La battaglia di un cadetto lesbica

Katherine Miller

Katherine Miller

Il cadetto Katherine Miller ha affrontato una battaglia silenziosa per due anni.
Per tutto questo tempo ha dovuto tenere nascosto il suo orientamento sessuale ai colleghi di corso e ai professori della più prestigiosa accademia militare americana, West Point.

Anonimamente, in un blog in cui si firmava “Private Second Class Citizen”, ha raccontato agli utenti del sito Velvet Park cosa significasse essere una lesbica nel cuore dell´élite militare americana e doverlo nascondere
continuamente, pena l´espulsione.

Nonostante l´appoggio di un alleato fedelissimo come il popolo di Internet, il cadetto Miller si è arresa e, pochi giorni fa, ha rassegnato le dimissioni.

In base alla politica chiamata Don´t ask, dont´ tell (Dadt), inaugurata dall´allora presidente Bill Clinton, gli omosessuali sono ammessi a servire nelle Forze armate americane fino a quando le loro preferenze sessuali non diventano in qualche modo chiare. A quel punto devono andarsene.

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Lesbica ricattata dal fidanzato

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Alessandra è una ragazza lesbica di un paesino di provincia.

“L’ho capito a 18 anni. – inizia a raccontare Alessandra – Stavo con un ragazzo quando ho scoperto di essere innamorata di sua sorella”. Il fidanzato però la costringeva ad avere dei rapporti, con la minaccia di raccontare tutto alla sua famiglia.

“Era sempre più violento e ho deciso di dirlo ai miei. Mio padre mi ha chiamata schifosa. Non li sento da un anno”, racconta la povera Alessandra, la cui storia purtroppo è simile a quella di molte altre persone, che non hanno denunciato il ricatto omosessuale per paura delle conseguenze.

La ragazza omosessuale è scappata via, ed è andata a vivere in un monolocale a Roma, ma anche li i problemi non sono affatto finiti. “Una settimana fa abbiamo ritrovato la serratura cambiata e le nostre cose buttate sul pianerottolo”. Le due ragazze lesbiche purtroppo non hanno sporto denuncia.

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