Le pratiche sessuali lesbiche

L’omosessualità femminile, o lesbismo, solleva spesso molti interrogativi, anche se è frequente quanto l’omosessualità maschile. Come si svolgono i rapporti sessuali tra donne? Il piacere è lo stesso?

Alcuni tipi di pratiche sessuali
Il tatto – Le carezze hanno un ruolo importante nei rapporti sessuali tra donne, forse maggiore rispetto a quello che hanno per le coppie eterosessuali. Le mani partecipano enormemente nella loro vita sessuale: l’atto amoroso tra donne è costituito in gran parte dai preliminari. Masturbazione reciproca, tenerezze: le lesbiche hanno la reputazione di essere donne dolci e tenere …
Gli sfregamenti – Nell’antica Grecia, il lesbismo era chiamato tribadismo, dal greco trìbein, che significa “sfregare”. Questa parola oggi non si usa più. Tuttavia in alcune lingue, come l’inglese o il tedesco, questo termine designa ormai una pratica sessuale lesbica: l’atto compiuto da due donne che sfregano i propri genitali gli uni contro gli altri.
La bocca – Tantissimi baci. Il piacere provocato dai baci è molto importante durante i rapporti sessuali tra lesbiche. Baci, cunnilingus,anulingus: queste pratiche sono comuni alle coppie eterosessuali e lesbiche.
La penetrazione – il ricorso alla penetrazione esiste anche per le coppie lesbiche, ed è anche sistematico. Anale o vaginale, la penetrazione si può fare con le dita, la mano, la lingua o con oggetti sessuali come i sex toys, dildi.. si parla anche di fist-fucking, una pratica che consiste nell’introdurre la mano o il pugno nella vagina della partner. Si tratta di una pratica pericolosa, che può causare lesioni alle mucose, irritazioni o infezioni, gravi contusioni e, addirittura, la sterilità.

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Yuri

Da “Wikipedia”
Yuri, anche conosciuto con la costruzione wasei-eigo Girls Love, è un termine giapponese che indica comunemente relazioni omosessuali tra donne o ragazze in anime, manga e altri media giapponesi.
Il genere yuri enfatizza sia la parte sessuale che quella romantica-emotiva delle relazioni tra donne, ma nella cultura occidentale, quest’ultimo aspetto viene scisso e chiamato shōjo-ai.
Il termine yuri letteralmente ha il significato di giglio ed è piuttosto comune come nome personale femminile.
Nel 1971, Itou Bungaku (editore della rivista Barazoku, una delle prime pubblicazioni rivolte a ragazzi omosessuali), utilizzò i termini “Barazoku” e “Yurizoku” per riferirsi rispettivamente ai ragazzi e alle ragazze omosessuali.
In seguito, la particella “-zoku” (letteralmente tribù) andò perduta e rimase l’abitudine ad utilizzare il termine “yuri” per riferirsi a tutti quei prodotti che rappresentano amore, desiderio, attrazione fra le donne, così come è spiegato presso il sito Yuricon, che è ritenuto un punto di raccordo fondamentale nella rete per tutto quanto concerne il genere.
Lo yuri non è un genere definito dal sesso o dall’età degli spettatori, ma dalla *percezione* degli spettatori stessi.
Possiamo, se si vuole, differenziare fra “shounen yuri” (scritto da uomini per uomini); “shoujo yuri” (scritto da donne per donne) e ciò che noi di Yuricon chiamiamo “yuri puro” (scritto da lesbiche per lesbiche). Ma tutti questi sottogeneri sono comunque sempre yuri. In definitiva, è yuri ogni storia con donne innamorate di (o che provano attrazione sessuale verso) altre donne. » (Yurikon )
Il termine yuri è divenuto sinonimo di tutto ciò che riguarda la rappresentazione dell’amore, del desiderio e dell’attrazione fra donne, nel mondo mediatico.
Infatti, va sottolineato come con il trascorrere del tempo esso abbia assunto anche valore di aggettivo, quale sinonimo di omosessuale, in chiave ovviamente femminile.
Va anche detto che le ragazze omosessuali o bisessuali giapponesi per descrivere sé stesse invece usano i prestiti linguistici dall’inglese lez, o lesbian, oppure utilizzano parole appartenenti al gergo omosessuale, come nabe.

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Miss California dice no ai matrimoni gay e perde la corona!

Per la nuova Barbie, Miss California Carrie Prejean, le cose non sono finite bene. Aveva commesso l’errore di esprimere la propria contrarietà ai matrimoni gay. Forse non si era resa conto di aver detto una cosa davvero troppo pesante per poter passare inosservata. Cattiva bambina!

