Google agevola dipendenti omosessuali

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La famosa azienda “Google”, sede americana, ha deciso di fornire alcune agevolazioni ai dipendenti .

Sono oltre 20 mila i dipendenti che lavorano in tutto il per il motore di ricerca, tra questi oltre 700 sono dichiaratamente .

Ora Google riconosce loro (ma solo negli Usa) il diritto ad un risarcimento per gli sgravi fiscali che, non essendo sposati, non possono chiedere al fisco.

Secondo la legge Usa, quando un’azienda offre come benefit ai propri dipendenti l’assicurazione sanitaria per i rispettivi partner, ha uno sconto fiscale, ma solo se le coppie sono regolarmente sposate.

Visto che in molti Stati americani non sono permesse nozze , Google ha deciso di risarcire i dipendenti che convivono con un patner dello stesso sesso, con circa 1.000 euro al mese, compresi gli arretrati dallo scorso gennaio.

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Personaggi a favore: Paola Barale

barale_bellissimaPaola Barale è stata intervistata di recente da “Gay.tv”.
Ha affermato di non essere lesbica, ma di avere tanti amici gay: alla sua ultima festa di compleanno erano presenti al 99% amici .
Molto spesso i gossip l’hanno spacciata per lesbica. Lei afferma di non essere arrabbiata di ciò, ma dice che se per caso fosse omosessuale, non gradirebbe di certo le donne che alcuni le avrebbero attribuito come compagna!!
La presentatrice televisiva ha dichiarato di essere favorevole alle adozioni e ad i . Aggiungendo di essere convinta che il problema del riconoscimento dei diritti gay in Italia è un problema religioso ma anche politico.

Foto: media.libero.it

La coppia di Savona fa lo sciopero della fame

UnioniciviliinItaliacoppiagayfarloscioperodellafameNon smettono mai di lottare. Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia sono i due gay residenti a Savona e fondatori del movimento Gay Italiani.
Da qualche tempo hanno chiesto di potersi sposare in Comune e, non avendo ancora ottenuto il consenso, cercano di farsi ascoltare e farsi riconoscere i propri diritti in ogni modo.
Ora minaciano uno sciopero della fame dal prossimo 4 gennaio.
I ragazzi richiedono a gran voce una mobilitazione delle autorità e delle istituzioni italiane. Hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, ai senatori e deputati.
La coppia fa parte di quel consistente numero di persone che lottano e si impegnano quotidianamente ad abbattere la discriminazione ed ogni sorta di pregiudizi nei confronti degli .

Fonte e foto: queerblog.it

E’ mancato Enzo Francone

francone_g2E’ morto ieri sera a Torino Enzo Francone, esponente storico del movimento lgbt italiano, tra i fondatori del Fuori!, il primo movimento gay italiano, e tesoriere dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Enzo Francone, radicale, si è impegnato sin dai primi anni ’70 nelle iniziative locali e nazionali del movimento gay italiano al fianco di Angelo Pezzana ed Enzo Cucco. E’ scomparso a causa di una grave forma di cancro.
Mancherà a molte persone, per la sua determinazione e umanità.
Fu arrestato diversi anni fa a Mosca e poi aTeheran per aver partecipato alle lotte nonviolente del Fuori e dei radicali contro la discriminazione omosessuale. A Torino fu uno dei principali impegnati nel coordinamento del Torino pride.
Non ha mai abbandonao la battaglia per i diritti negati.

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Campagna NO8 in difesa dei diritti degli omosessuali

no_prop_8La campagna NoH8 è stata promossa da un’associazione contraria alla Proposition 8, il referendum che ha stabilito la non validità dei e lesbici in California, Stato governato da Arnold Schwarzenegger.
Secondo la Proposition 8, convalidata in appello dalla Corte Suprema, dal 5 novembre 2009 le unioni sono state abolite.

