Scritto Martedì 12 Gennaio 2010 da Marilena Vettorello
Lo sappiamo…la Carfagna non cede….non tollera…è contraria….
In un’intervista al settimanale Gioia dichiara:
“Ho voluto una grande campagna contro l’omofobia ma nei prossimi anni non concederò patrocini al Gaypride. Sono contraria ai matrimoni e alle adozioni omosessuali, però a favore di norme che permettano alle coppie omosessuali di stare vicine nei momenti gravi della vita, per esempio in ospedale e in carcere”
…..insomma….insieme solo nella cattiva sorte…
Ma lasciamo perdere queste incoerenti dichiarazioni…meglio focalizzarci su un argomento positivo:è vero che il ministro sta tentando di contrastare l’omofobia. Per fare ciò ha messo a disposizione un numero verde, già da tempo utilizzato per dare la possibilità a chi ne avesse la necessità, di denunciare episodi di razzismo e discriminazione.
Il numero verde 800.90.10.10 raccoglie segnalazioni, denunce e testimonianze su fatti che pregiudicano, per motivi di razza o origine etnica, la parità di trattamento tra le persone; offre assistenza alle vittime delle discriminazioni fornendo informazioni, orientamento e supporto.
Scritto Venerdì 13 Novembre 2009 da Marilena Vettorello
<a href='http://www.youtube.com/watch?v=tJuY9UTcluY&feature=player_embedded‘ >Rifiuta l\'omofobia
Presentato di recente, è lo spot contro l’omofobia proposto dal minitero delle pari opportunità.
Cosa ve ne pare?
Io avrei qualcosa da dire.
Lo trovo davvero importante perchè è “la prima campagna contro l’omofobia organizzata da un governo in Italia”, come ha spiegato la Carfagna. Però mi sembra proprio brutto e mal interpretabile.
Innanzitutto mi mette una certa angoscia: l’ambiente ospedaliero, l’ambulanza, la sirena….
A me sono arrivati questi messaggi:
-se ha bisogno di qualcuno perchè sei in pericolo, non importa l’orientamento sessuale di quel qualcuno, basta che ti aiuti (messaggio egoistico, limitante, riduttivo)
-non importa cosa fai in privato, basta che non me lo fai vedere (messaggio 1 pò bigotto di chi si mostra onesto e in ordine in pubblico, e poi in privato è tutt’altro che un santo)
-l’orientamento sessuale è presente nel codice genetico, come il colore dei capelli, o la lunghezza dei piedi (anche qui nn sono completamente d’accordo, l’omosessualità può essere anche una scelta)
se sei omofobico sei diverso, diverso è brutto, quindi non esserlo!(diverso è bello, è natura, ricchezza. Poi la parola “diverso ricorda il mdo in cui vengono chiamati gli omosessuali, così mi fa pensare che se diverso è brutto anche omosessuale è brutto)
Nnostante tutto però rigrazio il ministro per il suo tentativo…
Scritto Mercoledì 14 Ottobre 2009 da Marilena Vettorello
Da gaynews24.com
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno all’indomani della bocciatura della legge sull’omofobia alla Camera ha dichiarato “Avrei votato no, quindi avrei votato contro la legge nella quale sono stati inseriti una serie di elementi legati non solo ad aggravanti per violenze reali ma anche per questioni di carattere morale e discriminatorie, questioni, queste, fumose che possono aprire la porta a interpretazioni confuse”. ”Io sono favorevole – ha aggiunto – all’aggravante per i reati di violenza. Ma su accezioni ampie sono assolutamente contrario e quindi – ha concluso – avrei votato anch’io per la pregiudiziale”.
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“Alemanno contro la legge sull’omofobia? Per citare le parole di Berlusconi, capo del partito a cui appartiene il sindaco di Roma, questa volta Alemanno ha davvero sputtanato Roma. Le dichiarazioni di oggi sono, infatti, una clamorosa smentita delle precedenti posizioni assunte dal Sindaco all’indomani delle aggressioni omofobe avvenute nella Capitale e confermate dalla sua adesione all’appello contro l’intolleranza, firmato in occasione della fiaccolata del 24 settembre. Ancora una volta Alemanno predica bene e razzola male”. E’ quanto dichiara in una nota Massimiliano Valeriani, consigliere del Pd al Comune di Roma.
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Scritto Lunedì 7 Settembre 2009 da Marilena Vettorello
Domani, 8 settembre, su Rai 3 alle ore 11,00, nella trasmissione “Cominciamo bene estate” si parlerà di omofobia, famiglia, coppie di fatto e rapporto Chiesa-diversità.
