà coordinati e differenti,ciascuno e ciascuna attraverso i propri linguaggi e le proprie modalità ciascuno e ciascuna con la propria differenza”.
L’associazione i Ken ha inoltre indetto un sondaggio sul proprio sito nel quale raccolgono le opinioni della gente in merito alla fattibilità del GayPride a Napoli. La vostra adesione può essere fondamentale per la riuscita di questa manifestazione che io spero possa avere il riscontro desiderato e possa diventare seriamente un riscatto e una ragione di speranza.