Eventi Gay più importanti del 2010

Cuore arcobaleno

Cuore arcobaleno

Ecco una raccolta degli eventi gay più importanti del 2010.

Gennaio – Svastichella, l’aggressore di una coppia gay davanti al Gay Village di Roma, viene condannato a sette anni di reclusione. Francesco Zanardi inizia uno sciopero della fame -che si concluderà dopo 35 giorni- per chiedere il diritto ai matrimoni gay. A Venezia, per la prima volta, anche le coppie gay vengono ammesse nella graduatoria per l’assegnazione di case popolari.
Febbraio – Paolo Patané viene nominato il nuovo presiedente di Arcigay. Il sudafricano Charl Van Den Berg si aggiudica il titolo di Mr Gay World 2010. In Malawi si registra un aumento del numero di arresti di gay e lesbiche e si iniziano a discutere nuove proposte di legge contro la comunità lgbt, prevedendo in alcuni anche la pena di morte.

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Omosessualità nei paesi arabi

Lesbiche in Arabia

Lesbiche in Arabia

Viaggio attraverso l’ omofobia che ancora caratterizza molti paesi del Vicino e Medio Oriente.

I gay e le lesbiche di questi Paesi sono costretti spesso ad una doppia vita, e in poche città di questa regione possono esprimere la loro vera personalità.

La legge, la religione e la morale disapprovano chi ama persone dello stesso sesso, e la società araba, basata su rapporti familiari molto più intensi di quella occidentale, si rivela un blocco per chi vorrebbe vivere serenamente la propria vita, ma è invece destinato a nascondere ciò che veramente è.

Il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha realizzato un approfondito reportage sulle comunità LGBT che vivono in alcuni Paesi arabi, come Siria, Egitto o Libano.
Un racconto che passa attraverso le voci di gay o lesbiche che vivono non senza problemi il loro orientamento sessuale. Zamina ha una relazione da due anni con la sua migliore amica, non lavora e aspetta con grande preoccupazione il possibile marito che la sua famiglia le vorrà imporre.

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“Opus gay”

Confessionale

Confessionale

Donatio ha svolto un’inchiesta sul rapporto tra la Chiesa cattolica e l’omosessualità, che ha poi raccolto in un libro dal provocatorio titolo “Opus gay”, edito da Newton Compton e presentato a Roma presso la sede dei Radicali.

“Non c’e’ nulla di sbagliato nell’amore, quando è tra adulti consenzienti” dice il sacerdote nel confessionale, prima di impartire l’assoluzione.

L’autrice ha girato varie chiese e parrocchie, cercando di capire come i sacerdoti reagiscono ai credenti che chiedono aiuto perché non sanno come conciliare la fede con la loro identità sessuale, con il loro desiderio di vivere e amare una persona dello stesso sesso.

Come Natascia Esposito, “innamorata” di Gesù sin da bambina ma allo stesso tempo lesbica “sin da quando avevo sei anni” anche se non ne era consapevole. Ora vive con la sua compagna e hanno una bimba di un anno, ma da ragazza voleva farsi suora. “Mi sento completamente accompagnata da Dio“.

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L’universo gay in Uganda

Bandiera dell'Uganda

Bandiera dell'Uganda

L’antropologo americano Edward C. Green afferma che, contrariamente a miti e a leggende di alcuni moralizzatori, l’omossessualita’ e’ diffusa nella societa’ ugandese soprattutto tra le donne.

Ragazze e donne “perfettamente” eterosessuali spesso hanno patiche lesbo tra di loro considerandole una componente normale della loro amicizia. Questo concetto implica considerare i rapporti lesbo non come tali ma come una piacevole e del tutto normale parentesi erotica tra due amiche svolta in momenti particolari e utile per rafforzare il legame di amicizia e di complicita’.

Per la societa’ maschile ugandese i giochetti lesbo tra amiche e’ un piccante ma innocente divertimento.

I gay maschi al contrario vivono una situazione diversa, stigmatizzati e banditi dalla societa’. E’ praticamente impossibile vedere gay maschi dichiarati tra la vita pubblica. Vivono la loro sessualita’ in modo clandestino e alcuni di loro sono anche sposati e con figli, per allontanare ogni dubbio sulla loro virilita’ maschile.

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Nasce bibloteca dedicata alla cultura omosessuale

Biblioteca

Biblioteca

Nascera’ a Roma, nel quartiere di Testaccio, la prima biblioteca d’Italia dedicata alla cultura omosessuale.

Lo ha annunciato il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo nel corso della presentazione della campagna di spot tv ‘Gay Help Line’ finanziata dall’amministrazione di Renata Polverini.