Nel corso della trasmissione Martina Castellana (PdL) si confronterà con Vladimir Luxuria, Rocco Buttiglione (UDC), Paola Concia (PD), Annamaria Bernardini de Pace, Aurelio Mancuso e Laura Ravetto (PdL). A tal proposito Martina Castellana commenta:
Sarà un divertente “scontro politicamente trasversale” su temi delicatissimi sui quali c’è necessità di dibattito aperto, maturo e all’avanguardia. Spero di poter evidenziare in questa sede l’importanza della “cultura delle differenze” quale unica soluzione al problema dell’omofobia e quale unico e fondamentale punto di partenza per tutte le discussioni sui diritti civili delle coppie di fatto e sul rapporto tra Chiesa e “altro”.
Scritto Sabato 20 Giugno 2009 da Alessandra Battistini
Sono passati gli anni e nessuno ha reagito, tutti hanno finto di non accorgersi di nulla. Siamo nella facoltà di lingue e letterature straniere di Cagliari dove gli studenti devono obbligatoriamente portare agli esami un libro dal titolo “Ambiente, conflitto e sviluppo: le Isole Britanniche nel contesto della globalizzazione”. L’autore è il professor Biagini e in quel testo è possibile trovare la tesi sulla società laicizzata, tenendo presente che quest’ ultima avrebbe portato la decadenza spirituale dell’uomo, avrebbe allontanato l’essere umano da Dio. Il libro è frutto di 23 anni di studio, si schiera contro la modernità, un repertorio di razzismo e omofobia, un’inesauribile lista di nemici della spiritualità cattolica, tutti ritenuti colpevoli di aver portato l’uomo lontano da Dio e fuori dall’influenza del cattolicesimo.
Stanchi di tutto ciò, un gruppo di studenti ha scritto una lettera per dire che non ne possono più di studiare su quel libro. Dopo aver elencato le tesi del professor Biagini sull’eretico Giordano Bruno “tanto caro agli anticattolici“ e sull’omosessualismo e femminismo, “che porteranno all’estinzione della popolazione dell’Europa Occidentale“, la lettera è stata spedita. Gli studenti hanno chiesto che vengano adottati provvedimenti affinché non debbano più studiare da un testo fazioso che paralizza il pensiero critico e il contraddittorio, che svilisce la dignità dello studente e dell’insegnamento universitario che dovrebbe ricevere.
Scritto Venerdì 19 Giugno 2009 da Alessandra Battistini
Si aggira con i capelli ossigenati, un caschetto non degno della mitica Carrà, è così che in America, Brüno, un giornalista gay che si occupa di moda, espertissimo di gusti e tendenze omosessuali si presenta a tutti. Per ora è stato censurato e i minori di 17 anni non accompagnati da un adulto non potranno vederlo al cinema. Brüno arriva sugli schermi Usa dal 10 luglio, è l’ultima “creazione” dell’attore britannico Sacha Baron Cohen, quello di Borat per intenderci.
Il 37enne apre le porte ad una satira senza freni, scostumata, capace con volgarità di ignorare qualsiasi divieto hollywoodiano. La Universal ha pagato 43 milioni di dollari per i diritti del personaggio anche se non distribuirà la pellicola in molti paesi perché Sacha e il regista Larry Charles l’hanno prevenduta a diverse società (Medusa in Italia).
Scritto Martedì 16 Giugno 2009 da Alessandra Battistini
Prendi un ristorante a caso, gestito però da Athos Pastechi, consigliere del Pdl (insomma non una persona a caso); prendi una serata qualsiasi, dominata da calma apparente, che si conclude però con l’allontanamento di una coppia di eterosessuali particolarmente brontoloni perché circondati da omosessuali. Il ristorante non è gay, Pastechi stesso non è gay, chi lavora per lui non è gay, anzi. Ma partiamo con ordine.
E’ sabato sera, il ristorante è pieno. Entra in scena una coppia, marito e moglie, che volevano cenare, ma non avevano alcuna prenotazione. Il ristorante contava almeno un’ottantina di persone: in mezzo ad esse vi era una tavolata di 30 ragazze che festeggiavano un compleanno, e altre tavolate di ragazzi. Tirando le somme, giusto per capirci meglio, nel ristorante vi saranno stati solo una decina di etero. Si è liberato un tavolo e marito e moglie si sono seduti, ma non gradendo il posto assegnatoli si sono spostati. “Mio nipote era a cena da me e mi ha detto ‘Guarda che quelli si lamentano, hanno detto che qui è pieno di F…’”, racconta Pastechi.