Maggio di Informazione Psicologica

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Da domani parte un’iniziativa organizzata da vari psicologi in tutta Italia. E’ la terza edizione del MIP, maggio di informazione psicologica.

L’evento è organizzato per tutte le persone che desiderano avvicinarsi alla e non hanno ancora avuto l’occasione per farlo.

Il MIP è promosso da WWW.PSYCOMMUNITY.IT, la comunità virtuale degli psicologi italiani che si impegnano, a titolo volontario, a organizzare e manifestazioni culturali inerenti la .

Si pone l’obiettivo di diffondere un’adeguata psicologica per migliorare la qualità della vita, promuovere il benessere psicologico e sensibilizzare alla prevenzione del disagio psichico, far conoscere i molteplici ambiti di applicazione della , facilitare l’incontro con lo psicologo e lo psicoterapeuta attraverso una migliore conoscenza delle loro specifiche competenze professionali.

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Sei lesbica o gay? “Cambia o brucia”

senzanometruecolor01ys1di Delia Vaccarello

Cambia o brucia” “non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna, è abominio”: si apre così il video “Abomination” atto di accusa contro le terapie riparative americane che dà la parola agli esperti e agli ex-pazienti. Il video, proiettato sabato 7 novembre al convegno “Omosessualità e psicoterapie” che si è tenuto a Roma, ha dato ai presenti lo spessore dell’odio e delle strategie messe in atto contro le persone omosessuali da organizzazioni pseudoscientifiche sostenute da gruppi conservatori. La telecamera inquadra una foto: il volto sorridente di una giovane donna. Poi entra in scena la madre: “Nostra figlia ci rivelò di essere lesbica nel dicembre del 1988″. Ha i capelli perfettamente pettinati, il mento volitivo e rigido, lo sguardo sofferente, ma freddo. “Non la presi affatto bene”. Dice di essere una cristiana evangelica. La madre racconta di aver detto alla figlia che avrebbe potuto aiutarla a farsi “mettere a posto”. E’ stato il progetto di altri pazienti. Una donna lesbica dice: volevo essere etero, avere un compagno, relazioni sessuali, dei figli. Un uomo racconta di aver provato a cambiare i propri desideri per cinque anni. Un giovane si rivela ai genitori ma subito li tranquillizza: ho trovato un gruppo che mi aiuta a cambiare, è tutto ok. La donna, l’uomo, il giovane troveranno il sorriso: la donna dirà di aver buttato venti anni della sua vita ma poi le inquadrature la colgono felice della propria omosessualità. Così l’uomo. Il giovane si dirà finalmente liberato dalla lotta interna instillata dalle terapie riparative. La fotografia resterà muta. Se nell’ambiente di Chiesa “mia figlia avesse dichiarato la sua omosessualità non l’avrebbero più fatta cantare”. La madre alla fine ammette: Dio ci ama incondizionatamente, io non sono stata in grado di amare così mia figlia”. E’ sempre lei a parlare. La figlia non può più farlo: si è tolta la vita.

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Teorie biologiche sull’omosessualità

Tratto dall’Elaborato finale di laurea di Domenico Berardi, Dottore in Scienze e tecniche psicologiche della valutazione e della consulenza clinica, Facoltà di 1 – Sapienza università di Roma. (www.dberardi.it)

Exotic Becomes Erotic – Bem (1996, 2000) nella sua teoria “Exotic Becomes Erotic” (EBE), recentemente riconfermata da Dunne, Bailey, Kirk, Martin (2000), ipotizza che l’orientamento sessuale venga influenzato dal temperamento del bambino, che lo porterebbe a preferire giochi e attività conformi o meno al genere di appartenenza. Questi sentimenti di diversità provocano un’elevazione dei livelli di attivazione fisiologica, che si esprime nei confronti del sesso opposto da parte dei bambini con comportamento conforme al genere e, viceversa, nei confronti dello stesso sesso da parte dei bambini con comportamento non conforme al genere. Proseguendo nello sviluppo, questa attivazione, dovuta alle sensazioni di non conformità (essere “esotico”), viene a poco a poco mutata in attrazione erotica, indirizzando così il bambino verso uno sviluppo in senso eterosessuale o omosessuale.

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Psicologia e lesbismo

Sono teorie: solo ipotesi di chi ha studiato a lungo persone omosessuali, possiamo essere d’accordo come no, possono valere su alcune persone e non su altre.
Gli psicologi cercano di studiare ogni possibile caratteristica umana, dal motivo per cui piace un determinato colore al perchè si sogna di volare, passando anche per l’omosessualià.
Dalla fine degli anni 70 essa non è più considerata come un disturbo mentale, ma come un atteggiamento sano. E come tale viene studiato. E non curato, a meno che una persona non si senta per niente a suo agio e desideri cambiare se stessa con un pò di terapia.
Palerei di del lesbismo e non di omosesualità. Le non amano essere definite omosessuali, in quanto si sentono diverse dai gay maschi: dichiararsi anziché omosessuali è la rivendicazione di una propria specificità.
Schematizzando vi sono varie possibilità:
1 Le teorie freudiane hanno inquadrato l’omosessualità nell’ambito della cosiddetta teoria del complesso di Edipo, che prende il nome di complesso di Elettra per le femmine: intorno ai 3-5 anni il bambino attraverserebbe una fase in cui sarebbe preso dall’amore per la madre o per il padre e vorrebbe, invece, il genitore di sesso opposto come una figura che compete con lui o lei. Le bambine amerebbero il padre e si porrebbero in conflitto con la madre. L’omosessualità dipenderebbe da un imperfetto superamento del complesso di Edipo e, quindi, dal rifiuto del proprio ruolo sessuale maschile o femminile.
2 Ostilità verso la madre: nelle , a causa del loro timore-odio verso la madre -che viene sentita come troppo severa, dominante o punitiva- diventa difficile costruire una sorta di “ponte” tra la figura materna e le altre figure femminili in generale. La madre impedirebbe alla figlia un’adeguata identificazione femminile, con conseguente accettazione del proprio ruolo.
3 Forte legame affettivo con la madre: un legame affettivo troppo intenso con la madre blocca la maturazione emotiva, sociale e sessuale. La tendenza ad amare le donne dipenderebbe dall’impossibilità di uscire dal primo rapporto d’amore cioè dal mantenimento di un esclusivo e inalterato legame con la madre. Così le femmine vedono solo nelle donne la possibilità di un legame affettivo. Alcune vicende -la guerra, il divorzio dei genitori, ma soprattutto la cosiddetta assenza affettiva del padre- possono esasperare un legame affettivo madre-figlio.
4 Ostilità verso il padre: nelle femmine un forte rifiuto od ostilità verso la figura paterna può essere alla base di una successiva ostilità verso i maschi. Ad esempio un rifiuto paterno nei confronti della figlia, indurrebbe la stessa ad alimentare una marcata ostilità nei confronti del sesso opposto (con il quale il soggetto potrebbe anche identificarsi ).
5 Rispetto agli aspetti della personalità, potrebbe prevalere forte narcisismo, che promuove una ricerca della propria identità sessuale attraverso un rispecchiamento nella partner.
6 Alcune teorie psicosociali (al loro centro le esperienze di un individuo e il modo, positivo o negativo, in cui esse vengono vissute) rilevano che l’orientamento sessuale -in senso etero o omosessuale- dipenderebbe dal fatto che nel corso dell’infanzia alcune situazioni, esperienze e iniziative sono state premiate, disincentivate o punite.

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