Paola Concia

foto tratta da "www.mediagu.com"
Qualche informazione su una persona che trovo davvero splendida.
Anna Paola Concia (Avezzano, 4 luglio 1963) è una politica e deputata italiana del Partito democratico, eletta alla camera nel 2008.
Ha studiato all’ISEF de L’Aquila. Ha cominciato a fare politica negli anni ’80 nel Partito Comunista Italiano, passando poi ai Democratici di Sinistra (per i quali è stata responsabile per lo sport) e in seguito al Pd.
Nel 1998 è stata fra le fondatrici di Emily in Italia, un’associazione che sostiene l’impegno in politica di donne di centro sinistra.
Dopo aver fatto coming out ha iniziato ad impegnarsi per i diritti civili, in particolare di lesbiche, gay, bisessuali e transgender. In seguito è diventata portavoce e componente del direttivo nazionale di Gayleft, la consulta LGBT dei DS.
Poi ha assunto il ruolo di portavoce del tavolo nazionale LGBT del Pd.
È vicepresidente di D52, rete di donne a sostegno della parità di genere, fondata nel 2006.
Alle elezioni politiche italiane del 2008 è stata candidata in Puglia per il PD ed è stata eletta deputato, unica omosessuale dichiarata in Parlamento.
Il 4 giugno 2008 ha ripresentato alla Camera, con l’On. Barbara Pollastrini e l’On. Giovanni Cuperlo, entrambi iscritti al gruppo parlamentare del Partito Democratico, la proposta di legge “Misure contro gli atti persecutori e contro la discriminazione e la violenza determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”.
Ad agosto dello stesso anno è tra i controfirmatari del progetto di legge n. 1606 (presentato il 4 agosto 2008 e annunziato il 5 agosto 2008): “Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico, nonché in materia di cure palliative e di terapia del dolore”.
È presidente di Agensport Lazio.
Il 23 giugno 2009 è stata protagonista assieme al parlamentare Pd Jean Leonard Touadì di una campagna Arci contro le discriminazioni e il razzismo.
Il 2 ottobre 2009, la commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha adottato un testo base, presentato dalla deputata Anna Paola Concia e costituito da un singolo articolo, che tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale inserisce anche quella inerente all’orientamento sessuale. Tale testo è stato poi bocciato il 13 ottobre 2009 dalla maggioranza di governo su una pregiudiziale di costituzionalità sollevata dall’Unione di Centro.

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Il movimento lgbt incontra il ministro Carfagna


L’8 ottobre le associazioni lgbt – lesbiche, gay, bisessuali, transgender – hanno incontrato, assieme all’On. Anna Paola Concia e a Vladimir Luxuria, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.

L’incontro è stato positivo e fruttuoso. Tutte le associazioni presenti e che fanno parte del comitato organizzatore della Manifestazione Uguali del 10 ottobre, hanno sottolineato come sia necessario reintrodurre nel provvedimento contro la violenza in discussione alla Camera dei Deputati i reati basati sull’identità di genere.

Il Ministro Carfagna si è impegnata su tre punti importantissimi:

1) Come Ministro si farà portavoce all’interno del Governo e della maggioranza per sollecitare la re-introduzione della tutela dell’identità di genere nel provvedimento in discussione alla Camera e cercherà in tutti i modi di favorire una soluzione, in stretta collaborazione con la relatrice Concia.

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Germania, arrivano le unioni omosessuali

