Chicago cubs comprati da una lesbica

Chicago_cubs_1Laura Ricketts, 41 anni, è la prima lesbica a possedere un team sportivo. Laura fa parte del comitato direttivo di “Lambda Legal”, una associazione nazionale che offre assistenza legale gratuita alle persone lgbt, e che è stata protagonista di importanti processi.
Ora la donna ha comprato insieme ai fratelli Pete, Tom e Todd, una famosa squadra di baseball americana, i Chicago Cubs.
La famiglia ha sborsato 845 milioni di dollari per l’acquisto della squadra.
Purtroppo il fratello maggiore di Laura, Pete, non ha gli stessi ideali della sorella, infatti è repubblicano conservatore e si oppone al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Marito scaricato si vendica pubblicando video hard

E’ stato reso pubblico ieri dal quotidiano ‘Bresciaoggi’: una donna sposata ha scaricato il marito impiegato più che trentenne perchè amava un’altra donna. Il marito cornuto ha scoperto la relazione saffica della moglie dopo aver installato una spycam nella camera da letto della ex moglie.
Il marito ha poi pensato di vendicarsi pubblicando il filmato amatoriale hard-lesbo in un sito pornografico con i nomi e cognomi delle due donne. Un amico della donna sposata ha scoperto il filmato amatoriale nel sito a luci rosse ed ha subito avvertito la donna. L’ex moglie si è presentata in questura e ha denunciato l’ex marito per stalking, per molestie nei suoi confronti. Non si esclude che la denuncia venga presentata anche dall’altra donna. Il caso finirà in tribunale.

Lizzy the lezzy

Lizzy the Lezzy è una sfrontatissima e orgogliosa lesbica israeliana che non ha paura di dire quello che pensa. E’ un cartone animato ideato da Ruth Selwyn.

Non è ancora conosciuta al grande pubblico lesbico italiano questa piccola donna israeliana, irriverente, divertente, spietata e realista su tutto quello che è il mondo omosessuale femminile. E’ lesbica e non si vergogna a dirlo.

Lizzy the Lezzy (Lizzy la Lesbica) ama le donne, fare sesso con le donne e appena può ci racconta le sue ultime storie senza risparmiarci i dettagli più piccanti o scabrosi. Non tollera gli uomini e la loro visione delle lesbiche e glielo dice in faccia senza mezzi termini.
E anche lei è dell’idea che “tutte sono etero finché non lo sono più” (come diceva Alice in L Word) e sulle sue amiche eterosessuali ce ne racconta di tutti i colori.

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Miss Lesbica 2009

La nuova reginetta lesbo italiana si chiama Carole Sanchez, arriva da Marsiglia ma vive ad Empoli.
Ha 24 anni, è restauratrice architettonica e per hobby pratica il climbing e la giocoliera.
Segno zodiacale: Ariete. Ha conquistato il titolo nella settima edizione di Miss Gaya, tenutasi al Mamamia di Torre del Lago.
Sette ragazze, tra i 21 e i 25 anni, provenienti da Bologna, Genova, Spezia, Empoli, Barga, Livorno, si sono sfidate nell’ultima serata della manifestazione orchestrata dalla star delle drag queen versiliane, Regina Miami, e condotta da Katia Beni.
Una giura presieduta da Regina Maiami e composta da dieci donne, tra cui rappresentanti della carta stampata e dei media televisivi, ha eletto la vincitrice di questa edizione. Brunetta e simpatica, ha detto, nel corso della premiazione, di essere felicemente fidanzata con una ragazza di Montelupo e di trovarsi bene qui da noi.
Si è trasferita in Italia da tre anni per amore, lavoro e studio, e in Francia si è sempre occupata di ricerche di storia dell’arte italiana. Omosessuale da sempre, fidanzata, ha tutte le intenzioni di rimanere in Italia.
Premio per la vincitrice del concorso: un bel weekend in una capitale europea a scelta.

