In Massachussetts lesbica candidata al senato

E.Dennis Simmons

E.Dennis Simmons

E. Dennis Simmons, ex sindaco di Cambridge (Massachusetts), il primo sindaco afroamericano donna e lesbica dichiarata, ha annunciato, lo scorso venerdì di essersi candidata al senato dello stato del Massachusetts.
In totale sono 10 i candidati a senatore.
Per la Simmons sarà una dura lotta. Le primarie si svolgeranno il 13 aprile con le elezioni generali previste per l’11 maggio.
La donna era stata nominata dai suoi colleghi del consiglio della città di Cambridge ad eseguire la carica di sindaco per il periodo 2008-2009. Adesso sta perseguendo la sua quinta nomina nel consiglio.

Fonte: gaywave.it
(foto ©www.cultura-gay.com)

Matrimoni gay: un altro sì viene dal Vermont.

schema USA

Sono ormai 4 i Paesi degli USA che permettono il matrimonio per le coppie omosex: Iowa, Connecticut, Massachusetts e Vermont.
Il Vermont, infatti, ha finalmente approvato la nuova legge, ma non senza complicazioni.
La legge era già stata approvata dalla Camera e dal Parlamento, ma si era scontrata con il veto posto dal governatore repubblicano Jim Douglas. Il governatore aveva argomentato la sua decisione asserendo che il Paese aveva già una legge che tutela le unioni delle coppie gay.
Si era quindi temuto che la legge non riuscisse ad arrivare alla luce, poiché le norme del Vermont, nei casi di veto del Governatore, prevedono una nuova votazione alla Camera e al Parlamento che deve totalizzare almeno 2/3 dei voti a favore.Il Parlamento non dava pensieri, in quanto già alla prima votazione si erano raggiunti 26 voti favorevoli su 30. Il problema poteva nascere alla Camera dove erano necessari 100 voti a favore, ma nella prima votazione se ne erano raggiunti solo 95. Pochi voti mancanti, certo, ma sufficienti a far naufragare la nuova normativa.
E, invece, il provvedimento è passato anche alla Camera e il Vermont è ufficialmente il quarto Stato americano a permettere ai gay di sposarsi. Ma, doveroso sottolinearlo, il Vermont è il primo stato che approva il matrimonio gay grazie al voto parlamentare regolare e non con sentenze della Corte Suprema; un dettaglio che fa onore a tutti i membri delle Camere che hanno dimostrato coraggio, anche nello schierarsi contro il governatore, e grande senso sociale.
Un altro passo avanti, senz’altro, ma non dimentichiamo che gli Stati Uniti contano oltre 50 stati membri.