Videogioco Fable III e diritti dei gay

Fable III
La puntata più recente del gioco fantasy, uscita a fine ottobre, permette infatti a personaggi dello stesso sesso di diventare genitori e di godere delle gioie della maternità e della paternità, compiendo così un passo ulteriore rispetto a Fable II, uscito nel 2005, che aveva introdotto le unioni gay.
Con questa scelta coraggiosa Fable III può considerarsi il primo videogame a parificare completamente ogni tipo di coppia dal punto di vista della famiglia.
L’omosessualità, l’ambiguità sessuale e in generale le problematiche di genere sono presenti nei videogame da tempo, quel che cambia semmai, è quanto siano espliciti i riferimenti.
In Super Mario Bros 2 del 1988, per esempio, faceva la sua prima apparizione Birdo, un “boss” di fine livello, dalle sembianze di un draghetto viola con un fiocco rosso in testa che, dicevano i creatori del gioco, credeva di essere una femmina. Fu presto censurato da Nintendo e riproposto in episodi successivi come femminile, togliendo così l’originaria ambiguità.