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Una Vescova lesbica

Eva Brunne. 55anni. Stoccolma. La prima vescova lesbica al mondo.
Eva ha detto: “Una volta che si è battezzati, nessuno può venire a dire che non si può essere parte della Chiesa, perché accade che ci si scopre gay, bisex o transessuali”.
E’stata eletta vescovo della chiesa luterana il 23 maggio scorso. Ha una compagna più giovane, Gunilla Linden, che tre anni fa ha partorito il loro bambino. La loro coppia è registrata al comune e “benedetta” dalla chiesa.
In autunno, il Sinodo luterano sarà chiamato a pronunciarsi sulla celebrazione di matrimoni per gay e lesbiche. “Martin Lutero ci ha insegnato che chiunque può prendere una posizione in merito alla fede e alla Bibbia” argomenta lei rispondendo a quelli che sostengono che negli antichi testi non c’è traccia di matrimoni tra persone dello stesso sesso. E anche nella progressista Svezia – dove il clero femminile esiste da mezzo secolo – si è creato uno scandalo che la Chiesa luterana non riesce più a superare.
Eva Brunne ha ottenuto 412 voti contro i 365 del principale contendente, il reverendo Hans Ulfvebrand. Ma i suoi avversari hanno presentato ben sei ricorsi per invalidare lo scrutinio.
Ufficialmente, la guerra per il vescovato di Stoccolma si combatte intorno a cavilli giuridici e riconteggi dei voti.

La nuova campagna contro le discriminazioni in Italia

“Ci chiami sporco negro e lesbica schifosa. Ma ti offendi se ti chiamano italiano mafioso”?

Questa è la campagna dell’Arci contro tutte le discriminazioni che è stata presentata presso la Camera dei Deputati. Si parla di ogni tipo di razzismo, per le persone di colore, per gli omosessuali, si tocca ogni punto. Il razzismo è un boomerang, prima o poi ti ritorna.
A concedere il proprio volto per questa campagna sono stati gli onorevoli Anna Paola Concia (lesbica) e Jean Leonard Touadì (di colore). In manifesti che saranno affissi in tutta Italia, i due onorevoli sono fotografati mezzi nudi e accompagnati dallo slogan riportato sopra.

Concia e Touadì hanno deciso di aderire a questa campagna contro le discriminazioni mettendoci la faccia (e anche qualcosa di più!). Secondo gli organizzatori tale campagna potrebbe servire per cercare di contrastare una cultura preoccupante, un imbarbarimento delle relazioni sociali, una chiusura verso tutti ciò che si vedere nel diverso, il nemico da cui difendersi.

LESBICA: una parola offensiva o solo quello che siamo?

lesbica

La questione del come definirci, quale termine usare e come usarlo, l’inclinazione della testa e la rotazione degli occhi mentre la pronunciamo è una questione spinosa, sia a livello sociale che personale.
E’ l’imbarazzo che genera il termine in se’ o l’accusa che sembra esserci nascosta dietro? E’ un’etichetta da portare senza vergogna o la vergogna la troviamo negli occhi di chi la pronuncia per parlare di noi?
Insomma siamo “lesbiche” o “donne orientate all’omosessualità”? E, soprattutto, che differenza c’è, in sostanza?
Queste sono le classiche domande che ci siamo fatte, che ci hanno fatto e che si fanno le persone che omosessuali non sono.
Lo vedi quando un amico cerca un termine per definirti, come se dire “lesbica” fosse un’offesa. Ma chi l’ha deciso?
Dal dizionario della lingua italiana il termine “lesbica” significa, testualmente: donna che pratica l’omosessualità. Definizione perfetta. Siamo lesbiche. Perché credo che il primo passo sia chiamare le cose con il loro nome. E questo è il nostro nome. E’ una parola pulita, energica, significativa e con un grande riflesso poetico, romantico e storico. Una parola che si porta dietro millenni di storia, la storia precedente al cristianesimo, quando ancora essere omosessuali era comune, normale, accettato.
La vergogna, l’offesa, sta tutta e solo negli occhi, nel tono, nei gesti di chi la pronuncia.
Quindi, non tanto per noi, ma soprattutto per chi ci circonda, che si trova sempre in difficoltà per paura della nostra reazione… Urliamo come vogliamo essere chiamate!!!

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