Povia su Vanity Fair…a nudo!

Titolo del servizio: “Quando anche i grandi fanno ‘OOH’”.
Perchè? Perchè , dicci perchè? Non sappiamo che cosa voglia dimostrare, ma continua la sua provocazione spogliandosi sul magazine che gli ha dedicato due pagine di puro nudo! Dopo aver passato parte della sua vita seguendo la sua integrità morale cattolica, ha deciso che “nudo è bello”. Forse per lanciare il nuovo singolo oppure per guadagnarsi un posto nella nostra società. Bè deve di certo faticare eh! Nell’intervista il giornalista gli fa notare: “Lei è ossessionato dai gay” e ha risposto chiamando in causa il presidente di Arcigay: “Grillini ha scritto un libro dove dice che la madre gli ha voluto troppo bene e che il padre è sempre stato assente: esattamente la situazione che descrivevo nel mio brano”.
Ma..ma cosa c’entra con te ?

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“Luca era gay” vince il premio Mogol. Luxuria non ci sta

Come ricorderete , con il brano “Luca era gay”, si è presentato allo scorso festival di Sanremo. Forse alcuni di voi non sanno che lo stesso autore e cantante ha vinto la seconda edizione del Mogol!
Ha avuto la meglio sulle altre cinque canzoni finaliste quali “Egocentrica” di Simona Molinari, “Tutto l’universo obbedisce all’amore” di Franco Battiato, “Il Paradiso dei calzini” di Vinicio Capossela, “A te” di Jovanotti, e “Sincerità” di Arisa.

“Di fronte a questa scelta mi viene da dire soltanto che Mogol dovrebbe rileggere un po’ dei suoi stessi testi. Perché o li rinnega o davvero non so cosa gli stia accadendo”, è il commento di , ex parlamentare di Rifondazione Comunista ed una delle maggiori esponenti del movimento gay italiano.
“Mi sembra la dimostrazione che purtroppo non sempre la maturità anagrafica rispecchia la maturità artistica. E che Mogol si è scordato del Mogol di qualche anno fa. Qualche anno fa, insieme ad Ambra Angiolini, ho fatto un musical che si chiamava ‘Emozioni’ e che si basava proprio sulle splendide canzoni nate da uno dei più bei matrimoni artistici della italiana, quello tra Mogol e Battisti. Tra i testi che scegliemmo c’erano anche canzoni come ‘Il giardino dei ciliegi’, dove si sottolinea che ‘le anime non hanno sesso…’ e ‘Questione di cellule’ dove si legge: ‘non è questione di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è di non vivere a metà’. Ecco a Mogol voglio rispondere con le sue parole. Infine, al di là dell’argomento della canzone di , il testo è brutto, banale, con rime scontate. I testi contenuti nei baci perugina sono più elevati”, conclude Luxuria.