Cucinotta a favore dei gay

La Cucinotta al Festival del Cinema di Venezia si esprime a favore delle unioni omosessuali, e difende la comunità lgbt, a fronte degli attacchi omofobi di questi giorni.
Ha iniziato al meglio Maria Grazia Cucinotta il suo compito di madrina della 66esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, festival che quest’anno in cartellone presenta diversi titoli incentrati sull’omosessualità.
In un’intervista ha dimostrato tutto il suo impegno nei confronti della comunità LGBT affermando: ”A me dispiace molto leggere certe cose sui giornali. Purtroppo, il mondo e’ pieno di deficienti e questo non lo possiamo evitare. E – continua l’attrice – l’amore non ha sesso e che l’amore e la passione tra due persone consenzienti vanno rispettati e questa e’ una lotta che non deve essere nemmeno una lotta”.
E come non concordare con lei?

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Almodovar versus Papa

Pedro Almodovar, intervistato dal quotidiano Die Zeit, invita Benedetto XVI a farsi una passeggiata fuori dal Vaticano per vedere come effettivamente vivono le persone:
“Perché il papa non si fa una semplice passeggiata fuori dal Vaticano e guarda cos’è oggi una famiglia? È del tutto folle non riconoscere come vivono oggi milioni e milioni di persone. Le mie famiglie sono più reali di quelle del papa perché vivono non in base a qualche dogma ma ai compromessi dell’esistenza. Nel mondo dei miei film non ha alcun peso che il papa riconosca solo la variante cattolica della famiglia. Da oltre venti anni giro film in cui la famiglia è un gruppo di persone, al cui centro c’è un piccolo essere del quale gli altri si prendono cura, amandolo e soddisfacendo i suoi bisogni, a prescindere se questo gruppo è composto da genitori separati, travestiti, transessuali o suore malate di Aids”.

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Lesbiche nella Repubblica Sudafricana

Secondo un rapporto di ActionAid, un’agenzia internazionale attiva da anni contro povertà e ingiustizia, pare che nella Repubblica Sudafricana si assista ad una crescente diffusione di violenze sessuali contro le lesbiche perpetrate da uomini che intendono in questo modo “curare” il loro orientamento sessuale nonché punirle.
“Veniamo insultate ogni giorno, aggredite e picchiate se camminiamo da sole, rischiamo costantemente di essere stuprate. Ci dicono, quelli delle bande, se ti violento poi tu righerai dritto, comprerai le gonne e imparerai a cucinare. Perchè avrai imparato come deve essere una vera donna”. E’ la denuncia, proveniente da una donna che lavora in gruppo di supporto alle vittime di violenza sessuale, raccolta da ActionAid.
Solo a Città del Capo un gruppo di auto aiuto affronta ogni settimana 10 nuovi casi di lesbiche che hanno subito una violenza sessuale “correttiva”.
I dati ufficiali riportano 31 casi di donne uccise nel corso di questi attacchi dal 1998, ma la cifra è sicuramente sottostimata poiché la legge sudafricana non prevede che nella registrazione dei reati venga evidenziato l’aspetto legato all’orientamento sessuale.
Inoltre, gli assassini rimangono impuniti: riguardo a quei 31 omicidi, solo per due si è arrivati al processo ed è stata emanata una sola condanna.
Infine, secondo il rapporto, la polizia è riluttante a investigare sulle violenze alle lesbiche e non vi è adeguato supporto per le vittime.
Le poche coraggiose che parlano apertamente della loro sessualità, o quelle che hanno deciso di denunciare il fatto, sono state aggredite a loro volta, violentate, assassinate. È il caso di Sizakele Sgasa e della sua compagna Salome Massooa che dopo essere state insultate, sono state violentate, torturate e uccise (2007), di Zoliswa Nkonyana di Khayelitsha, vicino a Città del Capo, di 19 anni, lapidata dalla folla (2006), di Eudy Simelane, di 31 anni, ex giocatrice della squadra nazionale di football, che abitava in una delle townships di Johannesburg, stuprata e assassinata anch’essa.

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Albania: sì ai matrimoni omosessuali

In Albania le relazioni omosessuali sono state depenalizzate solo nel 1995.
Ed ora: Belgrado, 31 lug. Parlando ieri a margine della seduta settimanale del governo, il primo ministro di Tirana ha stupito, rispetto alle sue posizioni tradizionalmente conservatrici, sostenendo che il governo dovrebbe incoraggiare una legge che riconosca i matrimoni omosessuali.
Secondo lBerisha, le nozze tra persone dello stesso sesso dovrebbero essere incluse nelle previsioni della nuova Legge anti discriminazione, al vaglio del parlamento albanese.
La Ong albanese per i diritti degli omosessuali, Ahgr, plaude all’apertura del neo rieletto premier Sali Berisha, alla legalizzazione dei matrimoni gay nel paese.
“Non si tratta solo di un passo da compiere per l’integrazione europea, ma soprattutto per l’emancipazione della società albanese e siamo fieri- scrive Ahgr in un comunicato- che il nostro paese si stia unendo ai numerosi altri, nel difendere l’eguaglianza e rigettare la discriminazione contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender”.