E’ arrivata la notizia della sua detronizzazione da Miss. Ufficialmente il Produttore Esecutivo di Miss California Keith Lewis ha dichiarato che: “E’ stata una decisione basata solo su violazioni di contratto”.
Sembrerebbe quindi che la perdita della corona e il conseguente “licenziamento” sia avvenuto dopo che la Prejean si è rifiutata di presenziare come Miss California ad alcuni eventi. Sembrerebbe quindi che il potere del mondo gay non abbia nulla a che fare con questa storia, ma è altrettanto possibile che la Miss abbia temuto rappresaglie nel caso in cui si fosse esposta pubblicamente.
In ogni caso poco importa, è arrivata lo stesso una “punizione divina” che ha colpito la povera Carrie, l’ha travolta portando con se la corona e lasciandola sola a giocare. Del resto l’unica cosa che ha in testa sono i suoi capelli biondi!

Sei omosessuale? Allora ti rinchiudo!

I genitori avevano scoperto della sua omosessualità e da allora ha avuto inizio il suo terribile percorso; al tempo Ana Dragicevic aveva poco più di 16 anni quando venne rinchiusa in un manicomio dove sarebbe rimasta per ben 5 anni.
Appena uscita dal manicomio, la ragazza si racconta e interrompe così il suo silenzio: “Mi hanno rovinato l’adolescenza, non ho finito la scuola, ho incubi continui. Cercherò comunque di continuare a vivere”.

Fortunatamente è intervenuta la corte distrettuale di Fiume in Croazia e non solo è riuscita a farla uscire, ma ha anche incriminato l’ospedale pschiatrico. Ma la cosa più atroce e che mi terrorizza è che a farla dichiarare pazza sono stati proprio i suoi genitori, che l’accusavano di essere anche tossicodipendente. L’amore per un figlio dovrebbe essere incondizionato. O no?
Ana racconta che all’ospedale psichiatrico hanno cercato di curare la sua omosessualità e che le rivolgevano sempre domande del tipo “sceglieresti un uomo o una donna come partner?”La ragazza è stata anche costretta a dire che era tossicodipendente. E’ stata tenuta in isolamento, le hanno messo la camicia di forza, le hanno fatto iniezioni e imbottita di medicine.
Adesso Ana vive da sola in un piccolo appartamento e cerca di mettersi alle spalle questa triste vicenda, tentando di rifarsi una vita. Per quanto poco possa valere, ha tutto il mio sostegno, il nostro sostegno!

Kelly McGillis, star di Top Gun, si dichiara

Kelly McGillis (52anni) famosa per aver interpretato un ruolo in ‘Top Gun’ al fianco di Tom Cruise e in ‘Sotto Accusa’ con Jodie Foster è uscita allo scoperto: “Ci è voluto molto tempo perché io accettassi la mia omosessualità, ma sento il bisogno di essere sincera con me stessa e con gli altri”.
Che fosse attratta dalle donne ed è in cerca dell’anima gemella, a Hollywood, lo sospettavano tutti da tempo; la conferma è però arrivata da un’intervista recente. Ve la ricordate in ‘La maschera di scimmia’? In quel film vestiva i panni di un’insegnante universitaria, pronta ad intraprende una relazione lesbo con una detective. Quel ruolo le sarà servito?

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“Luca era gay” vince il premio Mogol. Luxuria non ci sta

Come ricorderete Povia, con il brano “Luca era gay”, si è presentato allo scorso festival di Sanremo. Forse alcuni di voi non sanno che lo stesso autore e cantante ha vinto la seconda edizione del Premio Mogol!
Ha avuto la meglio sulle altre cinque canzoni finaliste quali “Egocentrica” di Simona Molinari, “Tutto l’universo obbedisce all’amore” di Franco Battiato, “Il Paradiso dei calzini” di Vinicio Capossela, “A te” di Jovanotti, e “Sincerità” di Arisa.

“Di fronte a questa scelta mi viene da dire soltanto che Mogol dovrebbe rileggere un po’ dei suoi stessi testi. Perché o li rinnega o davvero non so cosa gli stia accadendo”, è il commento di Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione Comunista ed una delle maggiori esponenti del movimento gay italiano.
“Mi sembra la dimostrazione che purtroppo non sempre la maturità anagrafica rispecchia la maturità artistica. E che Mogol si è scordato del Mogol di qualche anno fa. Qualche anno fa, insieme ad Ambra Angiolini, ho fatto un musical che si chiamava ‘Emozioni’ e che si basava proprio sulle splendide canzoni nate da uno dei più bei matrimoni artistici della musica italiana, quello tra Mogol e Battisti. Tra i testi che scegliemmo c’erano anche canzoni come ‘Il giardino dei ciliegi’, dove si sottolinea che ‘le anime non hanno sesso…’ e ‘Questione di cellule’ dove si legge: ‘non è questione di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è di non vivere a metà’. Ecco a Mogol voglio rispondere con le sue parole. Infine, al di là dell’argomento della canzone di Povia, il testo è brutto, banale, con rime scontate. I testi contenuti nei baci perugina sono più elevati”, conclude Luxuria.