Un gran numero di star americane hanno aderito alla campagna NoH8, No Hate, per dire no all’odio nei confronti di gay e .
Tra di loro anche le tre sorelle Kim, Khloe e Kourtney Kardashian molto popolari negli Stati Uniti.
Insieme alle Kardashian anche altre star e famosi come Cher, Meghan Mc Cain, Paris Hilton, Kristin Cavallari, Shanna Moakler, Tila Tequila, Aubrey O’Day, Ashlee Simpson, Tara Reid, Pete Wentz, Andy Dick, Holly Madison, Bridget Marquardt
Tra gli aderenti anche Isaiah Washington, lo stesso che nel 2006 insultò il collega T.R. Knight, che si era da poco dichiarato omosessuale, appellandolo come “faggot”.

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Paola Concia

foto tratta da "www.mediagu.com"
Qualche informazione su una persona che trovo davvero splendida.
Anna Paola Concia (Avezzano, 4 luglio 1963) è una e deputata italiana del Partito democratico, eletta alla camera nel 2008.
Ha studiato all’ISEF de L’Aquila. Ha cominciato a fare negli anni ‘80 nel Partito Comunista Italiano, passando poi ai Democratici di Sinistra (per i quali è stata responsabile per lo sport) e in seguito al Pd.
Nel 1998 è stata fra le fondatrici di Emily in Italia, un’associazione che sostiene l’impegno in di donne di centro sinistra.
Dopo aver fatto coming out ha iniziato ad impegnarsi per i diritti civili, in particolare di , gay, bisessuali e transgender. In seguito è diventata portavoce e componente del direttivo nazionale di Gayleft, la consulta LGBT dei DS.
Poi ha assunto il ruolo di portavoce del tavolo nazionale LGBT del Pd.
È vicepresidente di D52, rete di donne a sostegno della parità di genere, fondata nel 2006.
Alle elezioni politiche italiane del 2008 è stata candidata in Puglia per il PD ed è stata eletta deputato, unica omosessuale dichiarata in Parlamento.
Il 4 giugno 2008 ha ripresentato alla Camera, con l’On. Barbara Pollastrini e l’On. Giovanni Cuperlo, entrambi iscritti al gruppo parlamentare del Partito Democratico, la proposta di legge “Misure contro gli atti persecutori e contro la discriminazione e la determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”.
Ad agosto dello stesso anno è tra i controfirmatari del progetto di legge n. 1606 (presentato il 4 agosto 2008 e annunziato il 5 agosto 2008): “Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico, nonché in materia di cure palliative e di terapia del dolore”.
È presidente di Agensport Lazio.
Il 23 giugno 2009 è stata protagonista assieme al parlamentare Pd Jean Leonard Touadì di una campagna Arci contro le discriminazioni e il razzismo.
Il 2 ottobre 2009, la commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha adottato un testo base, presentato dalla deputata Anna Paola Concia e costituito da un singolo articolo, che tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale inserisce anche quella inerente all’orientamento sessuale. Tale testo è stato poi bocciato il 13 ottobre 2009 dalla maggioranza di governo su una pregiudiziale di costituzionalità sollevata dall’Unione di Centro.

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Cucinotta a favore dei gay

La Cucinotta al Festival del di Venezia si esprime a favore delle unioni , e difende la comunità lgbt, a fronte degli attacchi omofobi di questi giorni.
Ha iniziato al meglio Maria Grazia Cucinotta il suo compito di madrina della 66esima edizione del Festival del di Venezia, festival che quest’anno in cartellone presenta diversi titoli incentrati sull’omosessualità.
In un’intervista ha dimostrato tutto il suo impegno nei confronti della comunità LGBT affermando: ”A me dispiace molto leggere certe cose sui giornali. Purtroppo, il e’ pieno di deficienti e questo non lo possiamo evitare. E – continua l’attrice – l’amore non ha sesso e che l’amore e la passione tra due persone consenzienti vanno rispettati e questa e’ una lotta che non deve essere nemmeno una lotta”.
E come non concordare con lei?

