Trans perseguitato sul lavoro tenta il suicidio

Suicidio
Lavora da circa dieci anni per una grande azienda casearia pontina come operaio e i suoi problemi cominciano circa cinque anni fa, quando dichiarò apertamente al datore di lavoro e alle sue colleghe di voler intraprendere il percorso di “transizione”.
Da quel momento gli viene vietato l’accesso al bagno e allo spogliatoio costringendolo, di fatto, a cambiarsi in corridoio, gli ripetono “vedrai, un po’ alla volta ti faremo impazzire“, si rivolgono a lui usando l’appellativo ‘Transformer’, viene isolato dagli altri colleghi durante l’ora di pranzo.
Nel 2008 riceve una serie di lettere di richiamo a cui, però, non segue alcun provvedimento e viene più volte malmenato e insultato con le parole “Sei mezza lesbica e mezzo frocio’“.