La struttura, il cui taglio del nastro e’ previsto il prossimo marzo, sara’ ospitata nella nuova sede di Arcigay e il lavoro di catalogazione sara’ sostenuto finanziariamente dalla Regione Lazio.

Fonte: www.gaynews.it
(foto www.iicbelgrado.esteri.it/NR/rdonlyres/1D31B330-9042-4A1E-8F1A-AE8AFFB8AE3A/386/)

Nichi Vendola afferma che i gay in parlamento sono tanti

Nichi Vendola

Nichi Vendola

Oggi in tarda serata andrà in onda “Matrix” su Canale 5.

Ospite della serata è Nichi Vendola. Tra le varie cose, nell’intervista dice:
“So che in Parlamento i gay sono tantissimi. Non si dichiarano e sembrano sepolcri imbiancati e sono anche ricattabili”.
”Mi dispiace – ha aggiunto – per chi vive in clandestinità la propria situazione. Uno che fa il parlamentare dovrebbe avere il coraggio di dichiararsi”.

Fonte: www.blitzquotidiano.it
(foto ©http://vitaliquida.files.wordpress.com)

Omosessualità e difficoltà sul lavoro

Logo Eurobarometro

Logo Eurobarometro

Secondo recenti studi condotti dall’associazione Arcigay, l’accesso al mondo del lavoro in Italia per gli omosessuali è molto difficile e non sono rari gli episodi di mobbing e discriminazione sia da parte dei colleghi che dei superiori.

I dati rilevati dall’Eurobarometro collocano l’orientamento sessuale all’ottavo posto tra le cause più citate di potenziale discriminazione quando ci si candida a un lavoro; l’indagine condotta sulle chiamate ricevute alla linea telefonica Gay Help Line, istituita dall’Arcigay, evidenzia che il 30% degli utenti, che hanno chiamato per questioni legate alla sfera legale/lavorativa, ha denunciato casi di discriminazione da parte dei superiori o dei colleghi e il 22% ha dichiarato di aver subito dei veri e propri episodi di mobbing.

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Sito arabo parlerà di omosessualità

qadita.net

qadita.net

Due noti autori arabo israeliani, Ala Hlehel e Anton Shalhat hanno proposto un nuovo sito arabo sul Web chiamato Qadita.net, il quale ha annunciato di voler concedere spazio al tema del’omosessualita’, considerato tabu’ nella maggior parte della regione.

Il sito ha l’obiettivo di affrontare liberamente argomenti politici e culturali controversi.

Sara’ il primo sito in lingua araba ad ospitare una sezione di articoli di gay e lesbiche, che verra’ evidenziata nella home page e trattera’ anche di cinema e letteratura omosessuali.

Fonte: www.androknos.it
(foto ©ragusa.blogsicilia.it)

“Diversi da chi?” testimonianze di giovani gay

Giulia

Giulia

Mtv ha promosso un progetto dal nome “Diversi da chi?”, un viaggio tra i giovani gay che permette di ascoltare diverse testimonianze.

Giulia, 20 anni, è omosessuale e componente del progetto.

Racconta l’enorme difficoltà a farsi accettare dagli amici e dai genitori, la diffidenza di un’intera comunità che ha difficoltà a superare i conflitti tra fede e omossessualità.

Prima osteggiata dal padre, che per un mese non le ha rivolto la parola, quindi, anche grazie al suo aiuto, finalmente compresa e riabbracciata anche dalla madre.

Infine, costretta a cambiare città e vita, trasferendosi da Assisi a Bologna dove ora frequenta il Dams, per superare la diffidenza e i silenzi della sua città e persino della sua parrocchia, luogo fondamentale per lei così credente.

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Censurata immagine che accosta sacro a omosessualità

Gesù e le lesbiche

Gesù e le lesbiche

L’edizione portoghese di Playboy ricorda il Premio Nobel José Saramago con in copertina un Gesù che sostiene una donna seminuda e con all’interno un servizio fotografico di Gesù in mezzo a donne più o meno nude.

Nel riportare la notizia – con tanto di fotogallery – Repubblica decide bellamente di operare un po’ di censura. Indovinate in quale immagine? In quella in cui Gesù guarda due donne che si abbracciano.
C’è solo Gesù che guarda verso una parete.

In Italia parta la censura quando si accosta il mondo del “sacro” a quello lgbt.
Meno che mai, poi, se nell’immagine con Gesù e le lesbiche appare una scritta che parla di matrimonio!

Fonte e foto: www.queerblog.it