Francesco Zanardi è stato aggredito

Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Francesco Zanardi, il ragazzo omosessuale di Savona noto alla cronaca sia per le sue battaglie per l’affermazione dei gay che per la sua denuncia contro i preti pedofili, è stato aggredito davanti al portone di casa sua.

“Non so chi fossero e neppure mi spiego i motivi dell’aggressione – ha detto Zanardi -. Spero che non c’entrino con la battaglia che sto conducendo in questi mesi sulla questione dei preti e della pedofilia. Ma né le minacce che ricevo continuamente né la violenza, potranno farmi recedere dalla mia iniziativa”.

Fone: www.ivg.it
(foto ©fiaccoladeidiritti.wordpress.com)

Francesco e Manuel si sposano!

Oggi, Mercoledì 10 marzo 2010, Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi si uniranno in matrimonio.
Appuntamento alle ore 16 presso Villa Cambiaso a Savona.
Le firme degli atti saranno invece ufficializzate a largo delle coste Liguri in modo tale di poter rendere valida l’unione.

Una celebrazione importante sia per la coppia che potrà convalidare ufficiosamente la propria unione, ma anche per la comunità LGBT, i cui sono spesso e volentieri snobbati nel nostro paese. Questo evento rappresenterà un forte gesto di protesta contro lo stato che per il monento non ammette matrimoni omosessuali.

Tanti auguri ragazzi!

(foto ©static.ivg.it)

Francesco e Manuel chiedono asilo politico in Spagna

francesco&manuelFrancesco Zanardi e il suo compagno Manuel Incorvaia hanno chiesto asilo politico in Spagna.
“Il governo italiano ci sta lasciando morire di fame”, hanno detto. Francesco è in sciopero della fame da 31 giorni.
La coppia ha inviato una lettera all’ambasciata spagnola in Italia lamentando il fatto che nonostante i numerosi appelli all’istituzione italiana, nessuno è mai intervenuto. La situazione in italia è veramente grave, nel resto d’europa si parla continuamente di questo sciopero, qui da noi c’è quasi il silenzio stampa.
Francesco e Manuel chiedono quindi asilo politico in Spagna, perché in base alla Convenzione di Ginevra si ritengono perseguitati dallo Stato italiano in quanto omosessuali e quindi “per l’appartenenza a un determinato gruppo sociale”.

Fonte:www.ivg.it
Foto: familygayverona.blogspot.com

Coraggio Francesco!

plaq19Mi trovo spesso a parlare dei ragazzi di Savona che stanno affrontando una prova davvero impegnativa e difficile.
Vorrei che il loro sforzo facesse parlare di più, di più e ancora di più, fino a raggiungere l’obiettivo per cui hanno iniziato questo sciopero della fame, che ormai per Francesco dura da ben 19 giorni. Manuel ha dovuto riprendere a mangiare per motivi di salute. Ma è continuamente vicino al suo compagno.
Sono contenta che finalmente “La Repubblica” ne abbia parlato in maniera evidente.
In questi giorni ho sempre controllato i quotidiani, ma la notizia dell’impegno dei ragazzi è girata di bocca in bocca delle realtà che si occupano di omosessualità. E niente più.

Intanto Francesco è dimagrito di nove chili. Tra capogiri e mal di stomaco continua la battaglia.
Ha scritto al presidente della Repubblica, all’Unione Europea ed alle segreterie di tutti i partiti.
Settemila mail al Parlamento europeo; un paio di migliaia ai parlamentari italiani; tremila ai media nazionali.
Ha ricevuto moltissimi attestati di solidarietà da organizzazioni omosessuali e da semplici cittadini; da sacerdoti di strada come don Franco Barbero, leader della Comunità cristiane di base, e da politici o ex parlamentari che da sempre sono sensibili al problema (Paola Concia, Franco Grillini e Vladimir Luxuria).
Eppure il parlamento ancora tace.
Le unioni civili sono regolarizzate praticamente in tutta l’Unione Europea.
Addirittura le coppie dello stesso sesso si possono sposare in Olanda, Belgio, Norvegia e Spagna. In Italia no.
In Italia esistono presso alcuni amministrazioni comunali registri in cui si certifica la convivenza ma senza riflessi civili sulle proprietà dei due o sul loro sistema pensionistico.

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Dura da 10 giorni lo sciopero della fame di Manuel e Francesco

de286a87f2b63c01b9d7d85bbcd7cdc2_smallFrancesco e Manuel non cedono. Dal 4 gennaio stanno facendo lo sciopero della fame per lottare a favore dei che vengono negati agli omosessuali.
Inizialmente il loro gesto non ha avuto un gran seguito, solo qualche associazione locale li ha sostenuti. Ma poco per volta, nel corso dei giorni, altre realtà più grandi e maggiormante riconosciute si stanno accorgendo di loro.
Martedì 12 gennaio associazioni e cittadini LGBT hanno organizzato in varie città italiane (Roma, Genova, Savona, Milano, Bologna, Firenze, Catana, Pisa, Bari, Torino Napoli) dei sit-in per manifestare la loro solidarietà nei confronti della coppia savonese.
A Roma, sono scese in piazza gli esponenti del PD Ivan Scalfarotto e Cristiana Alicata, L’associazione Certi e Vladimir Luxuria.
Purtroppo ci sono anche molti che li criticano e boicottano. Primi fra tutti i mass media di tutta Italia che mantengono il più totale silenzio sullo sciopero.
Intanto i ragazzi stanno bene, hanno dichiararto in varie interviste. Preferiscono parlare la mattina, perchè nel pomeriggio si sentono stanchi.
Potete seguirli su facebookGay Italiani (http://www.facebook.com/#/group.php?gid=134854981839 ) ma anche in diretta su www.glbt-tv.it

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