Da corriere.it
BERLINO – L’ ultimo ostacolo per la graduale equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio è crollato all’ improvviso, nel bel mezzo del «Sommerloch», il vuoto estivo di notizie che come ogni anno lascia la Germania a crogiolarsi piacevolmente sotto il sole d’ agosto. La notizia ha colto tutti di sorpresa: il governo bavarese, il più cattolico tra i Länder tedeschi, ha ritirato il ricorso alla Corte costituzionale federale contro il rafforzamento dei diritti delle coppie gay e lesbiche, stabilito da una legge del 2005. Nessuna spiegazione, nessun comunicato ufficiale a motivare la marcia indietro: l’ anticipazione, comparsa ieri sulla prima pagina della Süddeutsche Zeitung, è stata poi confermata dal ministro bavarese della Giustizia, la cristiano-sociale Beate Merk: il Land non ha più obiezioni contro la cosiddetta Stiefkind-Adoption, la possibilità di adottare i figli naturali del partner, anche quando la coppia sia composta da persone dello stesso sesso. Un passaggio contenuto nella legge federale, cui il governo di Monaco si era pervicacemente opposto. Ora, con un atto depositato l’ 8 luglio (ma emerso solo oggi), il via libera. E chissà se, come scrive la Süddeutsche, è una pura coincidenza il fatto che proprio a inizio luglio siano stati resi noti due studi – effettuati dall’ Istituto sulla famiglia dell’ università di Bamberg e da quello di Pedagogia infantile, a Monaco – concordi nello stabilire come non vi sia alcuna differenza nello sviluppo dei bambini cresciuti in coppie tradizionali o nelle Regenbogenfamilien, le «famiglie arcobaleno»: ad essere fondamentali sono le attenzioni ricevute, non l’ orientamento sessuale dei genitori. La Csu aveva polemizzato con le due ricerche, ma a quanto pare il loro contenuto ha colpito nel segno. Anche perché – a detta degli esperti del partito e della Fdp, suo partner di governo – il ricorso non aveva possibilità di successo; le manovre affini tentate dalla Baviera e dalla Sassonia erano già fallite miseramente. Esulta la Fdp, a favore di un allargamento dei diritti di gay e lesbiche: «Abbiamo aiutato la Csu a sbarcare nel 21° secolo», dichiara la presidente liberaldemocratica Sabine Leutheusser-Schnarrenberger. Esultano anche i media di entrambi gli schieramenti: per la Berliner Zeitung, il principale quotidiano berlinese, di centrosinistra, il governo bavarese «è finalmente entrato nella società tedesca, che da molto tempo ha fatto pace con l’ omosessualità»; per il liberalconservatore Frankfurter Rundschau, «una famiglia ha bisogno di bambini e genitori – e questi possono esistere anche in una famiglia arcobaleno». Da parte sua, la ministra Merk mette le mani avanti: Stiefkind-Adoption sì, ma nessuna apertura globale sul fronte adozione extrafamiliare. «Continuerò a difendere il matrimonio e la famiglia contro ogni graduale equiparazione». In Germania sono 2.200 i bimbi allevati da «famiglie arcobaleno», in maggioranza composte da due donne.
Gabriela Jacomella

…..Mara Carfagna….

Cercavo qualche personaggio contro il mondo GLBQT…non c’è dubbio…tutti i siti dedicati al mondo gay in generale fanno il suo nome.
E dato che in questo blog non ne abbiamo ancora parlato, mi sembra importante sottolineare le idee del nostro caro ministro in questione.
Qui di seguito un “put pourri” di articoli trovati qua e là nella rete:

ROMA – Dice che i gay sono “costituzionalmente sterili”, difende “il fondamento della famiglia”, osserva che “per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”. Mara Carfagna debutta così alla prima manifestazione da lei organizzata da quand’è in Parlamento, il seminario “Donna, vita e famiglia”, stamane a Palazzo Marini, insieme ai big di Forza Italia Sandro Bondi, Giuseppe Pisanu e Enrico La Loggia. Frasi, quelle della ex soubrette e deputata di Forza Italia, che hanno dato origine a una sequela di reazioni. La prima ad arrivare è quella di Vladimir Luxuria che non fa giri di parole: “Non mi sento di prendere lezioni da chi crede di difendere la famiglia e intanto ne sta sfasciando una, quella di Berlusconi”. La deputata di Rifondazione comunista fa riferimento, evidentemente, alla vicenda dello scambio epistolare fra la moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, e l’ex presidente del Consiglio. All’origine del quale ci sarebbero stati – fra l’altro – i complimenti fatti dal leader azzurro alla “sua” parlamentare durante la cerimonia di consegna dei Telegatti.
E se Luxuria sottolinea che “alla Carfagna bisogna ricordare un precedente pericoloso, una legge della Germania di Hitler che prevedeva l’internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi”, Franco Grillini dell’Ulivo osserva come “non avendo alcun argomento contro il riconoscimento dei diritti alle famiglie gay, la destra italiana con il suo esercito di veline, divorziati e conviventi rispolvera i luoghi comuni e le battute da osteria del più trito razzismo antigay”.
Premettendo di non essere “né bacchettona né portatrice di sentimenti antimoderni”, la Carfagna aveva aperto il proprio intervendo affermando che “la famiglia è il fondamento della nostra società e come le fondamenta di ogni casa essa non teme soltanto le frane ma anche le infiltrazioni”, e che dunque i Dico sono delle “infiltrazioni all’istituto della famiglia” e “non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili”. “Esistono dei cuori così sterili, e la mancanza di cuori si avverte soprattutto in politica”, incalza Luxuria, precisando che non tutti i gay sono sterili: “Le lesbiche possono costituzionalmente fare figli e ce ne sono numerosi esempi”. L’unica vera discriminante per decidere chi è coppia e chi no, per Luxuria “non è la benedizione in chiesa o il matrimonio civile ma la presenza di amore, rispetto e cura per l’altro”. “Indignato” il vicepresidente dei deputati di Fi, Enrico La Loggia, perché “l’onorevole Guadagno si rivolge con parole pesantemente offensive alla collega Carfagna senza essere la persona idonea a dare l’idea di famiglia così come prevista dalla nostra Costituzione”. La deputata forzista si difende. “Il collega Luxuria o non ha capito o fa finta di non capire. Le parole che mi attribuisce sono una citazione del professor Francesco D’Agostino – spiega – presidente onorario del Comitato di bioetica, che riguardano esclusivamente le coppie omosessuali. In merito alle persecuzioni a danno degli omosessuali, ricordo al collega che attualmente vigono in alcuni Paesi guidati dalla sinistra”. Nessuna replica “alle menzogne e alle offese personali”, alle quali la Carfagna non risponde, sentendosi “cosciente che le strade battute nella sua attività dall’onorevole Guadagno lo rendono instabile quando si parla di argomenti così delicati”. A sostenere Luxuria anche la deputata del Pdci, Rosalba Cesini, per la quale Mara Carfagna “mette in discussione non solo i rapporti tra coppie omosessuali, ma anche, e con tanto cattivo gusto, i matrimoni, magari sanciti dal sacramento, tra persone che a causa di impedimenti fisiologici non sono in grado di procreare”.
La Repubblica 15/02/2007