Serata all’insegna dell’omofobia anche al ristorante

Prendi un ristorante a caso, gestito però da Athos Pastechi, consigliere del Pdl (insomma non una persona a caso); prendi una serata qualsiasi, dominata da calma apparente, che si conclude però con l’allontanamento di una coppia di eterosessuali particolarmente brontoloni perché circondati da omosessuali. Il ristorante non è gay, Pastechi stesso non è gay, chi lavora per lui non è gay, anzi. Ma partiamo con ordine.
E’ sabato sera, il ristorante è pieno. Entra in scena una coppia, marito e moglie, che volevano cenare, ma non avevano alcuna prenotazione. Il ristorante contava almeno un’ottantina di persone: in mezzo ad esse vi era una tavolata di 30 ragazze che festeggiavano un compleanno, e altre tavolate di ragazzi. Tirando le somme, giusto per capirci meglio, nel ristorante vi saranno stati solo una decina di etero. Si è liberato un tavolo e marito e moglie si sono seduti, ma non gradendo il posto assegnatoli si sono spostati.
“Mio nipote era a cena da me e mi ha detto ‘Guarda che quelli si lamentano, hanno detto che qui è pieno di F…’”, racconta Pastechi.

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Matrimoni gay: sì in Svezia e Iowa.

matrimonio gay matrimonio lesbo

Due Paesi in una settimana convalidano il matrimonio tra persone dello stesso sesso: Svezia e Iowa.

Sembra proprio tirare un vento differente in Europa e nel Mondo.

Sotto la spinta del Parlamento Europeo che invita i Paesi membri ad equiparare le unioni di fatto con i matrimoni, comprendendo anche le unioni omosessuali, sembra che tutti i paesi stiano correndo all’emancipazione sociale.

In Svezia, l’1 aprile, il Parlamento ha approvato la nuova normativa con ben 261 voti a favore, 22 contro e solo 16 astenuti. In Iowa è stata la Corte suprema a cambiare la legge, ma il risultato è lo stesso.

Impossibile non domandarsi quando questi numeri arriveranno anche dal nostro parlamento, lento, retrogrado e assuefatto alla politica cristiana.

Il problema però, a mio avviso, non riguarda solo le coppie gay. Sì, vorrei essere libera di scegliere con chi sposarmi (se mai vorrò sposarmi!!!), senza distinzione di sesso, religione, condizione economica, opinione politica etc. , ma soprattutto vorrei che il mio Stato mi lasciasse libera di formare un nucleo familiare, senza dover spiegare le forze che tengono unito il nucleo, ma godendo degli stessi vantaggi delle famiglie regolari o “sposate”. Perché se convivo con una persona per 20 anni, indipendentemente dal suo sesso e dal nostro orientamento sessuale, anche se non abbiamo tra di noi rapporti sessuali, siamo un nucleo familiare e abbiamo diritto a vederci riconosciuto questo titolo, senza opinioni di sorta. Quelo che poi avviene nella maggior parte dei Paesi europei già da parecchi anni.

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“Vi presento mia moglie”

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Patricia Cornwell. Scrittrice di gialli, ideatrice della famosa e pluridecorata Kay Scarpetta, nonchè dichiaratamente omosessuale, fa seguire, dopo le polemiche che hanno investito le dichiarazioni poco edificanti del Vaticano, la presentazione di sua “moglie”, Staci Gruber, con la quale convive da quattro anni ed è sposata da due.

Patricia spiega come Staci l’abbia riportata a nuova vita, regalandole una stabilità emotiva e una serenità mai provate prima.
Ha trovato, con lei, la sua dimensione.

Si indigna, pertanto, come tutte noi, quando legge le dichiarazioni del Vaticano e quando apprende, purtroppo, che in molti stati i matrimoni gay sono illegali e proibiti.
“È una vergogna che ci siano queste divisioni. Se più gente conoscesse persone che amano persone dello stesso, capirebbe che siamo come loro”, afferma Patricia, rilasciando una bellissima intervista per USA Today, dove racconta di sé a 360 gradi, parlando del passato difficile, dell’ex marito che voleva ucciderla, di in un’infanzia trascorsa in un clima di chiusura e omofobia.

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Community in rosa

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Internet, crocevia del mondo, i quattro punti cardinali uniti, la lontana America che diventa improvvisamente vicina, l’amica persa durante l’infanzia che riappare dalle facce dei network, il vecchio collega che ti saluta mentre chiacchieri di film d’autore su un forum: in uno spazio tanto vasto, senza limiti, non poteva non nascere una community dedicata a noi.
Mi direte che non è l’unica, certo.
E non posso che confermare.
Ma vedete ci piacciono le piccole cose che fanno la differenza.

Donneomosessuali.it è un forum piccolo, nato da poco. I colori sono alla moda, visto e considerato che quest’anno l’imperativo è il viola, e le padrone di casa sono due donne innamorate e fiere di esserlo. E oltre a questo sono madri.
Inutile dire che questa piccola comunità virtuale non è solo un luogo d’incontro per lesbiche o bisessuale, ma anche per tutte quelle donne che sono diventate madri quando tutto faceva credere loro di essere etero e che strada facendo hanno trovato la risposta a mille perchè lasciati sempre in sospeso.

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