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Almodovar versus Papa

Pedro Almodovar, intervistato dal quotidiano Die Zeit, invita Benedetto XVI a farsi una passeggiata fuori dal Vaticano per vedere come effettivamente vivono le persone:
“Perché il non si fa una semplice passeggiata fuori dal Vaticano e guarda cos’è oggi una famiglia? È del tutto folle non riconoscere come vivono oggi milioni e milioni di persone. Le mie famiglie sono più reali di quelle del perché vivono non in base a qualche dogma ma ai compromessi dell’esistenza. Nel dei miei film non ha alcun peso che il riconosca solo la variante cattolica della famiglia. Da oltre venti anni giro film in cui la famiglia è un gruppo di persone, al cui centro c’è un piccolo essere del quale gli altri si prendono cura, amandolo e soddisfacendo i suoi bisogni, a prescindere se questo gruppo è composto da genitori separati, travestiti, transessuali o suore malate di Aids”.

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Lesbiche nella Repubblica Sudafricana

Secondo un rapporto di ActionAid, un’agenzia internazionale attiva da anni contro povertà e ingiustizia, pare che nella Repubblica Sudafricana si assista ad una crescente diffusione di violenze sessuali contro le perpetrate da uomini che intendono in questo modo “curare” il loro orientamento sessuale nonché punirle.
“Veniamo insultate ogni giorno, aggredite e picchiate se camminiamo da sole, rischiamo costantemente di essere stuprate. Ci dicono, quelli delle bande, se ti violento poi tu righerai dritto, comprerai le gonne e imparerai a cucinare. Perchè avrai imparato come deve essere una vera donna”. E’ la denuncia, proveniente da una donna che lavora in gruppo di supporto alle vittime di sessuale, raccolta da ActionAid.
Solo a Città del Capo un gruppo di auto aiuto affronta ogni settimana 10 nuovi casi di che hanno subito una sessuale “correttiva”.
I dati ufficiali riportano 31 casi di donne uccise nel corso di questi attacchi dal 1998, ma la cifra è sicuramente sottostimata poiché la legge sudafricana non prevede che nella registrazione dei reati venga evidenziato l’aspetto legato all’orientamento sessuale.
Inoltre, gli assassini rimangono impuniti: riguardo a quei 31 omicidi, solo per due si è arrivati al processo ed è stata emanata una sola condanna.
Infine, secondo il rapporto, la polizia è riluttante a investigare sulle violenze alle e non vi è adeguato supporto per le vittime.
Le poche coraggiose che parlano apertamente della loro sessualità, o quelle che hanno deciso di denunciare il fatto, sono state aggredite a loro volta, violentate, assassinate. È il caso di Sizakele Sgasa e della sua compagna Salome Massooa che dopo essere state insultate, sono state violentate, torturate e uccise (2007), di Zoliswa Nkonyana di Khayelitsha, vicino a Città del Capo, di 19 anni, lapidata dalla folla (2006), di Eudy Simelane, di 31 anni, ex giocatrice della squadra nazionale di football, che abitava in una delle townships di Johannesburg, stuprata e assassinata anch’essa.

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Albania: sì ai matrimoni omosessuali

In Albania le relazioni sono state depenalizzate solo nel 1995.
Ed ora: Belgrado, 31 lug. Parlando ieri a margine della seduta settimanale del governo, il primo ministro di Tirana ha stupito, rispetto alle sue posizioni tradizionalmente conservatrici, sostenendo che il governo dovrebbe incoraggiare una legge che riconosca i matrimoni .
Secondo lBerisha, le nozze tra persone dello stesso sesso dovrebbero essere incluse nelle previsioni della nuova Legge anti discriminazione, al vaglio del parlamento albanese.
La Ong albanese per i diritti degli , Ahgr, plaude all’apertura del neo rieletto premier Sali Berisha, alla legalizzazione dei nel paese.
“Non si tratta solo di un passo da compiere per l’integrazione europea, ma soprattutto per l’emancipazione della società albanese e siamo fieri- scrive Ahgr in un comunicato- che il nostro paese si stia unendo ai numerosi altri, nel difendere l’eguaglianza e rigettare la discriminazione contro le persone , gay, bisessuali e transgender”.