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Albania: sì ai matrimoni omosessuali

In Albania le relazioni omosessuali sono state depenalizzate solo nel 1995.
Ed ora: Belgrado, 31 lug. Parlando ieri a margine della seduta settimanale del governo, il primo ministro di Tirana ha stupito, rispetto alle sue posizioni tradizionalmente conservatrici, sostenendo che il governo dovrebbe incoraggiare una legge che riconosca i matrimoni omosessuali.
Secondo lBerisha, le nozze tra persone dello stesso sesso dovrebbero essere incluse nelle previsioni della nuova Legge anti discriminazione, al vaglio del parlamento albanese.
La Ong albanese per i diritti degli omosessuali, Ahgr, plaude all’apertura del neo rieletto premier Sali Berisha, alla legalizzazione dei matrimoni gay nel paese.
“Non si tratta solo di un passo da compiere per l’integrazione europea, ma soprattutto per l’emancipazione della società albanese e siamo fieri- scrive Ahgr in un comunicato- che il nostro paese si stia unendo ai numerosi altri, nel difendere l’eguaglianza e rigettare la discriminazione contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender”.

Decreto Alfano, comma 28, art. 1

Il cosiddetto lodo Alfano (L. 124/08) è una legge dello Stato italiano che prevede la sospensione dei processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato.
Il disegno di legge è stato presentato dal ministro della giustizia Angelino Alfano e approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi IV in data 26 giugno 2008.
E’ attualmente in corso l’iter parlamentare il cui esame al Senato è slittato a settembre.
Tale disegno di legge, al comma 28 art.1, se approvato nella forma attuale, imporrebbe a tutti i blog, compresi quelli amatoriali, l’obbligo di rettifica, causando di fatto la fine della blogosfera così come la conosciamo: un mezzo alternativo a quelli tradizionali per condividere opinioni e informazioni.
Questa legge costringerebbe “i gestori di siti informatici” a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato. Pena una multa piuttosto salata (dai 7000 euro ai 30000 euro). Potrebbe capitare di prendersi una multa salata e rishiare di chiudere solo per non aver aperto la posta in tempo!?

Arcigay e politica: referendum del 21 e 22 giugno

Siamo in fase di referendum, e quindi la politica torna a fare da padrona anche nella comunità GLBT. Anche in questa tornata elettorale, per gli esponenti nazionali e locali della principale associazione gay italiana, è arrivato il momento di schierarsi: o di qua o di là. O per citare Berlusconi stesso “Dall’altra parte”.

Ci sono già stati i primi movimenti: a Bologna Arcigay Il Cassero ha chiaramente invitato i suoi soci e la comunità LGBT bolognese ad andare alle urne e a votare per Flavio Del Bono, mentre Arcigay Firenze raccomanda ai gay e le lesbiche che risiedono a Firenze, per il 21 e 22 giugno prossimi, di votare per il candidato sindaco del centrosinistra Matteo Renzi.