A Mischa Barton piace interpretare ruoli lesbo

Nel maggio scorso si iniziò a parlare di un possibile film chiamato “t.A.T.u.” che prevede una coppia di giovani ragazze ed attrici quali Mischa Barton e Shantel Van Santen nel ruolo delle due teenager russe e americane che si innamoratano dando vita ad una relazione lesbica con le canzonei del gruppo russo (le t.A.T.u. che qualche anno fa sconvolsero il mondo) come colonna sonora.

La Barton non ha preso parte alla prima a Cannes, ma in un’intervista fatta in questo week end ha finalmente deciso di parlare del film: “Ho recitato in un film dedicato alla band russa delle t.A.T.u. ed è stato molto interessante. Il mondo dell’industria musicale corrotta che ha dato vita a questa finta coppia lesbica per sfondare. E’ una storia vecchia, ma sempre affascinante”.
E inoltre ha aggiunto che quando si parla di baci, lei preferisce baciare le donne: “E’ molto più facile baciare una ragazza, sei molto rilassata mentre stai filmando e non avverti il peso della coppia ragazzo e ragaza. E’ tutto molto teso in quel caso”.
Perchè continuano ad offrirle ruoli lesbo? NOn lo sa neppure lei.

E’ importante uscire allo scoperto!

Riconoscete quest’uomo? E’ Sir Ian McKellen, il famoso interpret di Gandalf, Magneto e molti altri personaggi. Sapevate che è gay? Negli scorsi giorni la star del cinema ha esortato i suoi colleghi attori fare coming out. Ha detto: “Abbiamo bisogno di più modelli di comportamento sotto la luce dei riflettori e so che alcuni di loro hanno paura di come le persone prenderebbero un loro coming out. Per me fare coming out ha voluto dire uscire allo scoperto, sfogarmi e diventare più sicuro di me. Mi ha fatto aprire sentimentalmente. È incredibile come si tratti di un’esperienza che persone che tu non incontrerai mai e che vivono in posti del mondo dove non andrai mai prenderanno ad esempio”.

E bravo il nostro Sir Ian, adesso speriamo che i nostri desideri e le speranze si realizzino.
“La mia più grande preoccupazione è l’eguaglianza sociale e legale per gli omosessuali di tutto il mondo e quindi spero che un grande sportivo o una donna famosa facciano questo passo, deve essere fatto, farebbe una differenza enorme perché tutti quanti possano davvero capire di avere la possibilità ed il diritto di vivere apertamente”.

L’intervista con Marlee Matlin

Secondo i nostri calcoli, Marlee Matlin aveva esattamente 21 anni e 218 giorni la notte in cui, nel 1987, vince un Oscar (Academy Award) come Miglior Attrice Protagonista; quell’anno vinse anche un Golden Globe, ma la sua carriera cominciò molti anni prima. Molte fanciulle si ricorderanno di lei per il suo ruolo di Jodie nella serie tv lesbo “The L Word” e Marlee ha voluto proprio parlare di quello.

La tua unica inibizione nel recitare in The L Word è stato il dover girare scene di nudo, lo hai detto tu stessa. Hai mai avuto altri problemi nell’interpretare Jodi Lerner?
MM: Mi preoccupava solo l’idea di dover posare completamente nuda! Il vero problema era però stare lontana dalla mia famiglia per 4 mesi.
E’ vero che sei stata tu stessa a chiede ad Ilene Chaiken di chiamare Jodi il tuo personaggio? In onore di una tua amica?
MM: Si, Jodi era la mamma di un compagno di scuola di mia figlia e la sua partner è lesbica. E’ morta troppo presto per una forma d’artrite e volevo renderle onore. Era una grande donna, una grande mamma.
Hai detto che è stato più facile baciare una donna piuttosto che un uomo. Ho sentiro dire che Jennifer Beals bacia molto bene però!
MM: Jennifer Beals è sexy e non ho avuto problemi nel baciarla. Prima di tutto perchè è una mia cara amica da 20 anni e poi perchè siamo molto unite e recitare è molto più facile se hai accanto persone che conosci bene.
Sei felice di aver preso parte allo show? Rimpianti?
MM: L’unico rimpianto è stato quello di non aver fatto conoscere la vera vita di Jodi. Nell’ultima stagione la vediamo pochissimi minuti in alcuni episodi e molta gente che seguiva lo show non sa cosa pensare di lei. Mi è piaciuto vederla interagire con gli altri personaggi principali, come Shane. Ma è davvero stato troppo breve.

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