Sono teorie: solo ipotesi di chi ha studiato a lungo persone omosessuali, possiamo essere d’accordo come no, possono valere su alcune persone e non su altre.
Gli psicologi cercano di studiare ogni possibile caratteristica umana, dal motivo per cui piace un determinato colore al perchè si sogna di volare, passando anche per l’omosessualià.
Dalla fine degli anni 70 essa non è più considerata come un disturbo mentale, ma come un atteggiamento sano. E come tale viene studiato. E non curato, a meno che una persona non si senta per niente a suo agio e desideri cambiare se stessa con un pò di terapia.
Palerei di psicologia del lesbismo e non di omosesualità. Le lesbiche non amano essere definite omosessuali, in quanto si sentono diverse dai gay maschi: dichiararsi lesbiche anziché omosessuali è la rivendicazione di una propria specificità.
Schematizzando vi sono varie possibilità:
1 Le teorie freudiane hanno inquadrato l’omosessualità nell’ambito della cosiddetta teoria del complesso di Edipo, che prende il nome di complesso di Elettra per le femmine: intorno ai 3-5 anni il bambino attraverserebbe una fase in cui sarebbe preso dall’amore per la madre o per il padre e vorrebbe, invece, il genitore di sesso opposto come una figura che compete con lui o lei. Le bambine amerebbero il padre e si porrebbero in conflitto con la madre. L’omosessualità dipenderebbe da un imperfetto superamento del complesso di Edipo e, quindi, dal rifiuto del proprio ruolo sessuale maschile o femminile.
2 Ostilità verso la madre: nelle lesbiche, a causa del loro timore-odio verso la madre -che viene sentita come troppo severa, dominante o punitiva- diventa difficile costruire una sorta di “ponte” tra la figura materna e le altre figure femminili in generale. La madre impedirebbe alla figlia un’adeguata identificazione femminile, con conseguente accettazione del proprio ruolo.
3 Forte legame affettivo con la madre: un legame affettivo troppo intenso con la madre blocca la maturazione emotiva, sociale e sessuale. La tendenza ad amare le donne dipenderebbe dall’impossibilità di uscire dal primo rapporto d’amore cioè dal mantenimento di un esclusivo e inalterato legame con la madre. Così le femmine vedono solo nelle donne la possibilità di un legame affettivo. Alcune vicende -la guerra, il divorzio dei genitori, ma soprattutto la cosiddetta assenza affettiva del padre- possono esasperare un legame affettivo madre-figlio.
4 Ostilità verso il padre: nelle femmine un forte rifiuto od ostilità verso la figura paterna può essere alla base di una successiva ostilità verso i maschi. Ad esempio un rifiuto paterno nei confronti della figlia, indurrebbe la stessa ad alimentare una marcata ostilità nei confronti del sesso opposto (con il quale il soggetto potrebbe anche identificarsi ).
5 Rispetto agli aspetti della personalità, potrebbe prevalere forte narcisismo, che promuove una ricerca della propria identità sessuale attraverso un rispecchiamento nella partner.
6 Alcune teorie psicosociali (al loro centro le esperienze di un individuo e il modo, positivo o negativo, in cui esse vengono vissute) rilevano che l’orientamento sessuale -in senso etero o omosessuale- dipenderebbe dal fatto che nel corso dell’infanzia alcune situazioni, esperienze e iniziative sono state premiate, disincentivate o punite.
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